Prima ascoltami

Bill Viola, Becoming light, 2005

“Devo andare, mi aspettano. Arrivi venerdì? Giura! Dai…smettila, devo scappare, non possono iniziare i lavori senza di me…Ho una gonna e una canotta. Sì, i tacchi (rido, ridi). No. Poco trucco, un lucidalabbra, niente rossetto rosso, non devo stuzzicare fantasie dei colleghi” (rido, ridi). “Eccita me!” mi dici. Svicolo. Paura di lasciarmi andare la mia, che deriva dall’abitudinaria necessità di aggrapparmi a qualcosa per non affogare. “Tu ecciti me!” ti dico, con l’angoscia di restare solitaria e nuda in uno spazio vuoto, con le spalle al muro, unico sostegno, ad attendere il tuo ritorno, ripetutamente cercando l’instancabilmente. Tra le mani a stringere solo uno scialle di lana, forato, nero, l’ho tessuto sferruzzando spiriti, affinché mi riscaldi le spalle, la schiena, infreddolite e le braccia stanche della morsa. Compagnia la speranza che gli eventi siano brevi a divenire.

Esco in macchina, in preda ad uno stato confusionario. Netta è solo la percezione di lontananza rispetto a ciò che accade intorno a me.  Continuo a portarmi dietro la tua voce annodata di parole e respiri, le mie non risposte e le voglie. La visione più specifica mi si crea quando, giunta a destinazione, la oltrepasso, senza rammentare come ci sono arrivata. Così!  Stavo pensando a te, escludendo la realtà del tempo totalitario, senza accorgermi che lo avevo fatto solo mio. Considero la possibilità di un’esplosiva risata convulsiva, o peggio, un pianto a singhiozzi. No. Immobile. Resto confusa e rapita. Le ombre svanite. La leggerezza è il mio peso, senza calcolo, si può pesare l’aria? In questo momento io sono d’aria.  “ Ascolta! Se ti fermassi un attimo a raccogliere le mie paure nel palmo della tua mano, potresti prenderle, metterle in tasca, portarle al mare e poi buttarle dal pontile. “

Ti prego! Fa’ che non sia un avvenimento qualsiasi, la vibrante fusione dei sensi percepita, che invece si ripeta, si ripeta illimitatamente, fino a quando questo infinito si leghi a un altro infinito, limpido. Paziente, verso il presente nebuloso. Le regole del gioco, via via potrebbero cambiare, per me e per te, senza accorgercene, liberamente, così che, il Te, lontano da me, possa prendere altre vie, e l’altra Io, vivere altre vite; finalmente padrone il Noi, a gironzolare tranquillo nelle nostre teste, nelle bocche e tra le braccia.

Bill Viola
‘Becoming Light’-2005-video
Photo: Kira Perov
Courtesy Bill Viola Studio
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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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33 risposte a Prima ascoltami

  1. Sara ha detto:

    Se non fosse tutto così “tragico” mi metterei a ridere, ma tanto!!
    Ma vedrai che da domani riderò! 😀
    Domani è un’ altra vita! Lo prometto a me stessa!
    Buona notte!

  2. poetella ha detto:

    ridere?
    no.
    Niente risate.
    (bello, sai?)

  3. Sara ha detto:

    Lo sai vero che scrivi da dio? 😀
    Ciao

  4. massimobotturi ha detto:

    no, lo fa meglio di dio

  5. Fausto marchetti ha detto:

    scrivi molto bene, è vero.Io però affogo in questi discorsi, preferisco la semplicità di queste parole:”Ascolta! Se ti fermassi un attimo a raccogliere le mie paure nel palmo della tua mano, potresti prenderle, metterle in tasca, portarle al mare e poi buttarle dal pontile. “

  6. Insenseofyou ha detto:

    Incantata e persa nelle tue parole inanellate a meraviglia. Molto, molto brava 🙂

  7. cKlimt ha detto:

    certo che un brano del genere una cosa la fa certamente: ti porta via!

    No non chiedermi dove porta, in che luogo, in che spazio, in che dimensione… La certezza è che ti porta via. Da qualsiasi cosa tu stia facendo, ti sradica e ti chiede l’abbandono.
    Perchè queste parole le puoi accarezzare e assorbirle se ti ci abbandoni.
    Perchè le parole in questo caso si fanno energia e ti sostengono e ti portano in volo…
    Quando provi questo incanto tutto il resto non conta…

  8. melogrande ha detto:

    Bellissima descrizione di questo perdersi, un perdersi nell’ immaginazione che si è nutrita dell’ attesa.
    (non è forse per momenti così, che vale la pena vivere ?)

  9. germogliare ha detto:

    E’ la possibilità data dalla capacità di lasciarsi andare, sostenuta dall’alchimia che si crea tra un tu e un io idealizzanti o, potremmo anche dire, l’altro lato dell’attesa (con il giusto impegno).
    (…Sì!)

  10. Pannonica ha detto:

    ma questo è il racconto di un tuo vissuto, sì?
    è troppo coinvolgente per essere frutto dell’immaginazione soltanto…

  11. Roberta Rotondo ha detto:

    chiamami….. voglio sapere il resto! spero sia eccitante come la premessa… ;?

  12. Sara ha detto:

    Sei una “peste” di donna! :). Tu non mi crederai ma ti stimo molto Ge!
    Hai scritto tu il commento? L’altro intendo!
    A volte leggo post …differenti, non saprei spiegarti bene…qualcuno collabora con te?
    No vero?? 🙂
    Un abbraccio monella!

  13. iraida2 ha detto:

    Eh sì, ci vuole coraggio a lasciarsi trasportare in una dimensione altra dal comune sentire, in quel turbinìo di senso ed emozioni che si chiama passione!
    Molto coinvolgente!
    Un saluto e un sorriso.

    • germogliare ha detto:

      “A quanti uomini, presi nel gorgo d’una passione, oppure oppressi, schiacciati dalla tristezza, dalla miseria, farebbe bene pensare che c’é sopra il soffitto il cielo, e che nel cielo ci sono le stelle. Anche se l’esserci delle stelle non ispirasse a loro un conforto religioso, contemplandole, s’inabissa la nostra inferma piccolezza, sparisce nella vacuità degli spazii, e non può non sembrarci misera e vana ogni ragione di tormento.” Luigi Pirandello
      Felicegiornata

  14. lillopercaso ha detto:

    Di venerdì ne son passati, dimmi: quest’avvenimento NON qualsiasi ha avuto la possibilità di avere un seguito, magari qualsiasi ma speriamo di no? 🙂

    • germogliare ha detto:

      Ebbene sì. Ma (accidenti i ma). Delle volte sarebbe bene godersi l’attesa e il sapore dell’incontro immediato. Come a teatro, con uno, due tempi, raccogliere il tutto e chiudere con un bell’applauso. Il seguito sopra si è rivelato un qualsiasi 😦

  15. odinokmouse ha detto:

    Madonna come scrivi Germogliare! Qui l’inchino è lento profondo.

      • odinokmouse ha detto:

        Anche io!!! Quando ho ricevuto l’avviso di una risposta a questo post sono diventato rosso ciliegia acerba dalla vergogna, leggendone il contenuto frettolosamente. Peccato sia andata così, perché sarebbe stato molto meglio per te e leggermente peggio per me: avevo letto “accidenti ai ma” poi “applauso” associandolo di riflesso al tuo clap clap clap, e travolto dall’imbarazzo, ho escluso dal tuo commento tutti gli altri elementi che evidentemente non lo riferivano a me. Cioè, ho pensato che la tua risposta a Lillo fosse quella al mio deciso ma poco consono complimento, e sono precipitato sotto terra rimanendoci svariati secondi, fin quando ho aperto questa pagina pensando a cosa ti avrei risposto, Germogliare, e sono tornato a quota zero. Te lo racconto perché spero sia almeno divertente. 🙂

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