Toc Toc


Helena Almeida

La sofferenza è una. Si parla della sofferenza come si parla del piacere, ma se ne parla quando non ci dominano, quando non ci dominano più. Ogni volta una nuova sensazione, e noi dobbiamo riconoscere che li avevamo dimenticati. Sono nuovi, perché noi lo siamo; ogni volta diamo noi un’anima e un corpo un po’ modificati dalla vita. Eppure la sofferenza è una. Non conosceremo di lei, come non conosceremo del piacere, se non qualche forma sempre uguale, e ne siamo prigionieri. Bisogna spiegarlo: la nostra anima, immagino, non ha che una tastiera ristretta, e la vita, per quanti sforzi faccia, non ottiene mai che due o tre povere note. Ricordo l’atroce insipidezza di certe sere, quando ci si appoggiava alle cose come per abbandonarvisi; e le mie orge di musica, il mio morboso bisogno di perfezione morale, che non era forse se non una trasposizione del desiderio. Ricordo certe lacrime versate quando, a ben guardare, non ce n’era ragione; e mi accorgo che tutte le mie esperienze del dolore erano già racchiuse nella prima. Ho potuto soffrire di più, non ho sofferto diversamente; e del resto ogni volta che si soffre si ha l’impressione di soffrire di più. Ma il dolore non ci rischiara affatto sulla sua causa.
Alexis, Marguerite Yourcenar

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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8 risposte a Toc Toc

  1. falconier ha detto:

    Ogni volta che mettiamo un sasso nel sacco che portiamo sulle spalle il peso aumenta e il camminare diventa sempre più impegnativo, poi lungo la strada ci facciamo l'abitudine e i muscoli e tiriamo avanti fino al prossimo sasso……..quando i sassi sono troppi——————-crolliamo sfiniti.

  2. Annelu ha detto:

    La soferenza viene a trovarci per ricordarci che siamo anima in questo corpo di sensi e pelle. Ogni dolore ha in se il seme della speranza.
    J'adore Marguerite Yourcenar…
    Bisous 🙂

  3. 0rs0p0p4e3 ha detto:

    Io la incontro spesso la sofferenza perche' viene a farmi visita sempre.

  4. IsaacSky ha detto:

    è vero, ogni volta si ha l'impressione di soffrire di più.

    In realtà a volte perfino la memoria non ci aiuta a rivere antiche sofferenze, ma solo a ricordare antiche situzioni che le hanno generate. Per quanto sia un fan ( non sempre volontario) del passato, il presente rimane e rimarrà sempre il centro del nostro universo e con esso la sua inevitabile sofferenza. 

    un saluto grande
    Isaac

  5. SorVolando ha detto:

    Ogni sofferenza e' diversa dall'altra. Le cause scatenanti provocano sfumature e dettagli diversi. La memoria ci puo' ingannare nel dare una forma concreta al dolore sofferto… l'anima ha forme sue di memoria e di catalogamento delle emozioni. Mi fido piu' della mia anima in questi casi.

  6. shappare ha detto:

    Quant'è tremendamente vero. E se si potesse fare a meno della sofferenza, tu ne faresti a meno?

  7. ricominciamento ha detto:

    (Mehmet Ali)

    Falconier…lasciamo il sacco vecchio e ricominciamo…
    Annelu. Proprio così. baci
    Orsopop. 
    Isaac….quindi: Al futuro!
    SorVolando. Sì, come te. Mi fido
    Shappare…lunga storia…no! non potrei.

  8. manodiangelo ha detto:

    Bellissima riflessione, libro fondamentale.Mi ha rivelato in tutta la sua grandezza la prosa e la capacità di pensiero  della Yourcenar, prima ancora delle Memorie.Il libro è un capolavoro in cui tutto l'animo si disvela nel segno però di una grande riservatezza, misura e rigore…forse anche pudore….indimenticabile, insuperata Marguerite

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