le ore con Estella non sanno di giorni

Nadine Fourré

Nadine Fourré

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ raro che Estella apra il suo cuore, che riveli i suoi intimi pensieri. Si sa che a tutti capita il giorno in cui ci si senta più vulnerabili, facili alla parola e che meno all’ascolto. Quei giorni, spesso, sono segnati dalla totale incertezza di basi future e la conferma di occasioni perdute. Il suo atteggiamento poco romantico non le garantiva corteggiatori dalle debolezze d’incanto.

Estella con me un giorno pianse, quando seppe che l’uomo che nel suo immaginario, lei credeva suo, in realtà era legato a un’altra. Piangendo, urlò e si chiuse in casa per diversi giorni. Allora l’aria si fece più fredda, nevicò e vennero le gelate. Non riusciva ad accettare Estella che quell’uomo così intelligente e di carattere determinato, avesse potuto nasconderle per tanto tempo la realtà di un’altra donna. E che nonostante tutto, scegliesse l’altra e non lei, lei così maledettamente intelligente e razionale non se n’era accorta. Incredibile, da non crederci, e, in effetti, per un po’ non ci credette. Sì, una migliore di lei, che per lei non era migliore di lei, perché, per lei, lui, oltre a lei, non avrebbe mai potuto trovare nessuna superiore. Perché, Estella diceva che l’incanto che leggeva nello sguardo di quell’uomo, nell’osservare il suo corpo nudo sul letto, lui non poteva provarlo con nessun’altra donna. Lei lo sapeva bene. Conosceva gli occhi dei pittori. “Io percepisco lo sguardo che segue le linee del mio corpo e lo sguardo che gode, guardando me”.

James Abbe, Bessie Love, 1928

James Abbe, Bessie Love, 1928

Estella amava girare nuda per casa, e quando c’erano ospiti, lei non lo poteva fare, ma si spostava ugualmente con la stessa movenza come se lo fosse. Un jeans e una maglietta non le ostacolavano i movimenti, non da meno che fosse solo lo strato di pelle a ricoprirla. Estella camminava leggera, si piegava e si rialzava flessuosa come un giovane ramoscello che si lascia flettere dal vento. A lui (l’uomo del tradimento) piaceva osservarla così, per questo quando poteva scappava da lei e andava a cercarla. Lei rappresentava l’irreale in quella cruda realtà propria, terrena; l’isola felice. Quel posto magico rispetto al rigore degli spazi da lui concepiti nel suo muoversi, lei lo illuminava. Non la frequentò mai fuori da quella casa, tutto accadeva lì, ogni sentimento, atto, si sviluppava e consumava in quel preciso perimetro, al massimo un caffè al bar all’angolo o un pasto consumato con alquanta velocità in un ristorantino dei paraggi, pochi metri, passi per misurare la distanza e gli sguardi intrusi. Prima o dopo l’amore. Non avrebbe mai potuto rapportarsi a lei a lungo, in uno spazio comune e tra la gente, con ore che sanno di giorni. L’insicurezza di saperla sua, lei libera allo sguardo di tanti uomini, l’avrebbe danneggiato nell’animo, così quella sottile sensazione di possederla si sarebbe dissolta. I suoi modi, come la guardava, come l’ascoltava, lo avrebbero tradito verso l’esterno e la figura autoritaria che sapientemente e con zelo aveva registrato e collaudato nel tempo sarebbe crollata. Aveva provato più volte a pensare a come gestire diversamente quella storia, anche il fatto dell’altra nella sua vita, una scelta già determinata da qualche tempo, sapeva benissimo che avrebbe dovuto ben presto trovare una soluzione, era coscientemente lucido di aver generato un problema. Un problema! Il problema era Estella e questo lei non lo sapeva o se lo nascondeva. Estella la bella non si vedeva mai problema, magari lo erano gli altri per lei. Per l’uomo del tradimento, l’altra era la quotidianità, il tiepido calore di casa, quel rifugio da custodire; dove a lei associamo la nostra serenità, in lei abbiamo deposto a dimora i nostri ricordi. Nulla di più. Nulla di più lui sapeva di poter chiedere all’altra, e come si fa con una casa che abbiamo desiderato per tanto tempo e costruito con sacrificio, lui teneva a lei, semplicemente, non pretendendo da quella storia turbamenti  di passioni. Con lei, in quella casa, lui la notte dormiva di un sonno leggero ma duraturo e si svegliava con il piacere di vivere un giorno nuovo che se anche con mille intrighi, la sera avrebbe condotto alla pace.

Marc Lamey

Marc Lamey

Estella non poteva essere questo, Estella non poteva portare il calore di una casa, lei era una dimora principesca, in cui è facile perdersi nei corridoi labirintici; in cui i soffitti alti regalano aria ma a volte anche smarrimento; in cui lo spazio immenso può farci perdere il contatto con l’altro, vivendo lo spesso tetto in due; in cui è più facile per le ombre nascondersi.
E, Estella non accettò questa sconfitta, mai l’avrebbe acconsentita, odiò quell’uomo e tutta quella specie d’amore che lui le aveva donato in quei mesi. Odiò l’amico che un tempo aveva rappresentato e odiò il maschio che mi andava descrivendo.

 
 
 
I-Il corpo di Estella
II-Puoi amarla e puoi farti male, Estella
III-Estella esce e tutto ritorna
Annunci

Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
Questa voce è stata pubblicata in amore, arte, cuore, donne, emozioni, pensieri, storia, terremoto, umanità e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

18 risposte a le ore con Estella non sanno di giorni

  1. tramedipensieri ha detto:

    Splendido racconto. Davvero splendido…e non poi così lontano dalla realtà.
    Un abbraccio
    .marta

  2. massimobotturi ha detto:

    scrivi come si carezza la seta

  3. loltreuomo ha detto:

    Mi accodo
    Un abbraccio e buon pomeriggio

  4. Pandora ha detto:

    Hai saputo descrivere con sapienza e delicatezza i pensieri e le emozioni che s’intrecciano fra relazioni…bellissimo!!!

  5. lillopercaso ha detto:

    La ‘totale incertezza di basi future’ è quel che sempre ci frega, ( o almeno così è stato in passato, ora c’è più parità di disoccupazione 😀 tra i sessi). Sennò la condizione dell’amante è un lusso, vuoi mettere?

  6. bakanek0 ha detto:

    Insolito e privo delle inutili banalità che l’editoria moderna ci propina.
    Ah, ci vorrebbero spazi paralleli e contingenti, per avere più tempo per leggere e fare ciò che ci appassiona: l’unica benzina che fa pulsare il cuore!

  7. melogrande ha detto:

    Mi era sfuggito, questo gioiello di delicatezza e verità.
    L’ appartenersi degli amanti, anche se spesso è senza futuro, mi è sempre parso un miracolo di purezza raro a trovarsi in altre forme di relazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...