il peso della memoria

Trish  – Joy, dovresti lasciare tutto e venire in Florida, qui è facile dimenticare, dimenticare tutto.

Mark  – Quand’è che si dimentica ma non si perdona?

Timmy – E’ possibile che qualcuno ti faccia qualcosa di realmente terribile, di veramente orrendo, qualcosa che ti faccia così male, che sia così dolorosa, allora è meglio dimenticare e vivere senza tutto quel dolore, invece che perdonare e ricordare.

 

Perdona e dimentica (Life During Wartime), di Todd Solondz, 2009.

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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12 risposte a il peso della memoria

  1. Egle1967 ha detto:

    Come si puo’ dimenticare? Puoi fuggire, riempirti di vita altrove, ma nel tuo cuore le ferite possono cicatrizzarsi ma non sparire se sono profonde.
    Si riesce a perdonare se ci si allontana , e ci si mette nelle condizioni di non farsi ferire più’, ma non riuscirei a fidarmi/ donarmi come prima, forse solo tanto amore puo’ guarire veramente.
    Ciao bella donna!
    P.s. Quando ho letto il tuo post , ho avuto la sensazione che fosse un pvt.

    • germogliare ha detto:

      Non credo si possa dimenticare, no, “anche con un lavaggio del cervello”, resta comunque impresso in noi il marchio del vissuto.
      Il perdono, quanto può essere vero, totale? ci si distacca dal dolore (grande) ricevuto quando si è coperti d’amore, forse, ma forse è solo ovattare il ricordo e distaccarsi da esso. Non è terreno il perdono completo, sano.
      Carissima tu!
      P.s. Poteva essere un pvt e anche una pagina di diario, tant’è…

  2. iraida2 ha detto:

    “La memoria è un mostro: tu dimentichi, essa no. Archivia le cose, ecco tutto. Le conserva per te, o te le nasconde e le richiama, per fartele ricordare, a sua volontà. Credi di avere una memoria. Ma è la memoria che ha te.” J. Irving
    E ‘ come dire: dimenticare non si può proprio!
    E allora ci “conviene” perdonare, perchè il perdono è prima di tutto, un atto di egoismo, di difesa, esso è capace di sciogliere tutto il dolore ed il male che ci portiamo dentro e ci consente di non soffrire più. Mai di dimenticare.

    • germogliare ha detto:

      Si, Iraida, condivido ciò che dice Irving; anche la pratica del terapista più bravo, di dottrine orientali, aiutano, ma non cancellano il ricordo; e, cancellare non sarebbe giusto perché significherebbe permettere l’emersione di un noi falsificato.
      Il perdono richiede sacrificio, ulteriore, da sommare al peso del ricordo; la fattibilità di realizzare la pace verso l’azione dolorosa e il ricordo, necessita di un nostro far retrocedere l’istinto violento di sopravvivenza. Dici che ci “conviene” perdonare, giusto, ma non esiste una ricetta miracolosa che ne garantisca la riuscita.

  3. lillopercaso ha detto:

    Forse più che dimenticare si può accantonare finché brucia di meno, ma poi occorre passarci attraverso, e solo dopo si può archiviare, Oppure si rimuove col rischio di essere aggrediti dal ricordo appena si abbassa la guardia. Penso che come dice Egle sia meglio riempirsi di vita altrove o in altro modo, sapendo che un mattino ci si ritroverà a pensare quasi con affetto a ciò che un tempo ha fatto soffrire -magari arricchendo anche se allora non lo si sapeva, e certo se ne sarebbe fatto a meno. E ci si accorgerà di aver già perdonato da un pezzo..
    Ma a me del male davvero con cattiveria e intenzione non è mai stato fatto, e non conosco la guerra, né la fame per mio figlio, perciò cosa ne so.

    I miei auguri a te, cara Germogliare, e a tutti, di potersi svegliare contenti! 🙂

    • germogliare ha detto:

      E’ un ottimo esercizio quello di accantonare facendo altro e magari in altro luogo. In questo modo ho costruito un grande mosaico, con ceramiche frantumate, è stato un lavoro salutare; tanti pezzetti che alla fine ricomponevano una nuova storia, e il tempo del pensare non è passato invano. Dovremmo riuscire a comporre opere nuove e vitali dal dolore, da qualsiasi dolore per qualsiasi opera.
      “Portate i pesi l’un dell’altro ”
      E da queste altre:
      “Ciascuno porterà il proprio fardello” Sant’Agostino
      Lillo, ti auguro gioia 🙂

  4. gelsobianco ha detto:

    Imposibile dimenticare.
    Certo ci sono anche meccanismi psicologici che rimuovono il ricordo, ma questa rimozione è patologica.
    Perdonare… non so se si riesce a perdonare totalmente qualcosa che ti ha fatto tanto male!
    Sopraggiunge, con il tempo, una requie per il dolore, ma questo non è perdonare!

    Auguri veri, cara germogliare!
    gb

    Sempre molto interessanti i tuoi post!

    • germogliare ha detto:

      “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.” Gabriel Garcia Marquez
      Bella: una requie per il dolore, definisce bene il mio pensiero riguardo al perdono. Grazie.
      Auguri veri a te . gb. e che siano conduttori di pensieri leggeri.
      Benritrovata!

  5. perdonare e ricordare è molto umano—

    bel video, cercherò quel film, grz, S

  6. alegbr ha detto:

    Adoro Solondz, Hai visto Fuga dalla scuola media? Tra i più bei racconti di formazione che ho visto, crudo, beffardo, eppure la luce vince sempre.
    Credo sia solo il tempo a decidere, si scopre a volte quanto poco possa la volontà.

    A

  7. germogliare ha detto:

    Mai visto, metto in programma. Mi piace molto il suo lavoro, quel cinema dove nulla è lasciato al caso, dove il tutto ha più letture ma, in cui, ogni spezzone del film regge la trama.
    …e come la volontà cambi nel tempo.

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