Con un grande soffio

Accolgo il nuovo anno con una grande speranza, di vedere fatiche ripagate e sogni realizzati. Con un grande soffio farò volar via le foglie morte che coprono i pezzi che compongono la storia. Cercherò i colori originari e li rimpasterò, aggiungendocene dei nuovi, così nell’insieme la composizione apparirà rigenerata e attuale. Dentro no. Il segreto si cela. Se solo poi provassi a grattarne la superficie, quella svelerebbe il sacrificio, i mille frammenti che ne fanno un solo spessore. E, invece. La forma sarà talmente radiosa e bella, perché mescolata di saperi, da far dimenticare ogni domanda che porti con sé un qualsiasi dubbio.

Sto su una terra fertile, lussureggiante, antica e accogliente, dove nulla mi è dovuto, e cortesemente, la responsabilità chiederebbe di ringraziare.

Non mi stancherò mai di ripetere che vi sono due modi di amare il proprio paese: quello di dire apertamente la verità sui mali, le miserie, le vergogne di cui soffriamo, e quello di nascondere la realtà sotto il mantello dell’ipocrisia, negando piaghe, miserie, e vergogne, anzi esaltandole come virtù nazionali. 
Tra i due modi, preferisco il primo. Non solo perché a me sembra il giusto, ma perché l’esperienza insegna che la peggior forma di patriottismo è quella di chiudere gli occhi davanti alla realtà, e di spalancare la bocca in inni e in ipocriti elogi, che a null’altro servono se non a nascondere a sé e agli altri i mali vivi e reali. 

Né vale la scusa che i panni sporchi si lavano in famiglia. Vilissima scusa: un popolo sano e libero, se ama la pulizia, i panni sporchi se li lava in piazza. Ed è cosa inutile e ipocrita invocare la carità di patria. 
La carità di patria fa comodo soltanto ai responsabili delle nostre miserie e vergogne, e ai loro complici e servi, fa comodo a chi ci opprime, ci umilia, ci deruba, ci corrompe. Non è certo con questa specie di carità che si potranno evitare nuovi malanni, e nuovi lutti all’Italia. 
Se si vuol portare rimedio alle miserie del popolo, se si vuol aiutare gli italiani a conquistarsi libertà, giustizia, leggi oneste e civili, occorre parlar chiaro, denunziare ad alta voce i soprusi, le violenze, le corruzioni, le frodi. 

Ho forti dubbi che la patria, per la quale si pretenderebbe invocare tale specie di carità, sia la vera patria degli italiani. Credo piuttosto sia quella che Carducci chiamava «La Patria di lor signori»; cioè l’Italia dei servi e dei padroni, un’Italia che non merita né pietà né rispetto. 
Essa non ha nulla a che fare con l’Italia vera, umiliata, affamata, tradita. E non si dica che l’Italia è ormai talmente avvilita, che non può sopportare la verità, e ha bisogno della menzogna per vivere e sopravvivere. Se non sopporta la verità, se ne vada al diavolo. Io non so che farmene di una patria che non sopporta la verità”.

Curzio Malaparte

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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8 risposte a Con un grande soffio

  1. scudieroJons ha detto:

    Sono abbastanza migliorate le cose dal tempo di Malaparte e di De Sica, ma c’é sempre il pericolo di tornare indietro. Quest’anno la trasmissione della Gabanelli è stata a rischio di chiusura.

    Se il mondo è così bisogna cambiarlo, e speriamo che il 2012 ci dia una mano.
    Buon Anno!
    Ciao : )

  2. germogliare ha detto:

    La coscienza sociale dovrebbe prevaricare sulle scelte dei singoli, in modo da divenire un naturale agire comune. La Gabanelli, continuo a chiedermi coma faccia ad essere ancora lì.

    Presente!!!
    Buon Anno!
    Ciao 😉

  3. Audrey ha detto:

    Felicissimo Anno Nuovo…smuackkkkkk

  4. mitedora ha detto:

    credo che la vita, sociale ed individuale, richieda un coraggio in cui siano chiari gli obiettivi. ecco, l’anno nuovo dovrebbe riludicidarli e darci una nuova spinta. allora, coraggio buono a tutti!.

  5. Shappare' ha detto:

    Ti auguro anche quello che dici tra le righe.
    Bello ritrovarti, è casa.
    Un bacio

  6. quellidel54 ha detto:

    E’ facile nascondere la polvere sotto il tappeto.
    Mettere mano alla ramazza, straccio e scopettone, quello sì che é fatica e sudore.
    Responsabilità é la parola che tutti invocano, ma che i più tendono a dimenticare, sottovalutare, ignorare, soprattutto quando deve essere applicata.

    • germogliare ha detto:

      La responsabilità. Intanto cominciamo ad applicarla noi, partendo dal nostro privato e via via, allargando il cerchio degli interessi.
      E poi, attrezzarsi di un bel bidoneaspiratutto, così da portare via ogni traccia di sudiciume 😉

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