Hotel Sorriso

Le camere del Sorriso hanno tutte le finestre esposte a sud, come la sala da pranzo e il salotto. Al momento della disposizione degli ambienti dovevamo decidere quali visi far riscaldare al sole, così abbiamo stabilito che quelli dei nostri clienti valevano la priorità. Il lato nord, ai piani alti, lo si è lasciato per la zona privata e gli uffici, in basso per la cucina e i magazzini. Noi, per quel poco d’intimità familiare che ci necessita, usufruiamo di alcuni metri, arredati con gusto e cura verso quei particolari che fanno casa. Amo il verde muschio, così per la mia stanza, ho preso i divani in velluto di questo colore e ho messo delle tende di chiffon, con dei disegni astratti, rosso geranio e verde, delicato, a me non piacciono i colori sgargianti. Le pareti le ho volute di “bianco cipria”, in alto, vicino al soffitto, ho realizzato con lo stencil un disegno con dei piccoli pesciolini blu tra le alghe  (mi piace cimentarmi nel fare decorazioni, faccio da me gli addobbi al Sorriso), siamo sul mare e un richiamo alla fauna marina ci dona. E poi, ho sistemato in giro i regali che gli habitué mi portano al ritorno: un elefantino in argento di Zurigo, un vaso di Deruta, delle scatole marocchine, una palla di vetro con Piazza San Marco, persino una scatola di caviale russo (vuota); mammamia quanti, sono affezionata ai miei clienti e loro a me. Siamo diventati amici con alcuni. E le foto appese alle pareti, quante! pure quelle, però le più care le tengo disposte in ufficio. So che quando i miei clienti passano da me hanno piacere a rivedersi, e a me fanno compagnia, mi ricordano gli abbracci e le confidenze.  

La stanza più bella di Sorriso è la sala da pranzo, tutte le mattine che vi entro per organizzarla, quand’è ancora in penombra, e nell’aria l’odore di pasticceria e di caffè, mi fermo un attimo per goderne l’atmosfera silenziosa, prima di rendersi agli ospiti e accogliere tutta la vitalità che vi passa. Le pareti sono di vetro e così sembra che siamo come poggiati sul mare, l’impressione che quasi entri dentro, lasciando fuori l’aria quando è troppo calda o quando è troppo fredda. I tanti tavoli, tutti con le tovaglie di Fiandra bianche fino a terra, che cadono come a coprire dei monumenti, donano un certo non so che di fatato. Al Sorriso, le opere da godere sono due, una è il paesaggio, regalo della natura, e la seconda la realizzano quotidianamente, a ore prestabilite, i miei genitori in cucina; si mangia bene da noi, gastronomia locale, solo prodotti naturali. Mio padre è tradizionalista, mamma vorrebbe apportare delle novità, ogni tanto variare, aggiungere un ingrediente di altra nazione, come a rendere omaggio ai nostri clienti stranieri. Poverina, si arrabbia tanto con lui, che invece testardamente non sempre cede. Eh, sì, gli uomini sono abitudinari per la cucina (fosse solo per la cucina!).

Le stanze di Sorriso ricevono i raggi del sole delicatamente, che passano per le tende di lino leggere, con la trama grossa, mi ricordano le reti dei pescatori, viste da qui, quando sono messe ad asciugare. La tappezzeria l’ho scelta pensando ai fiori del nostro giardino, volevo riportarne un ricordo per ogni stanza e per ogni ospite. Fanno profumo i fiori, anche quelli stampati, quando chi ci accoglie, ci abbraccia con gioia.

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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19 risposte a Hotel Sorriso

  1. Fausto marchetti ha detto:

    fa venire la voglia di passarci le vacanze.
    Sei tu quella che parla nel racconto?

  2. Egle1967 ha detto:

    mi sembrano luoghi familiari in cui si puo’ essere disposti a far entrare tutto, il sole le tovaglie di fiandra, i sorrisi e gli abbracci. e mi sembra di sentire fin qui il profumo di quei fiori stampati…le camere del sorriso sono molto belle! ti abbraccio

  3. Gus ha detto:

    E improvvisamente germogliò un albergo, logicamente bellissimo.
    Il mio pc fa fatica ad entrare in worpress. Sto scrivendo in un piccolo ritaglio di spazio.
    Ciao.

    • germogliare ha detto:

      e vedrai quando racconterò della cucina, della terrazza, del salotto e dei clienti. Uh!!! La descrizione del paradiso sulla terra. Ti sono grata per il piccolo ritaglio di spazio, non dimenticherò.
      Ciao

  4. germogliare ha detto:

    Egle, volevo sondare il terreno sulla possibilità di cambiare attività, pare che l’idea funzioni. Deciso! Hotel Sorriso si farà. Almeno qui gli ospiti saranno paganti…ti riabbraccio

  5. rodixidor ha detto:

    Un Sorriso da realizzarsi, mi pare un bel progetto

  6. mitedora ha detto:

    una scrittura senza sbavature. ricca e concreta in tutta la metafora del luogo che è, e, che sarà. brava!

  7. lillopercaso ha detto:

    Perché “..metafora del luogo” ?
    A me pare un luogo già ben reale!

  8. Isaac ha detto:

    non sapevo ambissi a entrare nel mondo del hotellerie.. 😉 sembra tutto perfetto perchè non sembra essere ancora entrato nessuno.
    Poi quando la gente arriva porta confusione, vita, grida, sporco, ecc ecc… e allora tutto cambia.

  9. Pannonica ha detto:

    Conosco bene la sensazione di nido, calore e abbracci. la provo tutte le volte che rientro a casa, anche se non c’è nessuno ad attendermi (a parte parecchi gatti!!).
    Tempo fa qualcuno mi regalò una frase di Gibran, con riferimento a me e alla mia casa: “la tua casa è il tuo corpo più grande. Vive nel sole e dorme nella quiete della notte. e non è priva di sogni”.
    Leggendo il tuo post ho provato la stessa sensazione, come se stessi rientrando a casa…
    Quindi, se dovessi aver bisogno di aiuto, all’Hotel Sorriso, non esitare a chiederlo a me.
    Preferisco le attività manuali. Lavare i piatti mi rilassa. So che non è un curriculum perfetto ma spero che tu lo tenga in considerazione.

    un sorriso 🙂

  10. germogliare ha detto:

    La tua casa è te. Quanto è vero….dovremmo ricordarcelo quando ci vediamo brutte…
    Bene! mi mancava una “lavapiatti” (musicale, perdinci!!!). Presa, a patto che ti occupi tu delle melodie sonore 😉 con te in giro, io mi imbarazzerei anche a suonare il campanello 🙂
    Benvenuta

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