La realtà segreta dell’oggetto

Ci sono luoghi interdetti al passaggio degli estranei, luoghi di un privato lavorativo, dove sono di casa il sudore e la fatica; dove le vie sono tunnel, labirinti metallici, e i corpi si muovono su griglie incrostate da continuo andirivieni degli uomini. Il flusso della giornata scorre come linfa, dentro i tubi d’acciaio. Non vi è ruggine sulle forme, solo residui del duro lavoro, tracce del “qui è avvenuto!”. E. Mentre la produzione avanza, il pensiero vaga verso la provenienza della luce.

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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3 risposte a La realtà segreta dell’oggetto

  1. parolesenzasuono ha detto:

    mi ha sempre impressionato ascoltare il silenzio profondo di quei luoghi cos’ freneticamente abitati eppure talvolta vuoti

  2. mitedora ha detto:

    il luogo intimo dove la luce cerca noi e noi cerchiamo l’ombra giusta.

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