L’arte delle donne, di una ad esempio

Regina José Galindo

“Viviamo armati di paure, odi e in lotta costante con tutto ciò che ci circonda.”

“La parola denuncia mi sembra sempre un po’ confusa, perché nel mio caso parlo di storie reali che sono alla portata di tutti. Quello che mi interessa è presentare questa realtà da diversi punti di vista, incluso il mio che è formale-estetico, perché possa aprirsi a nuove prospettive.”

Himenoplastia. Biennale di Venezia nel 2005, presenta tre video e una performance sulla condizione femminile. Premiata con il Leone d’oro

“Un’operazione chirurgia con la quale viene ricostruito il mio imene per ritornare vergine.”

“Non c’è niente di morboso nel mio lavoro. Non c’è masochismo, perché non ho certo intenzione di ottenere il piacere dell’altro dal mio dolore, né che io stessa provi dolore. È semplicemente il mio lavoro. Cerco l’empatia nel pubblico, un’emozione umana. Se non c’è coinvolgimento allora la mia opera non funziona.”

“Per quanto la società perda di vista i valori esistenziali di base, per quanto il denaro sia alla base di tutto (…) alla fine, l’essere umano continua a vivere. Il peso della vita farà sempre pendere la bilancia dalla propria parte; il giorno in cui questo cambierà, sarà il giorno dell’addio finale, ma non credo che succederà mai.”

“La società presenta sempre una componente forte e una debole, una vittima e un carnefice, chi è libero e chi è condannato. Nel mezzo di questa tensione l’essere umano si sente paralizzato, limitato, escluso dallo stesso sistema, dal suo intento di mantenere il controllo. Si creano prigioni immaginarie e forme di tortura quotidiana che limitano la libertà individuale.”

www.reginajosegalindo.com

Foto dal web.

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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16 risposte a L’arte delle donne, di una ad esempio

  1. melodiestonate ha detto:

    impressionanti questi video

  2. aitanblog ha detto:

    Impressionante.
    Da vergognarsi di essere uomini e maschi.

  3. iraida2 ha detto:

    Accipicchia, da togliere il respiro!!

  4. lillopercaso ha detto:

    Non ho parole. E sì che è da un po’ che vado e vengo da questo tuo post.

  5. lillopercaso ha detto:

    Davvero, è uno scricciolo portentoso. I primi video fa tremare, il secondo è inguardabile, E se su avessi trovato il video dell’ultima, l’avrei penso saltato. Hai notato che quando cammina nuda , più che nuda, per la strada nessuno la guarda? Non perché non ci sia coinvolgimento, ma perché ce n’è tanto, secondo me, e non si vuol guardare, altroché se funziona!
    Oppure mi faccio dei film?
    Ora buonanotte!

    • germogliare ha detto:

      Non ti fai un film. E neanche se lo sono fatti quelli della commissione della Biennale di Venezia quando nel 2005 l’hanno premiata. Il secondo video: 20 minuti di telecamera fissa in cui si vede Regina seppellita da un uomo che con indifferenza, spala terra da una fossa da morto. Lei prende i colpi della terra e la polvere senza mai piegarsi, muovendosi per la stanchezza e il dolore ma non cade mai, resta ferma, fissa; e i suoi piedi si fanno radice con quella terra che la copre.
      Ne vogliamo fare metafora? O basta a dire che è pura realtà?
      Ora. Buonecose e sorrisi

  6. guido mura ha detto:

    Sconvolgente e perturbante. Altro che i balbettamenti erotici o filosofici di tanti nostri artisti e scrittori!

    • germogliare ha detto:

      Guido, credo che la differenza la faccia la storia che ci portiamo dietro, c’è chi se la inventa e realizza baggianate, magari raccogliendo glorie effimere; chi è impastato di storia, quella sua e dei suoi simili, questi lasciano il segno, la incidono, ne aggiungono di loro e la tramandano.

  7. Isaac ha detto:

    concordo con gli altri commenti, anche se affianco a queste testimonianza mi piacerebbe un giorno leggere anche di chi ha saputo rovesciare la medaglia a proprio vantaggio, qualcuno che vince insomma,
    nonostante tutto.

  8. Elena ha detto:

    Terribile! Non ho parole!

    • germogliare ha detto:

      THE PRINCE CLAUS AWARD. 2011
      I premi Prince Claus sono presentati annualmente a individui, gruppi e organizzazioni in Africa, Asia, America Latina e nei Caraibi per i loro altissimi meriti nel campo della cultura e dello sviluppo e l’effetto positivo del loro lavoro sul loro ambiente diretto e sul piano culturale più ampio o campo sociale.
      Riesce a smuovere gli animi!

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