Dolores. E’ l’ordine, imperioso, dell’universo

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“Dolores del Valle fissava sulla casa di fronte alla sua, nel 18° viale del Ponte, a Puebla, uno sguardo malinconico e appassionato”.
“Quando si staccò dalla grata in ferro battuto dove aveva schiacciato il viso per un’ora, andò a chinare sull’appoggiamento del suo inginocchiatoio una fronte esangue dove si stampava in rosso un punto interrogativo. Volta alla statua della Madonna, pregò: – O dolce madre di Gesù, vergine dei Rimedi, poiché il mio male è senza rimedio e Juanito mi disdegna, piega il cuore dei miei genitori! Tu che medicasti le piaghe del crocifisso, accetta questo cuore che sanguina; che le tue belle mani l’avvolgano e lo portino in Paradiso!-. Poi, levando verso un’altra immagine uno sguardo ravvivato dal pianto: – O Madre della Guadalupe, sciogli quel che hai annodato! O buona madre degli’Indi, poiché il loro sangue scorre nelle mie vene e Juanito mi disdegna, poiché i miei lunghi capelli sono neri e i miei occhi sono a mandorla, poiché la mia pelle stende sui miei zigomi la maschera della mia sventura, poiché la bellezza dei miei occhi ha distrutto tutta la mia felicità, o Madre della Guadalupe, o buona madre degl’Indi, tendimi le braccia, io sono una dei tuoi.
Dolores lasciò l’inginocchiatoio e tornò alla finestra. La sua fronte non portava più impresso il segno d’incertezza. Sul viso dalle labbra forti, dall’occhio d’uva nera, la pelle, gialla come il frutto del lazzeruolo, stendeva una maschera impossibile. Più a lungo del “Bianco”, l’Indio conserva i segni della giovinezza: dalla nonna materna, Dolores aveva preso i capelli neri e fulgidi (ma un po’ grossi e lisci), l’occhio da asiatica e quella stupenda freschezza che un ottimo nutrimento dà all’incarnato dei meticci: don Fernando del Valle era ricco. Benché si vantasse di discendere da un compagno di Cortez, il dottor del Valle, avendo studiato in Europa, si era liberato di parecchi dei principi che i suoi rispettavano: malgrado le rimostranze del padre, aveva sposato Maria Ramirez del Rio, il cui sangue creolo mitigava quello dei Maya. Nobile d’animo e di comportamento, donna Maria si piegava comunque ai voleri del marito: era una buona cattolica. Perciò, don Fernando non si rattristava nel vedere Dolores così pia. All’uomo si addice la scienza; alle donne la compiacenza”.
“Ma Dolores, che non aveva ancora amato, non sapeva distinguere il desiderio dall’amore; dato che in presenza di Juanito si sentiva agitare le viscere, si riteneva consacrata, per la vita terrena e l’altra, all’amore dell’indifferente. Le amiche, che la invidiavano, si erano divertite a riferirle, gonfiandoli, i discorsi sprezzanti del giovane: “Lei? Mai! Gl’Indi sono tutti uguali: sporchi, stupidi, bugiardi. Si crede carina, con quella sua pelle grassa tirata sulle guance come se il Creatore, nella sua profonda saggezza, misurasse con parsimonia il metraggio della pelle india!!. Punta da tale disprezzo, Dolores, a furia di rimuginarci su, si era riproposta di sposare Juan o Gesù”.
“L’abito di velluto cremisi che adornava la Guadalupa, quello di seta blu che ammantava la vergine dei Rimedi, quasi sparivano sotto le suppliche, gli exvoto e i “ per grazia ricevuta” che Dolores vi appuntava sopra. “Nulla è possibile, si diceva, che non venga esaudita. Gli stranieri ( così chiamava in cuor suo i Bianchi, coloro che si approfittavano del loro titolo di “gachupines”) venerano la Madonna dei Rimedi. Gl’Indi, la Guadalupa. Visto che io appartengo ad entrambe le razze, due Vergini, in Cielo, intercedono per me”. Schiacciò sulla grata la faccia dal naso camuso”. Tre donne di razza. Etiemble (Sellerio)

Foto. Kamil Vojnar

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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6 risposte a Dolores. E’ l’ordine, imperioso, dell’universo

  1. massimobotturi ha detto:

    sanguigna, un gran bel leggere

    • germogliare ha detto:

      “Dietro l’armonia di un fiore che è licenzioso solo in apparenza, colgo, mi creda, tutto ciò che le è caro: le fiamme, la violenza. Ma mi piace che le fiamme, in questo caso, siano di giuste proporzioni, la violenza repressa e come rappresa nella solidità di queste corolle dure come foglie di cactus.” Stesso libro

  2. il barman del club ha detto:

    sono capitato per caso nel tuo blog seguendo i percorsi di altri, ma qui mi sono fermato, perché è veramente molto interessante, ritornerò spesso, ciao

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