Sulla porta

Pablo Gonzalez-Trejo

“-Io scrivo. Tu comincia

-Come si chiama questa cosa?

-Non so. Come la vogliamo chiamare?

-Questionario sul sogno di fuggire insieme.

-Questionario sul sogno di fuggire insieme di due amanti.

-Questionario di fuggire insieme di due amanti di mezza età.

-Come no?

-A me sembri giovane.

-Sì? Be’, questo dovrà saltar fuori dal questionario, sicuro. Entrambi gli aspiranti sono tenuti a rispondere a tutti i quesiti.

-Comincia.”

 Inganno . Philip Roth

 Miranda Lehman

I

Forse resterà l’ultima visione che ho di te. Io ferma davanti alla porta  che attendo il saluto. Alzo delicatamente la testa verso la tua, il vertice delle bocche coincide. Le tue labbra che sfiorano dolcemente le mie si poggiano, trovandosi conforme, in un breve ma lungo istante fatto di due momenti, le bocche chiedono di restare in questa posizione, in una trasfusione spirituale ritrovano i primissimi piaceri. La sensazione d’intimità, piano, scarica la tensione muscolare, è l’anticipazione del bacio erotico. Ma. Eh! tu, ti allontani. Nooo!!! sciagura… senza preavviso sono staccate. E. Perplesse! com’è? tutto qua? sbigottite attendono segnali per potersi congiungere ancora e ancora e ancora.

Freud lo diceva di stare attenti al bacio, esso è importante, l’anatomia è il destino, nell’ordine del cervello la bocca ha un posto relativamente più importante rispetto agli organi sessuali. Solo la mano e le dita conquistano uno spazio simile nella mente.

Mentre loro iniziavano a schiudersi, per abbandonarsi a un languido movimento che coinvolge 29 muscoli facciali (che fatica!), i 17 muscoli della lingua restavano paralizzati, e le bocche si ritrovavano a essere allontanate, smarrite, entrambe cercavano un contatto con il relativo Capo dei Neuroni. Urgono spiegazioniii!!! dicono. Ecco il relativo Capo Adrenalina che si fa avanti: Che cosa succede qui? noi eravamo pronti, con il movimento dei 9 milligrammi di acqua, e i 0,18 di materie grasse, 0,45 di sali, centinaia di batteri e milioni di germi. Beh… nessuna risposta.  In un bacio tutto il sapere dell’uomo, e tu… Sei già via, lo eri prima dell’ultimo contatto di pelle, quando i corpi si sfioravano totalmente ed erano molti di più gli elementi  fisici e chimici interessati. Non solo ginnastica per noi. Gli occhi bassi non dicono, le pupille non si guardano, non c’è da scrutare, solo tanto da far pensare ogni singola cellula che mi materializza alla tua vista e che permette al mio cervello di essere pensante.

(…continua)
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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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18 risposte a Sulla porta

  1. Egle1967 ha detto:

    cogliere e vivere il momento come se fosse l’ultimo senza forsennatezza, senza smania, assaporando le assenze e le presenze le sfumature e idettagli che lo compongono e’ un ottimo vivere e tu…tu lo sai fare cosi’ bene . il resto e’ inganno,

  2. lapodelapis ha detto:

    perfetta analisi d’una aspettativa. bello leggerti.

  3. Isaac ha detto:

    posso vederli mentre sospesi nel nulla:
    esistono
    respirano
    fondono
    sospirano
    respirano

    la fine potrebbe non arrivare mai. se solo ….

  4. germogliare ha detto:

    Parolesenzasuono dice:

    condivido, assolutamente

    l’assoluto erotismo del bacio

    la totalità del cedersi nel gesto delle labbra che si dischiudono

    delle lingue che si inseguono

    oltre la simulazione di un atto erotico

    puro tintinnarsi di anime

    e molto altro che le parole non rendono

    e molto altro che le parole rendono

    Sergio
    (per incompatibilità tra browser, aggiriamo l’ostacolo così, faccio io per lui…)

  5. Pannonica ha detto:

    C’è una dolcezza giù nella vita
    che non cambierei con niente

    di ciò che appartiene al cielo.
    E’ quando chissà da che, perché cominciano

    tra due bocche estranee sino ad allora
    i miracoli tiepidi d’aurora

    dei baci.

    Giuseppe Conte (1945)

    un saluto..

  6. Roberta ha detto:

    disattentedere un così ardito desiderio, crea una delusione altrimenti indescrivibile. Mi piace l’uso di così tanto sapienti parole per descrivere un momento senza parole, un astratto. La cosa che ho aprrezzato di più, però, è il sapore tra le righe, che è nello stomaco, e pulsa nelle tempie. Mi hai stupito…. un abbraccio R.

    • germogliare ha detto:

      metto insieme le parole, alcune di esse si attraggono come calamite, dalla mischia ne estraggo un po’, quelle che non ne vogliono sapere di staccarsi, da lì trovo le risposte.
      Stupita?!…e non ho usato effetti speciali… e che sia stretto.
      mi fai felice

  7. Fausto marchetti ha detto:

    si bacia meglio se non si conosce Freud e tutte le altre cose sui muscoli, meglio non pensare a niente e lasciarsi trasportare, il bacio fa il resto.
    la fotografia invece mi mette angoscia, vorrei che nel ritaglio ritornassero gli originali, quelli dell’amore al tempo delle rose.

  8. scudieroJons ha detto:

    Un caro saluto.

    Ciao : )

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