la vita avviene

la vita avviene

Certe cose non si possono pianificare né ideare. La vita avviene. Quando ti conficchi in determinate situazioni, perché sai che in qualche modo esse ti appartengono, entri in vicoli che senti, conducono in posti a te conformi ed è soddisfazione. Dopo, quando ti accorgi che il prezzo da pagare è notevole, come fai ad abbandonare ed essere altro nella vita, a seguire altre vie?

Fino a quando non hai assaporato un buon vino: connubio di tradizione e passione, che non impasta il palato, ma lo riempie di gradevolezza, di cui ti puoi appagare senza il lascito spiacevole di un mal di testa, che attiva i tuoi stimoli sensori positivi; continuerai solo a bere, ignorando il valore del piacere che dalla bocca va direttamente nelle vene fino alla testa, alla pancia.

Puoi nasconderti, pensare di cambiare identità: taglio e colore dei capelli, montatura degli occhiali, modo di vestire, cambiare città, amici, dedicarti ad altre argomentazioni, chiudere gli scheletri in un armadio, le agendine in una scatola in soffitta, link e recapiti internet nel “cestino”. Non avrai mai il coraggio di buttare via tutto. No! Perché è il tuo essere a esistere pervaso da te, non è solo una parte di te a mostrarsi come sei, sei tutta così. Composta di materia impregnata di colori, luce, concetti, storie, sogni… l’accettazione di sé resta l’unica risoluzione per l’armonia e continuare.

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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27 risposte a la vita avviene

  1. egle1967 ha detto:

    Da qui la famosa frase “mi sento in gabbia”. La vita avviene e spesso non siamo in grado di sostenere i fatti che derivano da scelte compiute in un certo momento….mi sono sentita soffocare, spesso da situazioni che non corrispondevano più al mio essere me, perchè il fuori si modifica a fatica, lentamente e il risultato dei miei sforzi non corrisponde mai ai miei sogni che sono quelli in cui io mi vedo proiettata…accettare la realtà e accettare che noi siamo le persone che hanno contribuito in qualche modo a crearla ma non ne siamo i protagonisti assoluti è difficile..e non parlo di coloro che preferiscono aderire all’idea che altri si sono fatti di noi, per paura di perdersi, ma a quelli che consapevolemente capiscono i motivi per cui tutto quello che hanno intorno a loro, è il risultato di quello che loro sono …fino a quel momento…
    un abbraccio…

    uno scritto magnifico!

  2. Roberta Rotondo ha detto:

    siamo un po’ tutti Don Chisciotte…. lottiamo inutilmente contro la nostra natura, e forse assecondandola saremmo finalmente felici! tu che ne dici…. andiamo dove ci porta il cuore?

    • germogliare ha detto:

      tutti?!…ho qualche dubbio, ne conosco di Sancho Panza e di asini anche, e vivono sicuramente meglio di noi. Mica passano il tempo ad arrovellarsi il cervello in domande come: “chi sono, da dove vengo, dove vado?”…andiamo…via verso il mondo che non c’è (sorrisi).

  3. Fausto marchetti ha detto:

    se il vino non è buono preferisco l’acqua di fontana almeno so cosa bevo.

  4. rodixidor ha detto:

    ti invidio la tecnica fotografica

  5. Gus ha detto:

    Bisogna essere cauti e non assaggiare il primio bicchiere di vino.
    Ciao.

  6. melogrande ha detto:

    Certi cambiamenti sono irreversibili, e far finta che non sia successo niente è un autoinganno.

  7. Sara ha detto:

    E’ un pò quello che ho scritto anch’io nell’ ultimo post! 🙂
    Mai coinvolgersi troppo…deve diventare un obbligo!
    Sempre di-vini i tuoi scritti 🙂
    Ciao!

  8. Isaac ha detto:

    e dire che quel vino lo abbiamo assaporato insieme … non ci ha fatto venire mal di testa, bensi’ ci ha aiutato a disperdere un po’ di malinconia e a vedere il mondo da una prospettiva sola.
    Perche’ tra una battaglia e l’altra e’ semplicemente bello fermarsi un attimo, mentre la “vita avviene” …

  9. aitan ha detto:

    Il passo dopo l’accettarsi è fare di necessità virtù ed imparare a voler bene ai propri difetti, magari assaporando vino buono o acqua limpida di sorgente.

  10. guido mura ha detto:

    Importante è non percepire la vita come una condanna, ma avere consapevolezza del proprio ruolo. Accettare la propria individualità, senza rifiutare il giusto piacere, la gratificazione necessaria per accettare il bello e il brutto della vita. Contiamo quanto una zolla di terra; ma ogni zolla è necessaria per costituire una pianura e ogni zolla è diversa da ogni altra zolla, basta rendersene conto.

  11. Pannonica ha detto:

    impossibile scappare da se stessi. ciò che viviamo, la nostra esperienza, diventa sangue, gesto, respiro… come puoi rimuovere tutto questo?

  12. cKlimt ha detto:

    assaggiare è il miglior modo di conoscere… quindi vi saranno vini buoni e meno buoni e noi impareremo solo attraverso tentativi ed errori
    Quanto a noi prigionieri di noi stessi: è un limite e un privilegio.Siamo vento e cambiamento e insieme radice e albero.

    Noi siamo la casa e chi ci abita, l’identità nasce in queso modo e ci da un asse.
    Siamo al centro di un continuo paradosso : siamo, attraverso mille cambiamenti e nell’esistere in questo modo diveniamo “la nostra storia”.
    Accettare il paradosso è la sfida di ogni giorno. Portare l’accettazione in ogni nostro comportamento da luogo all’armonia interiore. Il senso di essere in pace con noi stessi nonostante tutte le nostre contraddizioni. Siamo esseri imperfetti, in divenire… ma accettando la nostra imperfezione e fragilità ecco che ci ritroviamo rivestiti di perfezione. E’ questa l’armonia. Come una patina d’oro che riveste ogni nostro passo e ogni nostra caduta.

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