La Rèsce

5 marzo, non ricordo l’anno, si è ammassato nella mia memoria. I coriandoli, una reminiscenza, c’erano i coriandoli, quelli piccoli, colorati, di carta spessa, tagliati rotondi, bene, e tinti di colori corposi che sapevano d’intenso, quasi caramella gommosa. Non come quelli che si trovano in giro adesso, sottili, con delle brutte intaccature, come fanno le forbici che tagliano male, e stinti che sanno di polvere. C’era il vento, freddo, forse un po’ gelido, portava ancora con sé l’inverno, arrivava dalla montagna per infilarsi nella viuzza, lì, lei. Ricordo le sue braccia, alzate, sottili, che stendevano i panni sulla corda ad asciugare. Ricordo le sue mani laboriose, “te li mìne svèlte, d’òre!”, diceva nonna. Le punte erano fredde, per via dell’acqua ghiacciata e i dolori che percepiva il suo corpo. I dolori, quelli forti e persistenti arrivano a toccare sempre le estremità, vogliono uscire, allontanarsi.  Ricordo il suo sorriso triste, che portava malinconia, ma regalava spensieratezza e ad alcuni anche gioia.  Gli occhi stanchi di pensieri e freschi di speranze. Ricordo i capelli del colore del rame lucidato e messo ad asciugare al sole. Bisogna strofinare bene con il sale e l’aceto, diceva nonna, “dòppe, sciàcque e mittè’ a lu sòle e vidé quànt’é bellevidè!”.  Ricordo il fazzoletto in testa, legato sotto al mento, due nodi ne facevano uno grande, per proteggere le orecchie, è sempre stata delicata di orecchie. E le gambe, bellebelle, fanno invidia ora, figuriamoci allora, dritte, affusolate, toniche, le ginocchia rotonde, del colore del miele, con piccole lentiggini, quanto peso hanno portato sino a oggi. Racconto. Salgo a piedi sulla Majella e ridiscendo, ancora racconto e non ho finito. Il sedere, di una rotondità perfetta, ogni vestito cadeva giusto su di esso, ogni piega si modificava alla sua linea per regalare grazia. Il seno, come un disegno marmoreo, stava su senza sostegno, sì. Le sue parti, le vedo oggi e non sono cambiate, anche se l’età è oramai “una certa età”, la mia vista dice, eh! tu no, tu sei lei, sempre. Ricordo il suo sangue, scuro e denso, un fiume. E. L’odore nauseabondo. Sento i dolori del prima, del durante e del dopo lo scorrere del fiume in piena.  Nascere è un po’ come morire. Nessuno ti aveva detto cosa né come. Le parole, tu conosci la cura che si nasconde nelle parole, tu mi hai tramandato i segreti e le pozioni. 24 ore. Il sangue era ovunque, sui muri, hanno segnato il giorno. Tu lacerata, e spaventata insieme, questo era “l’insieme” che ti teneva la mano, mentre. Eh, ehilà! A sera arriva il carnevale della tua vita, ti porterà sorrisi e lacrime, amore, tanto, rispetto, infinito. Si vestirà da Zorro, anche se femmina, perché le favole e i sogni non hanno sesso. E difenderà con la sua spada la tua pancia, tante volte, pregando il Sole, le Stelle e ogni Dio, tutte le volte che un medico vi poggerà le sue mani, messo dentro i suoi ferri. E terrà sul suo petto, sotto il mantello, la tua testa quando sarà dolente, al buio, il buio fa bene al mal di testa. E ti dirà: “Grazie! per la vita”, anche dopo questa esistenza. A tempo indeterminato è l’amore conosciuto.

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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59 risposte a La Rèsce

  1. poetella ha detto:

    straordinario…
    davvero magnifico questo tuo…
    rileggo e poi scappo a tuffarmi nel caos della giornata…

    Iniziata alla grande!

    un bacio grato

  2. Egle1967 ha detto:

    l’amore urla da ogni parola , e il ‘ho bevuto cme acqua dalle fontane, a piene mani…grazie a.

    • germogliare ha detto:

      egle, esistono sentimenti talmente forti che si stabiliscono su un piano che va oltre ogni tempo…riuscendo anche ad attrarre chi non crede (sei predisposta! è normale per te)
      ..abbracci

  3. iraida2 ha detto:

    Struggente e commovente insieme, questo ricordo. Le tue parole hanno un sapore agrodolce, come la nostalgia.

    • germogliare ha detto:

      Eh, sì, dici bene tu, agrodolce, è la vita, no? nei ricordi, anche in quelli più dolorosi, dovremmo cercare quell’attimo in cui il bagliore ha riscaldato il nostro sguardo, inserendo a principio quello nell’ordine.
      Buonecose

  4. parolesenzasuono ha detto:

    a volte dire grazie è difficile

    tu lo fai senza dirlo, che è il miglior modo

  5. germogliare ha detto:

    “Se per un’istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi facesse dono di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma penserei a tutto ciò che dico.” Gabriel Garcia Marquez
    …a te tanta fortuna

  6. Roberta ha detto:

    … fossi in te glielo leggerei. Credo che la faresti felice! in alcuni passaggi, mi è parso di vederla… Un abbraccio forte. R.

  7. Gus ha detto:

    Troppo bello.
    Non posso crederci.

  8. Sara ha detto:

    Lasciami esprimere tutto il mio stupore: sono estasiata!!
    L’effetto dell’ amore è ispirare un gran rispetto e quasi una “venerazione” in tutto ciò che si ama…soprattutto una madre!
    L’amore sincero porta alla luce (anche) qualità elevate a volte nascoste! ( ma nemmeno tanto)
    Grande sensibilità e capacità espressiva che esalta, e trae in inganno alcuni di noi su ciò che davvero rappresenta l’amore!
    Complimenti! 🙂

    • germogliare ha detto:

      Sì. Aprire il proprio cuore aiuta a trovare le parole, e potrebbe anche accadere che arrivino da se, senza cercarle, le giuste, meravigliando noi stessi delle nostre capacità.
      un sorriso

  9. mitedora ha detto:

    Conservare i ricordi è mantenere in vita il frutto. Rassodarli e farli rigermogliare è gratitudine, è l’espressione del cuore, senza pietre. Un abbraccio alla tua scrittura e a te.

  10. Insenseofyou ha detto:

    Grazie! Se posso … tornerò.

  11. scudieroJons ha detto:

    Rimango sempre senza fiato per l’ammirazione quando leggo i tuoi scritti.
    Riescono a scalfire la mia scorza dura e mi ritrovo senza accorgermene a provare dei sentimenti.
    Un caro saluto.
    Ciao : )

  12. lillopercaso ha detto:

    Ciao! Ho cercato il significato di Rèsce: ‘Riuscita’. E’ il titolo del post o è il suo nome? Azzeccato in ogni caso, per una vita riuscita, all’insegna dell’amore.
    Se vuoi leggerglielo, fallo, non stare a pensarci tanto su.
    (Mi vergogno a dirlo, ma non ho capito la parte del sangue … )

    Sono contenta, finalmente ho trovato una via diretta per accedere al tuo blog. A presto!

    • germogliare ha detto:

      Eccoti! e menomalechehaitrovatolastrada, ogni volta dovevo venire a cercarti.portandomi dietro delle mollichine…
      Azzeccato il tuo intuito sulla riuscita ma, “La Rèsce”, nel dialetto del paese di origine di mia madre significa La Rossa. Per lei, i suoi capelli.
      Letto, si è riconosciuta subito, chiedendomi: “ma tu dov’eri?” e io “c’ero c’ero!” (sono stata brava!? 😉 )
      Il sangue è il parto…
      un abbraccio

  13. lillopercaso ha detto:

    L’avevo pensato -cos’altro poteva essere- ma era un po’ immaginifico, per il mio cervellino terraterra… sei stata brava sì.

  14. Fausto marchetti ha detto:

    che bella la descrizione del suo corpo.
    la Rossa, tu dentro di lei, lei dentro te. inseparabili prima e dopo.

  15. giorgio giorgi ha detto:

    Ma quanto grande, accogliente e profonda è quella pancia?

  16. cKlimt ha detto:

    No non sono stupito…ma ammirato sì…tantissimo!
    Non è da tutti conoscere un simile legame sanguigno e terrestre.
    Ci sento la forza della radice che àncora la quercia al suolo.
    Non è da tutti conoscere un simile affetto. Ma ancora più raro è riuscire a renderlo sulla pagina tramite una specie di sortilegio, di processo alchèmico, di accadimento magico che ci permette di estrarci dal cuore ciò che vi era abbarbicato da sempre e poi prenderlo nelle mani, alla luce del sole e contemplarlo e poi attraverso il mistero della parola renderlo oggetto visibile a tutti.
    Come un fiore che ci sia cresciuto e fiorito nel cuore e che ora doniamo al vento, alla luce, agli altri, alla Bellezza.
    Grazie di questo che è un dono.

  17. germogliare ha detto:

    …penso sia questa l’energia che rivela le parole
    “Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.” Paula, Isabel Allende
    un sorriso

  18. C’è una forza ‘terragna’ e viva nelle tue parole: scorrono dentro.
    Sono davvero energia rinnovabile.
    Che bello.
    (grazie)
    zena

  19. Sara ha detto:

    Stupendo anche il commento di Carlo (cKlimt). Più che energia ho letto e interpretato nelle sue frasi un “sentimento” profondo, una sensazione nostalgica lontana che vive nel ricordo!
    Direi che è quasi meglio il suo commento del post!
    Un sorriso a te germogliare! 🙂

  20. guido mura ha detto:

    Ottimo pezzo, che descrive sentimenti che non potrei mai provare e farei molta fatica a raccontare. Finisco un po’ per vergognarmi della gelida filosofica ironia che qualche volta mi avvolge. Dell’uomo conosco e possiedo la sofferenza: mi mancano il sangue e la terra, ma non posso cambiare il mio modo di esistere.

  21. germogliare ha detto:

    L’ha ribloggato su germogliaree ha commentato:

    perché ci sono delle volte in cui, un “ti voglio bene” non è scontato, e va ricordato.

  22. gelsobianco ha detto:

    Le tue parole hanno ossigenato il mio sangue.
    C’è amore che urla ed io l’ho raccolto.

    Non ti scrivo “Grazie!”, ma “Ti voglio bene!”

    gb

  23. stileminimo ha detto:

    E’ vero. Va, andrebbe, ricordato; almeno una volta, se proprio non si può fare di meglio…

  24. Grazie per averlo riproposto… è bellissimo!
    serna giornata
    Anna

  25. bakanek0 ha detto:

    Potente e commovente, per me, in questo momento…sono contenta di aver avuto l’opportunità di leggere. Mi piace tanto tanto come scrivi. Rivesti di stoffe dai caldi colori un sentimento spogliato nella sua essenza. Un abbraccio.

  26. massimobotturi ha detto:

    un altro tuo bellissimo dono

  27. penna bianca ha detto:

    Bellissima questa dedica, questo ritratto, queste parole per chi ti ha messa al mondo. Il giorno del proprio compleanno sarà sempre un perpetuarsi di coraggio e di amore nella vita di chi ci ha generate e in noi . Brava.

  28. alegbr ha detto:

    Certo, ci metti niente a sbalordire con la lirica tu, come con qualsiasi altra cosa. Tu sei una scrittrice di razza, è tempo che lo dico col megafono, mi senti? Tu sei pagine di carta, copertina, fame di libreria. Sempre sia lodato il blog, per carità, ma tu, modestia a parte?

  29. massimolegnani ha detto:

    Ho letto le altre 478 parole, accidenti se ne valeva la pena! Un incanto di scrittura e di emozioni tue, trasmesse intatte a chi legge, e queste tre generazioni, tutte al femminile, che si accavallano, si fondono in un racconto senza tempo, eppure ognuna differente, e il sangue cosi’ profondamente femminile, tanto che non ci vedo solo il parto, lo estendo al menarca e al mestruo che si ripete copioso, e poi la memoria, i gesti antichi, misteriosi o antichi e consueti, e la maiella, le viuzze, il dialetto, e una scrittura perfetta e originale che lega tutto in un’emozione narrativa. Che dire se non “m’inchino, ammirato”
    ml

    • germogliare ha detto:

      Tendenzialmente arrossisco di fronte ad apprezzamenti evidenziati con così tanto trasporto. Ora, di più e con la mano sulla bocca, attutisco un sonoro Ohhhhh!!!!! e libero la bocca per un Grazieee.
      Hai raccolto tutto ciò che volevo donare.

  30. lillopercasol ha detto:

    Questo bellissimo post è stato il primo letto sul tuo blog, mi pare.
    Ti scrivo ora ma l’ho riletto l’altro ieri, proprio l’ 8 marzo; una coincidenza?

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