Lo spazio condiviso

Lo spazio condiviso è spesso, sotto i nostri occhi, spazio diviso, dove ognuno va solo, spazia in assoluta solitudine o è accompagnato da altrettanta solitudine.

Si accosta, mi sfiora la spalla, riesco a percepire il suo profumo. Socchiudo gli occhi (indisturbatamente, ho gli occhiali da sole), mi concentro, ora posso immaginare la morbidezza della pelle che tiene quell’odore. Il tono della voce, che si modula nell’enfasi del dialogo, si fa reale nella mia testa, basandomi solamente sul suono udito di tre parole: “Mi scusi! Buongiorno”. Ma. Cosa c’è? Li riapro, mi giro, è già lontano, vedo la sua figura salire sulla metro.  L’odore invernale, che viene dalle banchine della città, il mattino è acre, fetido quasi, e con l’umidità si appiccica addosso. Sta per piovere.

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Non riconosco quest’uomo che accompagna le mie giornate, è lontano il ricordo che sa di lui. I lineamenti, la dimensione fisica, la movenza e le parole che ne escono, una volta dovevano essere conosciuti, adesso non so in quale punto del labirinto mentale si siano nascosti, nulla del tutto mi ritorna, anche solo per un indefinito istante. Lo guardo, mi chiedo cosa ci faccia qui, completamente estraneo alla mia atmosfera. Ora. Ho freddo! Qualsiasi indumento che provo a indossare non si adatta al mio corpo, e mi fa sentire ridicola. Nel mio stesso spazio, si avvicina, prova a toccarmi, c’è una palude nel mezzo, mi crea fastidio, m’imbarazza. Le tende alle finestre sono spostate, riesco a guardare fuori, è un inverno mite questo, ci sono ancora le foglie sugli alberi.

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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6 risposte a Lo spazio condiviso

  1. egle1967 ha detto:

    La condivisione è sentire, sentire con il corpo, e con la mente ed è ingannevole e sfuggevole, ma ti lascia un tale piacere ed entusiasmo da indirizzare le tue energie a ritrovarla in fretta…
    Come sempre sei sempre nel tuo centro .
    ciao.

  2. mitedora ha detto:

    E’ che il tempo ci muta e seleziona ciò che va tenuto à coté. Resta solo quel che sfida ogni legge naturale della memoria. Quello che sentiamo debba sopravvivere.

  3. xidor ha detto:

    Bello leggere i tuoi frammenti, impossibile commentarli.

  4. falconieredelbosco ha detto:

    quando vedrai l’albero nudo prova a regalargli il tuo mantello, porterà il tuo profumo e sarà abbracciato dalla morbidezza della tua pelle.

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