Alza gli occhi. “Che giorno è?”

Piazza, aprile

Fedro era pazzo. E quando guardi un pazzo senza esitazioni non vedi che il riflesso della tua consapevolezza che è pazzo, il che equivale a non vederlo affatto. Per vederlo devi guardare la realtà con i suoi occhi, e l’approccio indiretto e l’unico modo per arrivarci. Altrimenti le tue opinioni ti sbarrano la strada. Vedo una sola via di accesso fino a lui, e abbiamo ancora un bel cammino da fare.

Piazza, aprile

Ciò che garantisce l’oggettività del mondo in cui viviamo è il fatto che lo condividiamo con altri esseri pensanti. Comunicando con gli altri ne riceviamo ragionamenti armoniosi in cui riconosciamo, grazie alla loro armonia, l’opera di esseri ragionevoli come noi. E dato che questi ragionamenti combaciano col mondo delle nostre sensazioni, pensiamo di poterne dedurre che questi esseri ragionevoli vedono le stesse cose che vediamo noi, e così sappiamo di non aver sognato. E’ questa armonia, questa Qualità, se si vuole, l’unico fondamento dell’unica realtà che ci sia mai dato di conoscere.

Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. Robert M. Pirsing

Annunci

Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
Questa voce è stata pubblicata in diario, fotografia, libri, riflessione, terra, umanità, Uncategorized, vita e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

24 risposte a Alza gli occhi. “Che giorno è?”

  1. egle1967 ha detto:

    Questo brano e’ stupendo ed e’ un dono che mi giunge inatteso perche’ queste parole le stavo cercando….l’approccio indiretto e’ la cosa piu’ difficile da trovare ma e’ l’unico che fa intravedere una strada…ciao cara

  2. melogrande ha detto:

    Non so quante volte l’ ho riletto, questo libro, ogni volta trovandoci cose nuove e diverse, e ancora il suo fascino continua implacabilmente a sedurmi.
    E’ come se fosse impossibile impadronirsene.

    • germogliare ha detto:

      E’ proprio così. Sarà il fascino della Qualità di cui si discute. Sai, cambiando la nostra realtà, conseguentemente anche essa si modifica, la Qualità, e la conoscenza dei concetti contenuti nel libro. Del resto si parla del “viaggio” che avviene finché si continua a vivere.

  3. ioviracconto ha detto:

    Non ho letto ancora quel libro e debbo dire che questa tua citazione mi mette curiosità….
    🙂

  4. germogliare ha detto:

    Infatti! Il mio voleva essere un “alimentare” ulteriormente la tua curiosità, visto che di qualità già ne sai…ti leggo…

  5. ioviracconto ha detto:

    Perché, il leggerci e l’apprezzarci a vicenda, e prima ancora l’insistere qui, a fronte di pochi lettori affezionati, piuttosto che perdersi nel nulla della tv, non sono anche queste qualità?
    🙂

  6. germogliare ha detto:

    Assolutamente sì! 🙂

  7. lillopercaso ha detto:

    Questa condivisione rassicura. Se non c’è, ti spiazza e la realtà viene messa in discussione. Se non vuoi che sparisca, quando guardi Fedro, ti devi immedesimare.
    Ho capito bene?

  8. Pannonica ha detto:

    io con quelli come Fedro mi sintonizzo subito. tutti i Fedro che ho conosciuto si sono avvicinati spontaneamente a me e abbiamo avuto di che chiacchierare (oppure incominciano a insultarmi di brutto!). un fatto è certo: io non sono indifferente a nessun Fedro.
    mi succede anche con i bambini e con gli animali randagi, mi si avvicinano sempre.
    preciso che in questa cosa mi sento a mio agio. evidentemente, c’è un’attrazione, un qualcosa ( di reciproco, ovviamente) che ci porta ad avvicinarci.
    penso che il modo di comunicare si trovi sempre se si ha il desiderio di farlo.
    l’incomunicabilità nasce dall’antipatia, così come la voglia di comunicare nasce dall’empatia.
    ho detto un banalità ma tant’è.
    avrei qualcosa da dire anche sul fatto che la realtà sia una sola, perché la realtà è qualcosa di vivo, di mutevole, a seconda degli occhi di chi la guarda. però, è sicuramente rassicurante incontrare qualcuno che la guarda dalla tua stessa prospettiva.
    leggerò il libro. no so quando, ma lo leggerò.
    un abbraccio e scusa la logorrea! 🙂

  9. germogliare ha detto:

    Piacere, sono Fedro! 🙂
    L’incomunicabilità, aggiungo che il più delle volte derivi da un’antipatica apatia verso l’ascolto dell’altro, e una buona dose di ottusità composta di pregiudizi fa il resto. E’ difficile vestire i panni di Fedro o chicchessia; dobbiamo innanzitutto svestirci dei nostri, completamente a nudo per metterne altri, e considerare che il più delle volte la taglia può non corrisponderci, quindi essere predisposti a modellarci ad essa.
    Pà, la realtà, sì, ognuno ha la sua, ma la realtà condivisa è quella che ne stabilisce la Qualità, come dire, più è condivisa e più è quella la reale. Permettendo a Fedro, insieme a chi sostiene la sua visione, di sentirsi sano tra i pazzi (coloro che non vedono).
    un abbraccio condiviso 😉

  10. odinokmouse ha detto:

    Si tende a pensare, e a rapportarci con gli altri di conseguenza, che la realtà sia sostanzialmente una e quella percepita dal soggetto ritenuto normale, in cui ci identifichiamo, sia negli attributi sensoriali che lo accomunano ai suoi simili, non identici, sia nel modo di elaborare le percezioni. Se la normalità non è altro che l’appartenenza alla media di un campione individuata per analogia tra i soggetti e definito un intervallo, comunque soggettivo, all’interno del quale definirla tale, occorre che questa percezione ed elaborazione, coincidenti con la realtà, siano condivise. Esiste una realtà diversa per ognuno e questo spiega in parte l’origine di tante incomprensioni comportamentali e relazionali tra persone ritenute normali: micro variazioni di follia. Ci sono? 🙂

    • germogliare ha detto:

      Clap clap clap. Ti chiami anche tu Fedro? 🙂
      La realtà dei folli, condivisa, resta pur sempre follia per i più.
      Piacere trovarti qui 😉

      • odinokmouse ha detto:

        Non sto sul dorso della gaussiana con una gamba che ciondola dal versante dei massimi e l’altra da quello dei minimi, Germogliare. Linguaccia e mano sul ventre accenno un inchino a destra, al centro e a sinistra, e svelto via.

  11. germogliare ha detto:

    Non so perché ma lo avevo intuito, Odinokmouse.
    Alzo le braccia al cielo e le agito per salutare.

  12. lillopercaso ha detto:

    Saluti da Lillo , diversamente diversa 😀
    (sono senza pc)

  13. germogliare ha detto:

    E meno male, bene, so di non essere sola 🙂
    (ancora fuori?)
    sorrisi

  14. lillopercaso ha detto:

    Ahah! Ehm… Scusa.
    Sì,fuori: fuori fase il mio pc!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...