Lo sguardo dentro

Tante volte si pensa di sapere tutto  di ciò che ci si pone davanti solo perché è sotto il nostro sguardo. Lì difronte l’oggetto, la situazione, e noi pronti  all’esposizione, anche involontaria dell’opinione.  E poi, invece, tante le volte in cui per inerzia o distrazione ci neghiamo anche quello, perché con una visione fuggevole vediamo l’involucro, ma non il contenuto, la sostanza materica all’interno, le molecole infinitesimali che rendono quel contenuto diverso da altri. La pellicola potrebbe essere la stessa, per tanti, magari è stata prodotta in serie e perciò non permette l’emersione delle differenze, esternamente il prodotto è “        ”. L’involucro può ingannare sulla qualità del contenuto. E. Può fuorviare sul giudizio. Dovremmo portare  in noi l’immagine di ciò verso cui avevamo posato lo sguardo, chiudere le palpebre e guardare dentro  i nostri occhi, dopo riaprirli e considerare la nuova  visione delle cose. E potremmo trasformare il mondo.

Progetti in progress dello Street Artist JR
JR @ TED ! WATCH THE WISH :

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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34 risposte a Lo sguardo dentro

  1. egle1967 ha detto:

    Mi capita di negare ulteriori sguardi , per fretta/egoismo/inerzia/pigirizia al di là degli involucri che pur sempre lasciano trasparire, anche negli incontri fugaci qualcosa di interessante per me. Conoscere le persone, ma conoscerle veramente mi interessa, voglio che mi parli no di loro, delle loro abitudini, delle loro paure, dei loro ricordi …e per fare questo ci vuole tempo , ci vogliono vite intere ed io, purtroppo non ne ho mai quanto ne vorrei.

  2. ricominciamento ha detto:

    Egle, è nella qualità dell'esercizio della predisposizione agli altri che si concentra la conoscenza della relazione. E per questo basta anche un'attimo. Per un tuo di attimo ci vuole una vita intera di colui che sfugge la conoscenza. Piacere conoscerti…

  3. shappare ha detto:

    quello che scrivi mi fa venire in mente che, proprio per motivi simili, mi sono allontanata da "amiche storiche". Non mi va più la superficie, per quanto patinata e divertente, non mi va più che le persone che amo si accontentino di quella superficie. Non si è ragazzine (non più) e io voglio conoscere, anche se ciò volesse dire, paradossalmente, essere sola. Grazie per la riflessione.

  4. ricominciamento ha detto:

    Shappare, rientra nel percorso di crescita, si affina il gusto e quando si entra in questa fase, poi non si torna indietro. Sola? Perchè? E' un nuovo inizio, naturalmente preceduto da uno stallo. Quando arrivi in un posto nuovo, dove non conosci nessuno, ti capita di sentirti un attimo disorientata, quindi ti fermi, ti guardi intorno e poi inizi a familiarizzare con il luogo, focalizzando degli elementi di riferimento e facendoli propri. Ti faccio ridere… ma è veramente un ricominciamento (nuovo, diverso). Es. già io e te non è essere soli. 🙂

  5. setteanelli ha detto:

    già –

    grazie di essere passata –

    ciao!

  6. ricominciamento ha detto:

    @setteanelli
    Allora… alla prossima. ciao!

  7. lamite ha detto:

    Avere sempre buoni occhi, sensibili occhi che vadano e vedano oltre pellicola, presuppone una buona educazione sentimentale, una sana libertà di pensiero. Insomma, l'abitudine a non farsi “incartare “ dal pregiudizio o dalla fretta di arrivare ad una conclusione. Avere buoni occhi, significa anche, secondo me, riconoscere con serenità la bellezza altrui, provandone piacere e arricchimento. Il tuo post sollecita la riflessione e te ne sono grata. A presto.

  8. ricominciamento ha detto:

    Nel primo giorno di primavera, con un sole che si è dato alla macchia… ma tornerà e come se tornerà, mi hai regalato un sorriso. Buonagiornatatutta. A presto

  9. seven.acres ha detto:

    "Dentro" , talvolta, conduce alla paura.
    Presuppone la consapevolezza che essa sia solo un mezzo per riconoscersi.
    Quando poi in quel "dentro" si è costretti, la manifestazione osservata risulta distorta.
    Ciao

  10. ricominciamento ha detto:

    "Dentro", talvolta, conduce al coraggio.
    Ci vuole coraggio a guardarsi dentro e coraggio a guardare dentro gli altri, è un lavoro duro e lungo, ma a quale gioia conduca lo si può sapere solo applicandosi. Costrizioni permettendo.
    Ciao

  11. germogliare ha detto:

    L’ha ribloggato su germogliaree ha commentato:

    Perché ci sono giorni in cui è bene ricordarsi da dove si è partiti per educarsi al guardare oltre.
    A Egle

  12. tramedipensieri ha detto:

    A volte succede di guardare dentro senza averlo pensato, chiesto, ricordato…semplicemente per aver incontrato altri occhi.

    buona giornata
    .marta

  13. AlexG ha detto:

    rilancio, sono un “radicale”, esiste UN solo sguardo, ed è quello che si deedica alla verticalità interiore, dove tutto l’universo si riflette. perciò all’Uomo, in potenza, ogni cosa è concessa anche in assenza di quasi tutto il resto.
    (bellissime alcune foto)

    • germogliare ha detto:

      rilancio, sono l’opposto, esistono infiniti sguardi, e lascio ad ognuno la propria visione dell’uomo e dell’universo, anche a chi fa uso solo dello sguardo passeggero. L’universo si riflette su tutto, una goccia d’acqua, gli occhi di un bambino, una superficie convessa e deforme, la differenza è negli occhi che guardano.
      (bellissimo è il progetto)
      buonecose uomo con gli occhiali 🙂

  14. Guido Fabrizi ha detto:

    Cercare di non proiettare, noi stessi, attraverso delle percezioni, ma introiettare gli altri per avere nuove sensazioni.:-)Un saluto. Guido

  15. Pandora ha detto:

    sapere tutto??? come si può solo pensare una cosa simile. saper guardare oltre presuppone proprio la consapevolezza che ci possono essere tanti e altrettanti modi di vedere una determinata situazione, cosa e persona. sono migliaia le variabili che si intrecciano nelle emozioni suscitate e rielaborate dalla pelle ai neuroni e viceversa ed è spesso in quel percorso intimo del guardare che avviene quell’attimo di fusione con l’altro, o solo con noi stessi, magari solo per un attimo, ma è quello che ti squarcia dentro con le paure, le parole, le sensazioni…
    poi si deve elaborare, ma dopo, la percezione dentro di noi di quello che incontriamo sarà modificata e modificata ancora e ancora, ogni volta…

    • germogliare ha detto:

      sapere tutto, no, e come potrebbe mai essere possibile! dal momento in cui si instaura in noi il meccanismo di ricerca, la percezione di tutto si evolve, modificandosi attraverso le sensazioni e il tempo. come dici te, ancora, ripetutamente. così da riuscire a scoprire del nuovo nel vecchio, ogni volta, in qualsiasi oggetto su cui posiamo lo sguardo. e verrà da se che potranno essere piacevoli o deludenti… ma ne usciremo certo più ricchi.

  16. bakanek0 ha detto:

    Si può guardare passivamente, accettando l’impatto superficiale di ciò che abbiamo davanti.
    Poi, si può vedere, e questa è un’azione personale, che presuppone attenzione al dettaglio, alle ombre, al non evidente. Richiede elaborazione e un secondo sguardo, anche dentro e dietro i propri occhi. Bello, germogio caro, e le immagini: pretendono un terzo occhio!

  17. ludmillarte ha detto:

    concordo pienamente 🙂 buon pomeriggio

  18. penna bianca ha detto:

    Guardarsi dentro ma poi tornare a vedere con occhi nuovi. Questo credo sia una grande forza creatrice e di vita.

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