nell’intimità, decidere di andare

Entrare nei corridoi dei ricordi e cercare, e poi, chiedersi quale sia la cosa giusta da fare per vivere meglio. Jay lo fa in una lunga notte, organizzando la sua partenza, e all’alba, prima che il sole sorga, lui, pronto ad abbandonare tutto, moglie, figli e casa, si guarda ancora dentro, ma non c’è più tempo per decidere se restare o andare e non voltarsi più indietro.

Nell’intimità, Hanif Kureishi

“Ho cercato di convincermi che lasciare delle persone non è la cosa peggiore che puoi fare loro. Può risultare triste, ma non deve obbligatoriamente essere una tragedia. Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo.”

Angelina Chavez

“Penso che le persone che conosco (in seguito potrei scrivere i loro nomi in un taccuino apposito) e mi chiedo chi di loro sappia come vivere bene. Se vivere è un’arte, è un’arte strana, che dovrebbe comprendere tutto, e in particolare un forte piacere. La sua forma evoluta dovrebbe comprendere un numero di qualità fuse insieme: intelligenza, fascino, fortuna, virtù, nonché saggezza, gusto, conoscenza, comprensione, oltre all’accettazione del fatto che l’angoscia e il conflitto fanno parte della vita. Il benessere economico non sarebbe da considerarsi essenziale: dovrebbe esserlo invece l’intelligenza per raggiungerlo, se necessario. Le persone di cui penso vivano con talento sono quelle che hanno vite libere, che formulano grandi schemi e li vedono realizzati. E loro sono anche la migliore compagnia.”

 
Marcel Duchamp, uno dei maggiori artisti del XX sec, per lui la vita è arte.

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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26 risposte a nell’intimità, decidere di andare

  1. scudieroJons ha detto:

    La più alta qualità della vita dovrebbe consistere nella consapevolezza: in ogni istante dovremmo essere consapevoli di quello che facciamo e in virtù di questo padroni delle nostre azioni.
    La foto di Max Ernst che rappresenta Duchamp davanti alla scacchiera è il simbolo dell'inconsapevolezza, della mancanza di controllo su quello che accade.
    Guarda la posizione della scacchiera: ha la casella bianca a sinistra, mentre invece dovrebbe essere la nera.
    Non si può nemmeno pensare all'inversione della foto, cioè a un errore di stampa, perché la posizione dei due Re conferma l'errore: il Re bianco si trova in una casella bianca e il Re nero si trova in una casella nera, mentre dovrebbe essere le regine a stare nella casella del proprio colore. Poi si vedono quei pezzi non molto alti che hanno un disco sulla sommità, dovrebbero essere le torri. Dovrebbero essere ai quattro angoli della scacchiera, non inframmezzati ad altri pezzi, e comunque non c'è simmetria nella loro attuale posizione.
    Per un artista e un giocatore di scacchi dalla forza riconosciuta, questa foto rappresenta un momento di annebbiamento. C'è l'artista, vanesio come tutti gli artisti, ormai anziano, che si mette in posa davanti a una scacchiera in cui un servo di scena inesperto ha sistemato i pezzi.
    Un giocatore di scacchi non dovrebbe mai consentire un delitto del genere.
    La foto è la dimostrazione che Duchamp in quel momento non stava vivendo, perché non era consapevole di quello che accadeva intorno a lui.
    Ciao : )

  2. ricominciamento ha detto:

    Ahimé! Scudiero, non so giocare a scacchi, prendo atto di ciò che dici…
    I protagonisti della foto non sono interpellabili, e quindi non si possono difendere…
    Duchamp ha applicato per una vita l'ironia sul suo lavoro, presumo (penso) tu lo sappia bene. E, Max Ernst? Uguale. Il Dadaismo era anche questo…
    I grandi "pensatori", chi ha la consapevolezza, riconosciutagli, di aver segnato un'epoca, può permettersi, con scherno, di cambiare le regole del gioco degli scacchi, proprio perchè ne è maestro.
    Io non potrei mai. Ciao 🙂

  3. disastro48 ha detto:

    grandissimo Duchamp…ha ragione da vendere…dopo di lui l'arte non è stata più la stessa

  4. scudieroJons ha detto:

    E io prendo atto che non non sai giocare a scacchi.
    Se vogliamo spostare l'attenzione sull'aspetto artistico, in che cosa consisterebbe l'ironia dadaista? Nel disporre i pezzi degli scacchi alla rinfusa? E perché i pedoni non sono stati chiamati a partecipare alla performance? Sono tutti perfettamente a posto.  La risposta è semplice: perché anche il più inesperto assistente di fotografo non si può sbagliare nella disposizione dei pedoni.
    Con tutta la buona volontà, e la simpatia per Duchamp, non si può far passare un momento di distrazione per un'opera d'arte.
    Ciao : )

  5. ricominciamento ha detto:

    Scudiero! Ce la giochiamo a duello.

    (mi scuserà il gran maestro Duchamp per averlo tirato in ballo, ma io, semplicemente per un ricordo romantico, ho messo la sua foto con gli scacchi, a riferimento dello scritto di Hanif Kureishi)
    Ciao

  6. egle1967 ha detto:

    Mi sembra interessante e credo faccia per me. ti ringrazio cara!
    Mi piacciono quelli che fanno spazio al nuovo!

  7. scudieroJons ha detto:

    No, non c'è bisogno di nessun duello. Scusami. La colpa è mia che quando parlo di scacchi divento fondamentalista.
    Ti vorrei mostrare ancora un esempio per chiarire il mio pensiero.
    Guardiamo questa immagine tratta da un sito di scacchi delle Filippine:

    Sono state giocate poche mosse, ma si vede charamente la disposizione erronea della scacchiera.  Si vede la regina nera, (riconoscibile per il diadema con le punte), che pur stando correttamente a destra del Re, si viene a trovare su una casella bianca, mentre invece dovrebbe stare su una casa nera. Questo è un sito di appassionati di scacchi, non è pensabile nessun tipo di ironia. Come è potuto accadere? Accade, secondo me, quando il responsabile del sito, competente di scacchi, non si intende di disegno web e incarica un amico bravo di fargli un template per gli scacchi, e il bravo grafico non sa giocare a scacchi.
    Ciao : )

  8. ricominciamento ha detto:

    Pace! …il tuo amore per gli scacchi lo si deduce anche dalla dimensione dell'immagine (ah ah ah…)

  9. lamite ha detto:

    l'intelligenza per raggiungere il benessere ( il bene dell'essere ), dopo averlo definito e messo al polso come un braccialetto leggero, modificabile, senza rigidità, senza obblighi. l'intelligenza di leggre tra le cose-eventi che ci passano davanti, senza farci distruggere, ma osando, osando la rottura di quelle corde che ci logorano.

  10. ricominciamento ha detto:

    Disastro. Duchamp è tra quelli che hanno chiuso un capitolo. Dopo, altri hanno dato il loro contributo alla continua evoluzione dell'arte, contribuendo a scrivere un nuovo.

    Egle. Nell'intimità, il film, soggetto di Kureishi, ma non è il libro, è preso da uno dei suoi racconti (non mi piace l'uso dello stesso titolo, confonde). Orso d'Oro al Festival di Berlino nel 2001. Da vedere, intricante.
    Un abbraccio.
     http://it.movies.yahoo.com/i/intimacy-nellintimit224/index-369543.html

  11. kurtz09 ha detto:

    Vivere e' un "arte" decisamente strana e per fortuna dico.
    Duchamp e la sua arte sono la conferma che si puo' andare oltre il Grande Vetro… prova delle teorie di Benjamin e che:
    " l'artista non sa quello che fa. E insisto su questo punto perche' agli artisti non piace". (dichiarazione del 1960) 
    In un mondo pieno di artisti, scrittori, poeti che sanno tutto e sanno come fare… mi sembra un richiamo necessario.
    Saluti

  12. ricominciamento ha detto:

    Kurtz. Molti Artisti non sanno che: "La scienza è il capitano, e la pratica sono i soldati". Molta Gente non sa che: "Quando io crederò imparae a vivere, e io imparerò a morire." Leonardo Da Vinci
    Saluti a te, speciali

  13. laSusanna ha detto:

    Sarebbe bello riuscire a impare a essere liberi e realizzati, credo ci voglia molta forza e molta intelligenza.

  14. falconier ha detto:

    Il periodo in cui sto vivendo è quello dove l'angoscia e il conflitto fanno parte della vita. Spero passi prima o poi o perlomeno si attenui.

  15. ricominciamento ha detto:

    Susanna. Coraggio! Ci vuole solo coraggio. grazie

    Falconier! Oh oh oh… non mi piace "angoscia", è una parola dolorosa, è di chi subisce; "conflitto" è già meglio, è di chi lotta. Alla vittoria! 

  16. Edoardoprimo ha detto:

    "Intimacy"… torna la ossessività maschile.

    piesse: Mi chiedo: e se M. Duchamp, fosse nato, per
    esempio… in Africa, come avrebbe considerato la vita?

  17. IsaacSky ha detto:

    come non essere d'accordo ?

    ma aspetta, in realtà manca qualcosa: credo che uno dei segreti per vivere meglio sia il sapersi integrare con gli altri, per vivere abbiamo bisogno di interagire con il mondo e spesso il nostro successo (non solo economico) è frutto di una relazione.  Lo so, la trama è troppo difficile da districare ma se non ci provassimo che esseri umani saremmo ?

    la frase "Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo."  mi ha fatto pensare . . .

  18. lorybell62 ha detto:

    Tante volte è difficile andare,certo…ma il lasciarsi quando crollano le motivazioni di unione è saggio,l'importante è lasciarsi con intelligenza,trasformando il rapporto in qualcosa che arricchisce entrambi…lo so è un utopia….baci

  19. ricominciamento ha detto:

    Edo. Non male il film, il libro è altra storia e altra qualità.
    piesse:…sarebbe stato un africano e non un francese naturalizzato statunitense…non so.

    Isaac. …si. La maestria del sapersi relazionare agli altri è fondamentale.
    Il tuo pensare spero sia positivo..

    Lorybell. No, non è utopia,credimi…sicuramente, solo se il rapporto è tra persone che mettono in relazione la testa ed il cuore…baci

  20. maxdreamer ha detto:

    A parte l'ovvia condivisione del concetto di connessione indispensabile fra vita libera e talento, mi pare che il messaggio di Duchamp sia fondato sull'instabilità dell'opera d'arte moderna, della sua indefinibilità. Per conseguenza anche quella scacchiera disposta male, nella foto, e in fondo la foto stessa, rientrano  nei criteri artistici di Duchamp….
    Bel posto il tuo blog.

  21. ricominciamento ha detto:

    Maxdreamer…bel dire, il tuo dire (ti ringrazio dell'aiuto…:-)))

  22. scudieroJons ha detto:

    Questo è un altro grande artista amico di Duchamp, Man Ray, e anche lui ha fatto un gioco di scacchi. Niente disordine, tutta geometria.

    http://www.corriere.it/gallery/cultura/05-2011/man-ray/1/man-ray-mostra-lugano_bf47c836-74d0-11e0-a12f-3a82d10cc9fa.shtml#8

    Ciao : )

  23. ricominciamento ha detto:

    Mi piace l'ordine… :))) Ciao

  24. manodiangelo ha detto:

    Mi hai fatto un grande favore.Ma sai che avevo sentito parlare di questo autore alla radio,ma non riuscivo a ricordarne il nome; avevo provato in libreria,ma niente e ora lo trovo qui…

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