Certi pesi delle donne, storie sparse

Charlotte Whitton, House of Atlas, 2012

I

  • Una donna spezzata, Simone de Beauvoir
    “La sera

Stamattina ho avuto un’illuminazione: è tutta colpa mia. Il mio errore più grave è stato di non capire che –il tempo passava. Il tempo passava e io ero fissa nell’atteggiamento della sposa ideale di un marito ideale. Invece di rianimare la nostra vita sessuale m’incantavo nel ricordo delle nostre notti di una volta. M’immaginavo di aver conservato il mio viso e il mio corpo di trent’anni, invece di curare il mio fisico, di far ginnastica, di frequentare un istituto di bellezza. Ho lasciato atrofizzare la mia intelligenza; non mi coltivavo più; mi dicevo: -più tardi, quando le bambine mi avranno lasciata. (…) Sì, la giovane studentessa che Maurice sposò, che si appassionava agli avvenimenti, alle idee, ai libri, era diversa dalla donna di oggi, il cui universo è tutto in queste quattro mura. (…) In generale davo tutto per scontato, e questo deve averlo seccato, lui che cambia, che mette sempre in questione tutte le cose. La noia non perdona. E nemmeno avrei dovuto ostinarmi nel nostro patto di fedeltà. Se gli avessi reso la sua libertà -e magari approfittato della mia.”

  • Nigel Cole racconta lo sciopero del 1968 di 187 operaie alla Ford di Dagenham, guidate da Rita O’Grady.

 

  • Murata viva, prigioniera della legge degli uomini, Leila

“Mi chiamo Leila, ho ventun’anni, francese di nascita marocchina per tradizione. Tradizione ancora fortissima; accanto a me c’è mio padre. (…) Mi sposo davanti all’amministrazione francese. Non conosco il mio futuro marito. Non è un matrimonio, ma una formalità imposta. Potrei scappare, precipitarmi giù per le scale e chiedere aiuto. Se lo facessi la mia vita non mi apparterrebbe più.  Una ragazza plasmata da quella tradizione non può e non sa vivere lontana dalla protezione della famiglia. Il padre la educa in vista di un solo obiettivo: consegnarla nelle mani di un marito scelto da lui. (…) L’integrazione è la possibilità di dire no. La tradizione è l’impossibilità. Non sono stata mai capace di infrangere quella legge non scritta.

(…) Temo ancora l’avvenire, temo soprattutto l’amore di un compagno di vita, cosa che allo stesso tempo mi manca e mi spaventa. A volte sono ancora una mosca inquieta, ma ho mio figlio e volo con le mie ali, che sosterranno entrambi. Ora ne ho veramente la forza.”

(Leila e la sua storia vera; usa ancora uno pseudonimo per potersi nascondere e tutelare)

  •  Marleen Gorris. La famiglia matriarcale, rurale, nell’arco di quarant’anni.

 

  • Marisa Bellisarario. “Ho scelto un vestito di vigogna grigia, il meno appariscente possibile, appena ravvivato dalle pieghe della gonna, ma forse è ancora troppo squillante la mattina di fine autunno 1959 in cui entro alla Olivetti di Torino, dalle parti di piazza Solferino, per il colloquio di selezione.
    Per una donna avere successo è più difficile ma è molto più divertente.”(la prima grande donna manager italiana)
  • Giorgia Cecere e una maestra al suo primo incarico, nella Puglia sperduta degli anni cinquanta.

 

  • da Lettera 43

India, giustizia col sari rosa. Un bastone per difendere i diritti.
di Carola Lorea

La “gang in rosa”, in hindi gulabi, è nata nel cuore rurale e patriarcale dell’India, in un piccolo distretto dell’Uttar Pradesh.

Le donne arruolate nell’esercito di combattenti per l’uguaglianza sociale e la parità dei diritti vestono una brillante uniforme rosa-shocking e padroneggiano l’arte del bastone per castigare gli abusi e le oppressioni, che troppo spesso investono il sesso debole nell’India delle doti e del matrimonio infantile.

Sampat Pal insieme alle “sue” donne

«La nostra non è una gang come la si intende di solito: è una gang per la giustizia», spiega Sampat Pal, fondatrice del movimento e capitano e delle truppe in sari rosa.
MOGLIE AD APPENA 9 ANNI… continua.

www.lettera43.it/fatti/india-giustizia-col-sari-rosa.

www.gulabigang.in

 

  • Anna Stepanovna Politkovskaja, giornalista.

New York, 30 agosto 1958 – Mosca, 7 ottobre 2006

“Bisogna essere disposti a sopportare molto, anche in termini di difficoltà economica, per amore della libertà.”

  • Mafalda

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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38 risposte a Certi pesi delle donne, storie sparse

  1. Riyueren ha detto:

    Come sono nell’aria, le cose.E come sono addosso a noi i pesi…e le storie.E i frammenti di noi, tutti attorno, ogni volta che ci spezzano o ci spezziamo noi stesse per prime.Proprio ieri ho scritto una cosa su Cruna, un mia testimonianza di vita, se così vogliamo vederla….per questo penso che sia tutto nell’aria, ci sono legami sottili.Un abbraccio.

  2. Elena ha detto:

    Bellissimo post!

  3. egle1967 ha detto:

    Quanti pesi siamo avezze a portare e con quale grazia riusciamo sempre a sorridere di fronte a tutto…a volte mi chiedo da dove arrivi tutta questa energia…perchè quando manca la vorrei cercare…
    Sei una magnifica componitrice di parole, filmati e storie….
    baci forti!

  4. She ha detto:

    Bellissimo post.In una donna spezzata, mi sono riconosciuta.
    Ma nel corso della vita se hai delle priorità non riesci a pensare a te stessa.Un errore che ho fatto e di cui sto pagando le conseguenze.
    Non vorrei mai commentare riportando spezzoni della mia vita privata,mi sembra di calpestarmi, ma in questo post ho riconosciuto la realtà che mi ha aperto gli occhi in una fase della vita in cui si crede di avere raggiunto una specie di traguardo.Forse è un bene pero’…

    • germogliare ha detto:

      …però si paga pegno! ma è un bene la lucidità che conduce alla ricerca di un nuovo traguardo.
      Tutte ci riconosciamo in qualcuna di noi. E’ il destino delle donne, che spesso non è solo nelle proprie mani.
      Buonecose

  5. keypaxx ha detto:

    Donne… cosa mai sarebbe il mondo senza di voi? nulla; una landa sterile destinata ad appassire e a morire senza speranza.
    Un sorriso per una serena notte.
    ^___^

  6. gelsobianco ha detto:

    che post!
    ritorno.
    con un altro commento.
    è tutto troppo importante!
    mille emozioni.
    gb

  7. gelsobianco ha detto:

    ultimamente stanno accadendo proprio in Italia fatti terribili contro alcune donne che si ribellano a qualcosa che vogliono loro imporre.
    avvenimenti raccapriccianti che fanno sentire quanto sia lingo il cammino ancora… per le donne.
    un post bellissimo il tuo!
    grazie.
    gb

  8. gelsobianco ha detto:

    lungo…
    chiedo scusa!

  9. scudieroJons ha detto:

    Tratta dalla raccolta “Le parole nemiche”

    SALVATORE DI BENEDETTO
    DONNE DI TUTTE LE TERRE

    Donna della mia infanzia
    china su me come la faccia del mondo
    nuvola della terra
    vagante sopra i miei occhi;
    nuvola dai capelli neri, dagli occhi viola;
    donna della mia fanciullezza
    che mettevi il pane dolce
    tra le mie mani fredde
    e mi dicevi: cresci, cresci presto;
    donna che mi davi l’ansia
    di arrivare in fretta,
    prima del tempo,
    alla meta;
    donna che mettevi la mano protettrice e dolce
    sulla rivolta dei miei capelli al vento,
    dopo le corse;
    donna che mi guidasti sulla soglia,
    all’alba, nel mio primo viaggio
    nel mondo;
    donna che mi indicavi
    le spalle dure dei minatori,
    dei contadini rotti sulla terra
    e mi dicevi: cresci e fai giustizia di questo;
    donna che venivi fra le mura della prigione
    a vendicarmi figlio tuo e del mondo
    e rinsaldavi col tuo cuore
    il mio per la lotta di domani,
    donna che fra mura e grate di ferro
    mi dicesti: sei cresciuto; ora sei del mondo;
    donna che incontrai sulla via del mio cammino;
    donna che mi aspettavi senza conoscermi;
    donna che sapevo di dovere incontrare;
    donna che sentì forte il mio petto
    ed amò la mia forza;
    donna che sentì cedere il mio cuore
    e gli diede la sua forza;
    donna che baciò le mie ferite
    e prese con le sue mani il mio sangue;
    donna con cui feci la strada più triste;
    donna con cui percorsi la strada più bella;
    donna che sei mia madre;
    donna che sei la maternità del mondo
    donna che sei mia moglie;
    donna che sei la moglie di ogni uomo del mondo;
    donna che sei la madre del mio bambino
    donna che sei la madre
    di tutti i bimbi del mondo,
    donna che stringi nel pugno
    un fiore o un martello
    o un’arma di libertà;
    donna di tutte le terre
    donna di tutte le età del tempo
    donna di tutte le età della vita
    col cuore, col sangue
    di ogni uomo del mondo
    ti amo.

    (un grazie a tutte le donne)
    Ciao : )

  10. gelsobianco ha detto:

    c’è anche una splendida versione di Barbra Streisand!
    gb

    • germogliare ha detto:

      Questa èèèèè meravigliosaaa, grazie! non la conoscevo, cercherò anche l’altra.
      Il film vale guardalo se puoi…Lady Henderson poi…una donna capace di fare miracoli.
      abbracci

      • gelsobianco ha detto:

        beh… Ella è grandissima.
        anche Barbra però ha una voce incredibile!
        guarderò il film.
        hai destato la mia curiosità.
        grazie.
        le donne sono, in realtà, capaci fare miracoli!
        ti abbraccio
        gb

  11. rodixidor ha detto:

    Ehi ragazze, non dimenticate la Fornero !!! Se no sembra che siete tutte belle e sensibili ….

  12. odinokmouse ha detto:

    Germogliare, guarda la vostra forza, bellezza e intelligenza in questo frammento:

  13. gelsobianco ha detto:

    qui, a dire il vero, è stato un grande Artista, Edoardo De Filippo, ad “inventare” una grande donna, Filumena Marturano.
    credo, però, che ci siano altre Filumena reali nella società… anche di oggi.
    la forza delle donne…

    che grandi attori!
    questa scena mi fa sempre venire i brividi.

    grazie.
    gb
    perdonami, Germogliare, se ho lasciato il mio pensiero prima del tuo! un sorriso.

  14. lillopercaso ha detto:

    Non ho finito di guardarmi tutti i video, tornerò.
    Intanto, vorrei parlare un pochino delle giustiziere in rosa,; ne avevo sentito parlare alla radio, e naturalmente raccolgono le mie simpatie. Però non pensi che ci sia il pericolo che ci scappi la vendetta personale per motivi magari discutibili, o quelle cose che capitano quando ci si fa giustizia da soli, ché non è che il fatto di essere donne nobiliti in sè?

  15. lillopercaso ha detto:

    (Madonna come mi sono espressa male!)

  16. germogliare ha detto:

    La loro è autodifesa. In un posto in cui ti fanno sposare un uomo che neanche conosci a 9 anni, puoi almeno prenderti, se ne hai la forza, il diritto all’autodifesa utilizzando un semplice bastone e vestendoti di rosa per fare gruppo? Almeno quello. Oggi sono impegnate nella costruzione di centri scolastici femminili e in corsi di formazione per l’indipendenza lavorativa delle donne. Chapeau

    • lillopercaso ha detto:

      Hanno il diritto all’autodifesa e anche il diritto di prendersi il diritto, che certo nessuno glielo regala. Conosco il loro operato, non posso che parteggiare per loro!
      Ma ogni occasione è buona per pormi delle domande, a prescindere dal singolo contesto. (Devo, sennò io mi rimbambisco 😀 coi pochi scambi che ho)

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