Oggi ho visto piangere una donna di mezza età, sola, perchè additata ed insultata dai figli, in quanto stanca di operarsi sempre per loro (adulti) e povera di tempo e forze per se stessa. Ha avuto il coraggio di dire di no alle loro continue richieste, per cui loro, non essendo abituati a ciò, si sono trovati sconvolti da questo improvviso comportamento anomalo della mamma.
Possibile che da figli non ci si renda conto che un genitore, una madre, possa essere anche donna… certe volte?
Che possa avere voglia o l’esigenza di sentirsi individuo singolo e non sempre come elemento con protuberanze fisse, almeno quando esse le possibili protuberanze vogliono essere fisse all’elemento originario. Quando non sono impegnate nei cavoli loro, perchè loro sono elementi singoli, loro hanno una vita privata che va oltre la famiglia. La mamma no è come una cosa, stà lì e attende ordini.  Che tristezza!
E, poi ci sono le storie di donne mamme e figlie, che si svolgono anche diversamente da questa.

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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