L’immagine che ciascuno ha di sè

Nelle culture antiche si dice che il nostro viso sia lo specchio dell’anima, abbiamo allora una grande responsabilità verso la nostra immagine.
Con questo, l’auto-rappresentazione ci aiuta a identificare le tappe della nostra vita, “in questo momento vivo un momento fondamentale lo voglio sottrarre al flusso del tempo.”
Dovremmo quindi puntare l’obiettivo sull’anima e non sul volto.
Così che essa, la nostra auto-rappesentazione, osservandola possa darci risposte alle nostre interrogazioni filosofiche o esistenziali, circa il nostro io… m’identifico in questa immagine, in un rapporto che trascende la realtà, perché mi sento Io nel momento in cui ho schiacciato l’otturatore della macchina fotografica, ed ho bloccato per sempre l’attimo.

Le immagini non sono vive, non sono animate. Io scelgo quelle che guardandole mi animano i ricordi. Quelle dove vedo, penso, sento. Quelle che mi sopravvivranno.
Nessuno lascia un segno, un’impronta di sé, se non pensando a chi lo vedrà.
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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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21 risposte a L’immagine che ciascuno ha di sè

  1. kurtz09 ha detto:

    la "camera chiara"… che si oppone alla camera oscura… (R.B.)

  2. ricominciamento ha detto:

    K. "….studi con Costanza (?!)"

  3. laSusanna ha detto:

    Cioè, vuoi dire che siamo quello che gli altri vedono di noi?

  4. ricominciamento ha detto:

    Susanna. Assolutamentenooooooo. Semplicemente, nella osservazione della nostra immagine, auto-riproduzione, gli altri "leggono" anche della nostra anima. Cioè, facciamo attenzione agli autoscatti ed ai ritratti, perché dicono di noi più di quello che pensiamo.

  5. IsaacSky ha detto:

    il viso e le immagini d cui parli sono un simbolo dell'anima, una sorta di porta. il problema nasce quando crediamo che siano tutto. 
    invochiamo la consapevolezza che oltre c'è un mondo che può essere scoperto …

    un saluto
    Isaac 

  6. ricominciamento ha detto:

    Isaac…mi leggi nel pensiero. Come la porta può essere di diversi materiali, trasparenti o coprenti, così l'immagine può essere realisticamente illusoria o realisticamente documentaristica. La scoperta è, se vogliamo e come vogliamo.
    Un saluto

  7. lamite ha detto:

    il volto, la nostra immagine sono un mistero da scoprire e rispettare, ma! solo per chi è predisposto a saper leggere i misteri. insomma, per chi sa andare oltre. ( interessantissimo post! ).

  8. ricominciamento ha detto:

    Lam…….interessantissima tu, che sai guardare oltre…(è il nome di un mio lavoro, pensa un pò!)

  9. Lucciola29 ha detto:

    La fisiognomica non ci dice soltanto dell'aspetto meramente esteriore, ma anche della nostra anima: l'occhio ne è la chiave d'accesso privilegiata.

    Frate Amelio

  10. egle1967 ha detto:

    Hai ragione, ma io spesso mi trovo come il vecchio Genge' che si stupisce dell'immagine che gli altri hanno di lui ecc. guardando mie fotografie mi scopro diversa, mi guardo con gli occhi di un'ipotetico spettatore , mi guardo fuori da me , non è come guardarsi nello specchio, è diverso, perchè è trascorso del tempo , Mi guardo e penso a come mi sentivo quel giorno, in quel momento e non c'e' corrispondenza con quello che vedo.
    Non amo guardare fotografie che mi ritraggono.

  11. shappare ha detto:

    Ho sempre odiato essere fotografata perché non mi trovavo bella… Poi ho capito che il mio disagio era altro. Ho leccato altre ferite e l'immagine di me fotografata dagli altri è cambiata. Io no, probabilmente. Trovo molto vero ciò che scrivi, e le tue foto nel vetro dello specchio.
    Un saluto,
    s.

  12. nonsapiens ha detto:

    La cosa più difficile e' conoscere noi stessi.

  13. Annelu ha detto:

    Certamente la nostra immagine, col senso di dire quello che trasmettiamo attraverso le pieghe del viso, i gesti e i nostri occhi sono lo specchio dell'anima perchè se si guarda bene questo si comprende molto di una persona. E il volto, e gli occhi, e il corpo non mentono ancora di più in una foto e  a volte mi soffermo su alcune foto e mi sembra di vedere oltre l'apparenza. Forse hanno ragione le civiltà che dicono che chi fotogra una persona le  ruba l'anima, la viola, nel senso di prendere qualcosa che l'altro forse non voleva rivelare di se. Bisous 🙂

  14. ricominciamento ha detto:

    Frate Amelio. Dovremmo ricordarcelo più spesso. 

    Egle. Peccato! L'immagine fotografica richiede riflessione, quella allo specchio è fugace. Dovresti, forse, fare pace con una parte di te…quella che non ti piace, così anche le tue foto sembreranno più belle (tu nelle foto). 

    Schappare. Ecco, vedi? Sì… parte dall'accettazione del nostro io.
    …grazie! Un saluto

    Nonsapiens. Poi però vengono fuori foto bellissime.

    Annelu.Giusto. Ma. Ci vuole anche la capacità di saper leggere. In quel caso, da una foto in cui è impressa l'anima e uno sguardo capace, ne viene un regalo di sentimenti tramandabili. Baci 🙂

  15. beauvoir60 ha detto:

    e sei stata molto brava a fermare l'attimo… fuggendolo
    così hai potuto immortalare non tanto l'involucro, quanto l'essenza…
    un saluto

  16. aitan ha detto:

    Il movimento (la vità) è negli occhi di chi guarda…

  17. ricominciamento ha detto:

    Beauvoir…questione di esercizio. grazie!
    un saluto

    Aitan…e vedono se vogliono dedere…:)

  18. setteanelli ha detto:

    e non credo si smetta mai di cercare  
    l'immagine di sé
    tanto è incontenibile l'anima di ognuno.

  19. ricominciamento ha detto:

    Setteanelli….e la ricerca continua…

  20. xidor ha detto:

    Bello questo pensiero: "Si lascia un segno solo pensando a chi lo vedrà" . Vero, senza gli altri non esistiamo.

  21. ricominciamento ha detto:

    xidor…continuiamo ad esistere solo se riusciamo a lasciare un segno nell'anima degli altri. ancora più vero.

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