Delizia e la luce delle candele

Katia Chausheva

Un giorno di luglio, o forse era di agosto.

“Per quante persone?” “Per due, grazie! Mi dia delle alici marinate, seppioline dimensione media, da fare ripiene, e vongole e scampi da fare con la pasta”. Devo ricordarmi di comprare gli spaghetti, del vino bianco, due bottiglie, sì, meglio, del buon locale, uno che stia bene con il dolce. E poi, due perché a lui il vino piace. Non voglio certo ritrovarmi a tarda sera, sul più bello, a cercare dell’altro vino come nella scena di “La notte che non c’incontrammo”.*

Delizia attende il principe che viene dalla città imperiale. Il pesce è stato preparato, le candele sul tavolo, lì che aspettano di essere accese, i vetri delle finestre sono limpidi e si vede bene fuori, le foglie a terra sono state spazzate, tutto risplende, di ogni particolare c’è cura. Pausa per il fisico, e viene anche il tempo che serve ai pensieri ad accogliere l’altro. Nel pomeriggio ancora nulla. Delizia attende, manda un messaggio, che arriverà non si sa dove. “Magari è a un’ora da me”, pensa e sogna. Risponde lui: “Ti chiamo questa sera”, cosaaa!!! Cosa vuol dire?! Che a quest’ora non è neanche partito? Delizia è sbalordita, amareggiata, stanca e triste con addosso l’odore di pesce fresco, i profumi dell’orto e mousse al cioccolato e cannella, misto all’essenza sulla sua pelle del bagnoschiuma alla magnolia. Improvvisamente si siede sullo scalino di casa, alle spalle la cucina, sono cessati i rumori; il tavolo tra i fiori, pronto ad essere apparecchiato, davanti a lei si è improvvisamente isolato dal tutto. Delizia guarda gli insetti che si muovono vicino ai suoi piedi scalzi, le vie che tracciano senza mai girarsi indietro, le foglie e i fiori intorno a lei che continuano a essere belli come prima del messaggio. E, lo sguardo si perde osservando i campi all’orizzonte, non in un punto fisso, scruta l’interno delle cose che incontrano i suoi occhi all’infinito, l’indefinito, cerca dentro ad ogni elemento le possibili risposte a quella condizione di incertezza. Così, cerca di distrarsi e prova a immaginare le movenze di lui e la meccanica delle situazioni che gli hanno impedito di arrivare da lei, ma Delizia non sa dei dettagli che conducono alla forma, non ha i dati per rappresentarsi ciò che porta alla conclusione dei fatti. La macchina fusa!? E si rende conto che no, non può perché lei non lo conosce com’è nella dinamica sociale. Che cosa sa di lui? In fondo non l’ha mai osservato in uno spazio intimo, alla luce di una candela.

Ma quando mi deciderò ad arrivare al ben meritato pranzetto dalla mia signora Aebi?Temo che mi ci vorrà ancora un po’, perché occorre sgomberare il terreno da diversi e svariati ostacoli. Quando ad appetito, già da tempo ne avrei in abbondanza. 

Nel mentre me ne andavo bel bello per la mia via, come un perfetto bighellone, distintissimo bighellone, giramondo, fannullone e perdigiorno, passando davanti a una quantità di floridi orti pieni di ogni bendidio di prosperi legumi, a fiori e profumi di fiori, ad alberi da frutta e a filari di fagioli pieni di baccelli, davanti a stupendi campi lussureggianti di cereali come segale, avena e frumento, davanti a un deposito di legname con legna e trucioli di legna, davanti a erbe ricche di linfa e ad acque dal gentile scroscio, torrenti o fiumi che fossero, passando pian piano davanti a ogni sorta di gente come simpatiche donne del mercato dedite ai loro traffici, passando davanti a un circolo ricreativo adorno di allegre bandiere, come a tante altre cose utili e buone, davanti a un incantevole piccolo melo, e a Dio sa cos’altro ancora, per esempio passando educatamente davanti a gemme di fragole o meglio ancora alle rosse fragole già mature, e in quel mentre ero fortemente assorto in ogni sorta di pensieri, perché sempre, quanto si passeggia, idee, lampi di luce e luci di lampi si presentano e si affollano da sé per essere elaborati con cura, mi venne incontro un uomo, un’apparizione inconsueta e formidabile, che oscurò quasi del tutto la strada luminosa: uno spilungone sinistro che conoscevo benissimo, un tipo assolutamente straordinario: il gigante Tomzack. ”

La passeggiata, Robert Walser

Foto di Katia Chausheva: www.flickr.com/photos/katiachausheva

*(scusatemi ma la sequenza con la bottiglia di vino non l’ho trovata, vi dovete vedere tutto il film).

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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36 risposte a Delizia e la luce delle candele

  1. Le foto che hai scelto hanno reso perfettamente l’atmosfera. Gli album di Katia sono davvero molto belli e intensi.

  2. iraida2 ha detto:

    “Du rouge au vert tout le jaune se meurt ..”
    Che piacevole occasione per guardare foto così belle e rileggere Apollinaire.
    Buona domenica.

  3. massimobotturi ha detto:

    si entra in un altro mondo qui, difficile uscirne

  4. Riyueren ha detto:

    Una meraviglia…tutto.

  5. scudieroJons ha detto:

    Mi piace l’accostamento tra il momento malinconico dell’aspettativa delusa, del convegno rinviato, e la poesia dei colori sfavillanti, dell’apparizione fiabesca.
    Però, tu hai risposto: Cosaaa!!!. E se hai risposto Cosaaa!!! allora dovevi continuare in modo conseguente.

    Avresti visto come si sarebbe precipitato a prendere un taxi!
    Ciao : )

  6. Elena ha detto:

    Bellissimo post!!!

  7. parolesenzasuono ha detto:

    e in-atteso arriva, sempre, Amore

  8. masticone ha detto:

    spettacolo

  9. Roberta Rotondo ha detto:

    ma quali meccaniche d’Egitto? non è per caso che il tuo ospite “fusse ca fusse nu poco str….!?!?”
    Dovresti fare scelte migliori, quando cucini pesce per qualcuno… Baci 😉

  10. gialloesse ha detto:

    Il tuo post mi suscita un’emozione dolce e profonda, ed é questa una delle circostanze nelle quali la mia mente (del tutto istintivamente) traduce i fatti in immagini: film o fotografie o pitture. E adesso penso a Modigliani, ai suoi ritratti, ai suoi colori. Cioè la stessa “atmosfera”.

  11. odinokmouse ha detto:

    “Delizia non sa dei dettagli che conducono alla forma” mi sembra l’affermazione centrale ed è molto vero; spesso l’immagine che ci appare reale è proiezione avanzata con dati insufficienti, e non ce ne accorgiamo pur essendoci passati e ripassati. Non so quanto la luce di una candela sia l’ideale per conoscere il vero, l’altro, (a proposito potresti leggere la mia poesia L’ora D’aria e surgelare). I volti hanno contorni nitidi e fermi nelle difficoltà e nel pericolo, anche relazionali. Bellissimo post Germogliare; come sempre è un piacere leggerti.

    • germogliare ha detto:

      “d’acqua il lago d’aria si fa per condensa”. e specchia (questa mi piace molto!)
      dici bene, è fondamentale questo concetto. magari avessimo gli strumenti per conoscerli i dettagli, quelli veri. quanto tempo potremmo sottrarre a pensieri vaghi.
      l’intimità ce lo permette, la luce di una candela fa intimità, e non penso al lato romantico, piuttosto allo sforzo visivo che richiede vedere con una luce fievole e irregolare. penso all’impegno richiesto di rivelasi reciprocamente.
      Grrrazieeeee…come sempre e un piacere vederti passare di qui.

      • odinokmouse ha detto:

        oioi come sto ridendo Germogliare! Grazie. Ma no. Proprio no. niente di tutto codesto 😀 Non ne parliamo più di questa poesia….altrimenti muoio dalle risate! Però prometto che te la spiego 😉

  12. wolfghost ha detto:

    Splendido post! Attendere non e’ mai brutto quanto attendere senza saperne il motivo. L’incertezza, il dubbio, amplificano enormemente ogni nostra emozione.

    http://www.wolfghost.com

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