La coscienza di sentirsi coinvolti e la tristezza dell’€™impossibilità di agire

Ci trovavamo a passare per via Nazionale, per caso, avevamo fatto un giro del cavolo per trovare un parcheggio,  ed ero presa dai suoi racconti, aveva fretta di spiegarmi come si erano svolti i fatti, le azioni dell’incontro a cui aveva partecipato, da bravo cronista aveva fatto scorta di particolari e me li riportava. Mi sono trovata bloccata per strada, non capivo, un particolare aveva attirato la mia attenzione, un attimo ferma, la scalinata ripida alla mia destra, il portone antico di legno, di lato una signora chiedeva l’elemosina con una mano e con l’altra apriva e chiudeva  il portone. “Aspetta! …dai seguimi”. Erano mesi,  giorni che pensavo a quella statua, ma senza crearmi  l’idea di passare a vederla. Forse il pensiero di lui mi portava ad associare la mia emozione a quella significativa dell’opera… può essere.  “Dai!” mi segue,  prende delle monete dalla tasca della giacca e le pone nel bicchiere della donna, e credo che si stesse chiedendo “Ma questa che ha ora? Una crisi mistica?” Entro eccitata all’idea di trovarmi difronte a lei, la sacralità del luogo conferisce all’attimo un significato speciale. Silenzio. Buio. L’odore delle candele.  Ridevo.  “Che bella!” (la chiesa).  Non fa domande. Cerco l’edicola. “Ecco, bene!” Mi giro e lui è lì, è rimasto in fondo alla chiesa, con un’aria tra il perplesso ed il tranquillo. “Alle tue stranezze ci sono abituato.” Penserà.  E no! Questa caro non te l’aspetti.  “Che fai? Seguimi, ti mostro una cosa… guarda! E’ L’estasi di Santa Teresa, del Bernini. Orgasmo puro.” “Bernini, si!” “Per gli storici dell’arte è orgasmo.  Lui ha rappresentato un orgasmo. Immagina quando ero alle superiori  e  la prof ha dovuto fare lezione su questa opera, le risa di tutti.” Non so cosa abbia pensato in quel momento, io ero felice, eccitata di condividere quell’esperienza con lui e non ho badato ad osservare la sua mimica facciale.  Era un pochino smarrito, stupito, felice, non so. Non mi ha fatto domande, ha sorriso, questo si.  “Hai notato il viso della santa?” mi veniva da sorridere ancora, “Si!” Usciamo in silenzio, l’uno accanto all’altro. In strada ricomincia a parlare… nessun commento sull’accaduto.

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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2 risposte a La coscienza di sentirsi coinvolti e la tristezza dell’€™impossibilità di agire

  1. scudieroJons ha detto:

    Non c'è dubbio: questa donna sta assaporando un anticipo di paradiso.
    Ciao : )

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