Volevo solo fare una passeggiata

Toni Frissell-Weeki-Wachee-spring-Florida-1947

Carla girava per casa alla ricerca di un luogo, dove sedersi a giocare, un posticino appartato, la bambola la teneva a sé, per una mano, la teneva stretta, per paura che le potesse scivolare via. Giù! Flooop! E Carlotta sparisce. “Eh, no, lei deve stare con me.” La testa penzoloni, mentre camminava, la bambola a imitare la testa della bambina che ciondola, certo, loro non hanno spina dorsale, non la possono reggere, Carla invece a ogni passo accompagnava un’oscillazione, quasi che le pesasse quel capo o come ad avere delle vertebre staccate, dei tendini spezzati.  E. I capelli lunghi, sottili e del colore dell’estate a cadere sul volto, come a dire “fermati, siamo stanchi di barcollare”. Il collo grosso, formato da pieghe che sapevano di vecchio, perché cresciuto tra le morse di mani pesanti che così si erano impresse. Lo trova un suo angolo Carla. Buio quanto basta (a lei) (a lui) (ma lei non lo sa ancora). Prendo fiato. Vorrei urlare, non riesco, apro la bocca, esce un suono muto. Dio! Le ginocchia le tremavano, Carla sentiva freddo, Carlotta era supina, dietro di lei, non vedeva e non sussultava (meglio così, le bambole non devono vedere certe cose). Era luglio, Firenze è sempre molto umida in estate. Lui si parò davanti, gli occhi fissi nei suoi, brillavano di autoritarismo e di gioia oscena. Si slacciò i pantaloni, si avvicinò senza parlare. Le parole non servono a volte. Cazzo! Chiedile se ha freddo almeno. Gli artigli dell’animale prendono la testa della preda e la bloccano, si piantano fino a bruciarle la pelle, così da conficcarsi dei capelli nelle unghie sudicie. Lì, lui fiero del suo cazzo dritto e lei persa in quella dimensione irreale. “Apri la bocca, prendilo!” questo è quanto detto. Falla poggiare, dille di RESPIRARE. FERMATI un secondo. No! Continuava i movimenti, la bestia, furiosi e galoppanti i suoi movimenti. Tremava la piccola, solo quello. Era scomparsa nel profondo degli inferi la sua anima. “Mamma! Papà è… qui.” Ripeteva dentro di sé, a credere che lei potesse captare il suo richiamo. Esistono persone che non vogliono vedere, né sentire, come gregge di pecore avanza seguendo il padrone.  “Chiuditi dentro dopo che esco. Non si sa mai chi possa entrare.  Gli arancioni qui di fianco non mi piacciono. Capito?”, non rispose Carla, aveva la bocca bavosa, impasto di vomito, sperma e lacrime. Carlotta era con lei, testa dritta e vestitino in ordine, bocca pulita quella di Carlotta. Fuori, per strada, correrecorrerecorrere.

Mi disse che quelle cicatrici sul volto erano dovute ai tagli che si procurò cadendo in un fosso di lavori in corso, su una strada dalle parti del Parco delle Cascine. Ce la spinse giù il padre, dopo averla menata, presa a pugni. Era di sera. La gente si fa i fatti suoi da quelle parti, con il buio.  Era uscita, lui la vide, era a dissetare la sua gola, l’animale. “Chi ti aveva detto di uscire? Dove volevi andare?” Perse coscienza, ancora, l’aveva abbandonata già prima di ancora. La trovò la polizia la mattina.

Mi disse che da poco a lui avevano tolto la patria potestà, era libera di girare per Firenze ora.  La madre, non so. Non serve saperlo. Bella la vista da Piazzale Michelangelo a primavera, specie dopo esserci arrivati in bicicletta. “Ci dà due granite al limone per favore? Sa, abbiamo sete.”

Toni Frissell- Alida Lessard con la figlia Laura

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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32 risposte a Volevo solo fare una passeggiata

  1. lapodelapis ha detto:

    bello leggerti. e duro anche.

  2. rodixidor ha detto:

    Un pugno allo stomaco

  3. egle1967 ha detto:

    Sono in giardino ora, ci sono uccellini che camtano la,primavera e profumi di fiori nuovi e leggerte di Carla, mi fa sentire fortunata (.?) .Non sono mai stata neanche testimone di ascolto di storie di violenza sui bambini, eppure quando ascolto delle donne adulte parlare di bambini, mi sembra di vederle nelle loro vite…mi e’ capitato un paio di volte…ma forse sono solo fantasmi di violenze psicologiche, le cui ferite sono altrettanto lunghe da guarire, forse perche’ si pensa che gli altri non le vedano…buona Domenica.Cara A.

    • germogliare ha detto:

      Sono in giardino anche io, stessa atmosfera che da te, diverso il paesaggio. La vita è bella, per davvero, siamo fortunate già a poterle solo raccontare certe storie, ad ascoltarle per poi regalare una passeggiata, una bibita che disseti e magari un vestito nuovo. Certe cicatrici sono visibili a occhio nudo ma si impara a convivere se c’è forza.
      Buona domenica a te Egle. baci

  4. marionblues ha detto:

    Cara A., questo racconto appartiene a quella donna di cui mi avevi parlato vero?
    Lei si era aperta con te fino a raccontarti ricordi così tremendi? Penso solo all’incubo di dover convivere nella stessa casa di bambina con un padre mostro.

  5. marionblues ha detto:

    Ricordo che mi avevi parlato di due donne e pensavo che questa fosse quella che avevi conosciuto a Firenze: c’erano degli elementi in comune.Comunque rimane una storia terribile, come donna, come madre, come bambina che sono stata mi riesce persino difficile immaginarla.

  6. Sara ha detto:

    Sembra che tu abbia un animo molto maschile quando scrivi in questo blog!
    Orrendo, ma scritto molto bene il post:…non sono sorpresa!
    Ciao!

  7. Sara ha detto:

    non capisco perchè non funzioni qui il mio link ! Strano!
    Ho controllato ed è tutto a posto
    Ora riprovo!
    Ps sai tu il perchè…germogliare? Controllerò anche gli altri 😉
    Sara107.blogspot.com

  8. Sara ha detto:

    Bene! il problema è nel tuo blog.. 🙂
    By

  9. Isaac ha detto:

    e dire che la foto mi aveva tratto in inganno… pensavo sarebbe arrivato qualcosa di leggero, mai avrei pensato a tale brutalità.
    Ma in fondo la vita è questo e tu romanzi molto meno di quanto si pensi… sei poesia e realtà allo stesso tempo, mi tolgo il cappello !

    • germogliare ha detto:

      Nel tempo anche il più brutto degli eventi si alleggerisce di peso. Un ricordo è sempre leggero rispetto all’adesso.
      (sorrido)

      • lillopercaso ha detto:

        E’ vero cara, ma può storpiare l’adesso, se non viene affrontato. Parlarne con te davanti ad una limonata, per esempio 🙂

        Pensare che son passata di qua per un “Chissà cosa raccopnta di bello 😦 Germogliare?” !!

      • germogliare ha detto:

        E’ così cara Lillo. Ieri sera ho visto il film “La donna che canta” di Denis Villeneuve. Cercalo. Anche solo la scena finale vale tutto il film.
        Dai, le foto sono belle e il racconto finisce bene. Lei sorride.
        abbracci

  10. Gus ha detto:

    Quello che scrive ha sempre un fascino misterioso.
    Tu sei misteriosa?
    Ciao.

  11. Insenseofyou ha detto:

    Purtroppo ….. perchè??? ……….

    • germogliare ha detto:

      Accade! perché l’uomo (in genere) è comunque un animale (bestia-le). Evoluto, certe volte no. E. sono pochi, per fortuna.

      • Roberta ha detto:

        al di là di quello che racconti, volevo dissentire sulla tua utima affermazione, sul fatto che gli uomini RARAMENTE sono Animali poco evoluti…
        Non credo che siano così pochi, anzi, la cronaca e la statistica purtroppo ti smentiscono: sono la maggior parte, e non c’entra con l’essere evoluti… biologicamente… accade sempre più spesso e sempre di più negli ambienti con il maggiore tasso di emancipazione. Personalmente credo, che è proprio lì dove l’essere umano si allontana dalla sua parte NATURALE, BIOLOGICA, che diventa una bestia… sull’essere naturali, fluenti dovresti leggere Osho… la più alta evoluzione dell’essere umano verso la perfezione sta proprio nell’essere animali…. ANIMALI NON BESTIE!
        Sulla mia strada, tu lo sai, ho incontrato più bestie che animali… purtroppo, e nella mia non lunghissima vita, non ho trovato ancora la chiave per far diventare più leggeri gli insulti, le violenze, le mortificazioni… e le ferite che lasciano, non solo non si rimarginano, ma bruciano, tutti i giorni… tutti i santissimi giorni, e il tempo non ti allontana purtroppo dai cattivi ricordi… mai

      • germogliare ha detto:

        “Voglio insegnare al nemico cosa ho imparato dalla vita.” La donna che canta.
        (i cattivi ricordi) ti devi allontanare tu da loro, no loro da te.

  12. Sara ha detto:

    Misteriosa o no… anche se tu non mi crederai penso che sei una persona in gamba e anche simpatica..mi pare di averlo commentato anche in altre occasioni! 🙂
    E non fare più scherzetti eh?
    Ciao! 🙂

  13. lillopercaso ha detto:

    Ricordi tremendi: tutto può venir usato a favore di se stesse, io faccio così, si impara, si procede, ok;
    Il fatto è che si devono avere fondamenta molto molto solide. E se ti capita da piccola non sono ancora consolidate, credo.

  14. germogliare ha detto:

    Dici bene.
    Credimi, si riesce. Ci vuole solo più fatica e più tempo.
    E amarsi un po’.

  15. Fausto marchetti ha detto:

    la donna che canta l’ho visto anch’io l’altra sera in TV .
    sono rimasto senza parole come ora.

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