“Ti amo” delle donne

Dal mio giardino, l’ascolto delle donne, in uno dei qualsiasi giorni in queste gelide giornate di neve.

M.- F. è morto. Cinque minuti fa. Non c’è più F., come faccio ora senza di lui, è come se mi avessero staccato della carne viva. Io ho sempre fatto tutto insieme con lui, non so cosa farò adesso. Eh, cosa dico alla bambina. Lui trascinava la carretta. Eh, i ragazzi!…Sono stanca! Non so se riuscirò. I medici hanno detto che non ha sofferto, che si è spento lentamente, almeno quello. Non ha mai ripreso coscienza dopo ieri, sì, da quando mi ha posato la mano sulla testa. Tutto così in fretta, un mese di corse,  poi quattro giorni in ospedale e, lui… DOVEVA FARCELA!!!, mi aveva detto che ce l’avrebbe fatta, che DOVEVA crescere la piccola. Non può lasciarmi da sola.

  

E.- Sì, P. è morto questa notte. Non ero sola, no. Sì, si era aggravato, gli ultimi venti giorni sono stati terribili, era immobile nel letto. C’è stato un via vai di medici che gli hanno prestato ogni attenzione, la morfina l’ha aiutato. No, in ospedale non era possibile, non vi erano i presupposti, per lui non c’erano più speranze. Sono stordita, adesso tutto questo silenzio, non sono abituata. Avrò fatto bene? Avrò fatto tutto il mio dovere? Non lo so. Sono in uno stato di torpore, quanto tempo ho passato con lui in quello stato. Sì, forse con il tempo mi libererò di questo peso che mi sento addosso, e capirò anche se ho fatto la cosa giusta.

  

N. – Ieri ho litigato con S., non è possibile tutto questo suo palese egocentrismo. Eh sì, che lo so, che la sua è una patologia. Dovrebbe farsi curare. Altrimenti dovrò farlo io tra un po’. No, ieri mi sono arrabbiata. Non posso continuare una storia fatta di mezze metà, di ritagli di tempo, d’incontri della durata di una pausa caffè, il giro del palazzo con il cane, o l’attesa della lezione di musica per i bambini. Sì, sarà stata colpa delle paturnie femminili, ieri mi girava male, ma gli ho detto chiaro in faccia “Vaffanculo!”. Eh? Dici che non mi cercherà più? No. Abbiamo litigato. Due che si amano litigano ogni tanto.

  

M. – Non posso deludere R., lui si è rovinato per aiutare me. In questo momento la mia vita è un disastro, sono forte, non preoccuparti, supererò anche questa. Sto calma, vedi? Prendo le gocce, me le ha date la dottoressa. R. dice che qualcosa accadrà, lui ha fiducia in me, è utopia la sua, non troverò mai i soldi per salvare tutto. Lui dice che ce la farò. Se non avessi lui non avrebbe senso tutto questo sacrificio, da questo viene il mio coraggio. Non posso deluderlo, ho già rovinato tanto della mia vita, lui è il futuro, oltre che il presente. Sono forte, non crollo. E, comunque mi gioco una schedina al lotto.

  

Io – Osservo attentamente la tua mano, è forte, liscia, le dita grosse, con i polpastrelli morbidi che contengono le unghie curate. Vorrei che in questo momento prendesse la mia stringendola, fino a farmi male. L’altra, nascosta al mio sguardo, avvertirla sul collo, dietro la nuca e, le dita intrecciarsi tra i riccioli dei miei capelli. Il calore del tuo sangue arrivarmi a toccare il cervello.

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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33 risposte a “Ti amo” delle donne

  1. rodixidor ha detto:

    Belle le foto, belle le frasi delle donne

  2. egle1967 ha detto:

    L’amore nelle donne è totalizzante, estenuante, è un ottovolante in corsa…che chiede di esser fermato e di nuovo lasciato andare…e’ l’esserci dell’amore sempre…baci…e buon amore.

  3. germogliare ha detto:

    Mitedora scrive: “Sussurri senza grida. Così mi vine da commentare in questo ventaglio di mono_locali interiori, di quotidiane contraddizioni, di dedizioni, di tentativi di luce. Il tutto ben smussato da una trina di ironia. Oh che bellezza, signò! ”
    (per incompatibilità tra browser, aggiriamo l’ostacolo così, faccio io per lei)

    • germogliare ha detto:

      Ecco da me la poesia che conosce l’amore, le donne e gli uomini.
      Uh, che affollamento in questo giardino. Altro che mono_locali interiori, queste donne sarebbero capacissime di farmi aprire un resort. Lacrime, singhiozzi ma quante risate, signò!

  4. massimo botturi ha detto:

    c’è da imparare a stare al mondo

    bellissimo post

  5. marionblues ha detto:

    …….io non commento…che posso dire? Grazie per l’a’ttenzione
    Mi piace quello che ha scritto mitedor: storie di dedizione, tentativi di luce,spiragli, feritoie dove entra la luce, a volte se ti avvicini tanto e ci guardi dentro la luce sembra abbagliarti,ma appena ti ritrai il cerchio di luce si restringe.
    Io ti aspetto sempre sai?

  6. germogliare ha detto:

    Parolesenzasuono scrive: bellissime istantanee, un collage di emozioni e pezzi di vita, le Donne sanno andare oltre le immagini e le parole, sanno andare oltre l’istinto.

    (per incompatibilità tra browser, aggiriamo l’ostacolo così, faccio io per lui…ancora 😉 )

    • che strana cosa: riesco a lasciare un commento solo con la modalità ‘replica’….
      allora mi inserisco qui.
      credo che occorra un grande cuore per raccogliere le sfumature di tanti, diversi vissuti.
      grazie, per questa sensibilità.
      z.

      • germogliare ha detto:

        detto da te mi lusinga. tu sei madre.
        la vita ci può mettere a dura prova offrendoci notizie drammatiche.
        la vita ci può regalare anche azioni di impensabile bellezza,
        basta predisporsi all’ascolto.
        a te

      • Che bella cosa hai detto…Forse sì, sono madre senza figli: ci sono maternità che si solidificano, altre che restano liquide. La mia è così. Speriamo di riuscire a farla scorrere come amorevole accoglienza della vita, nonostante le sue spine.
        Saluto d’affetto.
        z.

      • germogliare ha detto:

        E’ solo la materia che ti distingue. Tu sei genitrice di tanto spirito.
        I figli si concepiscono partendo dal cuore e dopo nell’utero, non tutti lo fanno e poi vengono partoriti.
        Alcuni figli restano nel cuore…solo nel cuore…
        un sorriso

    • germogliare ha detto:

      @Parolesenzasuono. Uh! quanto materiale emerge, quando parliamo con gli occhi che luccicano al bagliore della neve e al calore del camino.
      Gli uomini, le donne, la parte maschile, la parte femminile. Tu sai cos’è la visione femminile, la usi, facendone parole maschili.

  7. wolfghost ha detto:

    Indubbiamente storie che toccano, soprattutto, inevitabilmente, le prime due. Se non altro servono a chi è più fortunato per apprezzare ancora di più cosa ha 😉

  8. lapodelapis ha detto:

    bello leggerti. senza commentare. sarei maschio, sciuperei tutto.

  9. marionblues ha detto:

    E comunque grazie per l’ascolto e per la tua vicinanza.Le storie narrate parlano di sofferenze vere: quelle personali(di altro non posso dire) sembrano sciocchezze al confronto….

  10. aitanblog ha detto:

    Mirabile intreccio di amore e dolore, gelo e passione.

  11. guido mura ha detto:

    Sembra di sentire la vita. Mi piacerebbe che anche i miei personaggi parlassero così, senza nasconderso dietro il non detto o il non percepito. Devo abituarmi ad ascoltare di più gli altri, le loro emozioni e le loro verità.

  12. Fausto marchetti ha detto:

    il cuore di pietra non scioglie la neve
    le pietre nel cuore sì!

  13. Isaac ha detto:

    e “germogliare” racconta le loro storie, i loro drammi, le loro preoccupazioni, i loro momenti concitati perchè in fondo la vita è questo, attimi di emozione che hai voluto “congelare” e consegnarci con l’aiuto della neve.
    La neve che avvolge tutto e lo immobilizza.
    come un abbraccio
    ma solo più freddo.

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