Totò, Kawabata e il Presidentissimo

Ruby e il Presidentissimo: La casa delle belle addormentate
Giappone: Yasunari Kawabata
Buon compleanno Italia: Totò

Mentre pensavo al caos mediatico che stiamo vivendo ( e aggiungo, non ne posso più!), riguardante il nostro Presidentissimo e i suoi problemi di camera da letto, mi rattristavo all’idea di dover subire tutto questo, mischiato ai problemi reali del mondo.  Notizie belle, i 150anni dell’Italia e brutte, la tragedia del Giappone, ma che toccano concretamente noi, individui. Allora mi è tornato in mente questo libro dello scrittore giapponese (premio Nobel) Kawabata, dove  la semplicità e l’eleganza delle sue parole riescono a descrivere un rapporto fisico tra un vecchio ed una ragazzina. “Signori si nasce e io modestamente lo nacqui” diceva un grande italiano come Totò.

La casa delle belle addormentate
“Il vecchio Eguchi, con l’animo ormai placato, stette a contemplare il collo e il viso della ragazza. Alla sua carnagione non si addicevano i lievi riflessi rossi delle tende di velluto. Pur essendo il suo corpo oggetto di trastullo per i vecchi al punto che la donna della casa la definiva “esperta”, la ragazza era vergine. Dipendeva dal decadimento dei vecchi  e dal sonno prolungato in cui la tenevano, ma a Eguchi nacquero pensieri quasi paterni, e si chiese a quali vicissitudini sarebbe andata incontro in seguito quella giovane maliarda. Segno che anche lui era ormai vecchio. Non c’era dubbio che la ragazza era là soltanto per denaro. Ma era altrettanto certo che per i vecchi che pagavano quel denaro, giacere accanto a una ragazza così rappresentava una gioia senza pari. Poiché la ragazza non apriva mai gli occhi, i vecchi non avvertivano nessun complesso d’inferiorità per il proprio decadimento, veniva loro concessa illimitata libertà nelle fantasie e nei ricordi sessuali. Forse per questo non rimpiangevano di pagare ancor più che per una donna sveglia. E che le ragazze addormentate ignorassero tutto dei vecchi contribuiva alla loro serenità. Ed essi pure ignoravano tutto delle ragazze, dalle loro condizioni di vita al loro carattere. Non potevano conoscere neppure gli abiti che avrebbero costituito un appiglio per intuire il resto. Per i vecchi non doveva trattarsi di un motivo così semplice come quello di evitare complicazioni. Era forse una strana luce nel fondo di fitte tenebre.”  

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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4 risposte a Totò, Kawabata e il Presidentissimo

  1. bradirunner ha detto:

    hai veramente ragione, le notizie più assurde si affiancano giorno dopo giorno… 

  2. ricominciamento ha detto:

    noiosamente mi ripeto che la realtà supera l'immaginazione.

  3. Tristano ha detto:

    Che libro straordinario… Davvero l'erotismo giapponese ha una finezza, una profondità, un gioco di sfumature e di echi simbolici che quello occidentale neppure si sogna.

  4. ricominciamento ha detto:

    Per loro è l'arte di amare. Storicamente è così e qualcuno di loro lo sa raccontare meglio. 

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