Visioni intricate

E’ così difficile guardare le cose nella loro semplicità? Perché complicarsi il pensiero in visioni intricate?

La scrittura. Devo tornare indietro, ripercorrere l’accaduto e raccontare, scrivendo. Quindi! Cerco di mutare i miei segni e i miei pensieri con le parole, e i colori e le azioni con il significato che queste parole messe insieme possono dare; mentre le sfumature, rilevarle con la punteggiatura. L’effetto finale, dedotto con i concetti disposti, dovrebbe portare a una conclusione di cognizione (o viceversa?). Più o meno differente, stabilendo l’impegno nella lettura e il lato d’osservazione, ma in questo caso, non sarebbe importante scoprire come va a finire la storia, non c’è un assassino da scoprire, né garantisco che alla fine vissero tutti felici e contenti. Non lo so!

Ho imparato a dipingere come Raffaello; adesso devo imparare a disegnare come un bambino. “ Pablo Picasso

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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18 risposte a Visioni intricate

  1. xidor ha detto:

    Tutto è semplice, non complicato ma complesso …
    Finalmente trovo il tuo blog

  2. scudieroJons ha detto:

    La semplicità è la cosa più difficile da realizzare.
    Picasso c’è riuscito.

    Se conoscessimo la fine delle storie come potremmo continuare nella lettura?
    Ciao : )

    • germogliare ha detto:

      Essa nasce da una conquistata pace della mente, in cui la libertà di pensiero entra nel profondo, permettendo la possibilità di espressione attraverso segni concisi.
      Un’unica linea. Grazie!
      Capire la trama, rileggere l’accaduto, è essenziale più che scoprire il finale.
      Scudiero, sempre un piacere.

  3. Audrey ha detto:

    Anche io amo le cose semplici,gli artifizi non mi piacciono e tutti gli annessi e connessi.
    L’unica cosa che sono riuscita a complicarmi è la vita,ci ho messo un pò ma mi è riuscito benissimo.
    Baci
    Ah io sono qui….http://ilblogcavia.iobloggo.com/

    • germogliare ha detto:

      Preferiamo sintesi nella forma e nei concetti, in quanto è già la vita stessa una matassa ingarbugliata. Se poi anche noi ci impegniamo a intrecciarne i fili, meraviglia! il gioco è fatto. Brava, ti dico, e brava a me che me la cavo quanto te.
      Baci
      Vado…

  4. Giamp. ha detto:

    già la parola è, volendolo, semplice.

    ciao!, piacere.

    G.

  5. Isaac ha detto:

    mi chiedo come si possa garantire di questi tempi di estremo caos.
    Il lieto fine non e’ per tutti e per chi lo ha ricordiamo che non e’ un vero finale… le carte persino per loro si possono rovesciare da un momento all’altro!

    un abbraccio
    il tuo “non uomo” Isaac 🙂

    • germogliare ha detto:

      staccando la spina. Portandosi in spazi aperti ed arieggiati.
      Vero è,anche il contrario. Altro giro, altra giostra…
      “Straighten up and fly right” come canta qualcuno.
      un bacio
      all’essenza

  6. aitanblog ha detto:

    La conquista della semplicità… Deh!

    “Tutti sono capaci di complicare. pochi sono capaci di semplificare.
    Per semplificare bisogna togliere.
    E per togliere bisogna sapere che cosa togliere.”
    — Bruno Munari.

    “One day I will find the right words, and they will be simple.”
    — Jack Kerouac

    “Making the simple complicated is commonplace; making the complicated simple, awesomely simple, that’s creativity.”
    — Charles Mingus:

    Ecco!

  7. egle1967 ha detto:

    La non conclusione mi ha sempre affascinato. Conosci Martin Amis?

  8. egle1967 ha detto:

    “Il treno della notte” è superlativo. un piccolo libro di 150 pg circa in cui sta l’universo intero.
    La prosa ti fa sognare e i dialoghi sono intensi.
    Inizia con tutte le caratteristiche di un noir e sfocia nell’infinito, senza conclusioni.
    E’ un libro che pone e indaga sulle impossibili risposte sul senso e sulle giustificazioni umane alla vita. Protagonista è una donna -detective .( e di questo già gli sono grata) che investiga su un omicidio cercando un movente che pare non esserci .Colpisce al cuore perchè parala della ricerca della felicità in senso realistico e pratico non astratto filosofico.
    Ti lascio un brano: “L’universo era grande come il suo salotto, prima che arrivassero i telescopi. E io sono convinto…che quando tutte queste informazioni che non hanno più di sessanta settant’anni di vita ci entreranno nella zucca, avremo un’opinione molto diversa del nostro posto e del nostro scopo nell’universo. Queste corse al successo…questo assatanato antagonismo si riveleranno per quello che sono. La rivoluzione è imminente…e sarà una rivoluzione della consapevolezza”
    Buona serata.
    Egle.

  9. cKlimt ha detto:

    D’altra parte, l’unico che merità di esser detto “artista” è proprio colui che sa rendere in modo semplice la complessità del Reale

  10. germogliare ha detto:

    Difficile compito e grave responsabilità verso se stessi e gli altri, quello di “saper” trasmettere la conoscenza e la coscienza delle cose attraverso l’interpretazione artistica.

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