Esercizio di linee per trovare il mio segno

schiele_-_kauernde_mit_grc3bcnem_kopftuch

Mentre ero studentessa all’Accademia di Belle Arti, il primo anno, avevo il blocco del foglio bianco! La vastità del campo vuoto m’intimoriva, come del resto trovarmi al centro di una piazza o tra la folla. Forse, scelsi di andare a studiare a Firenze perché l’ordinata autoritratto 1917compattezza delle sue strade, insieme alla robustezza strutturale mi dava sicurezza, permettendomi un tranquillo muovermi nella città, e l’importanza della sua storia, quella certezza che solo una famiglia solida e antica può trasmettere. In seguito, seguire questo pensiero ha fatto sì che potessi mettere in relazione la mia reazione emotiva e il rapporto con la struttura urbanistica di Firenze (degli anni ‘80), con il percorso che feci per arrivare a superare il blocco del foglio bianco.

donna sdraiata con calze verdi 1917

Fogli e fogli segnati da graffi di matite grigie, poi colorate, punte di rosso magenta, qualche goccia d’acqua a calmare la tensione, acquerello; punte sempre più sottili, micromine, e il corpo del modello riportato in infinite scalfitture e segni di carbone per gravare.

Sitting-feminine-actPensavo a Egon Schiele, al dolore estremo delle sue carni, infinitamente vive, e all’energia dei suoi lavori. In quel periodo  arrivò in via Ricasoli, visitai la mostra e ne rimasi colpita, stregata, sentivo il vibrare dei suoi segni toccare i miei nervi… segni nervosi, decisi; questi corpi si paravano davanti a me decisi, “Guardaci! Vedi come continuiamo a essere vivi anche dopo di lui, noi?” Tornai a casa e dopo, dopo, cominciò a percorrermi l’idea che anche dentro di me ci fossero figure/segni da far emergere. Forse quell’irrequietezza e disagio si sarebbero calmati, dopo. Dovevo capire come e cosa fare. Mi sentivo inabile. Sarei stata capace?! Io, confusa continuavo a cercare l’ordine. Una sfida tra la mia mano e la mia testa. L’ordine a tutti costi, un mio ordine, perché anche un intreccio di linee seguiva una disposizione precisa, in un percorso in cui dovevo capire e definire la figura rendendola mia. Segnavo il foglio per riuscire a impossessarmi della mia mano, per controllarla meglio e portarla a restituire ciò che i miei occhi vedevano, passando per l’anima. Solo dopo avrei potuto capire cosa fare su una tela bianca.tumblr_l9msfbaYbU1qc7qwfo1_500

Al primo esame di pittura il professore mi permise di presentare degli elaborati fotografici. Non riuscivo a mettere nulla sulla tela, neanche a creare delle campiture minime di colore su fogli di carta, solo disegni, segni, disegni e segni, linee che si definivano da lontano in un solo elemento ma che contenevano un universo. Solitari e silenziosi esercizi d’anatomia per molti, per me studi d’intimità. Quelle linee erano il percorre del tempo, in una ricerca di crescita e acquisizione di sicurezza, come tante parole compongono un testo, un diario.

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Egon Schiele -Tulln, 12 giugno 1890 – Vienna, 31 ottobre 1918

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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48 risposte a Esercizio di linee per trovare il mio segno

  1. gelsobianco ha detto:

    “Solo dopo avrei potuto capire cosa fare su una tela bianca”
    “Solitari e silenziosi esercizi d’anatomia per molti, per me studi d’intimità.”
    Splendido post, cara!
    Sono stata veramente colpita da ciò che ho letto.
    Per ora lasciami dire solo questo.
    Poi torno…
    E’ bello entrare in un blog come il tuo.
    Grazie.
    Ti abbraccio
    gb
    Buon fine settimana!

  2. alegbr ha detto:

    con grande misura hai dipinto una bella pagina interiore.

    A

  3. Insenseofyou ha detto:

    Affascinante corrispondenza tra parole e segni grafici … se può esistere un’equilibrata passione, tu la hai espressa molto bene. Buon sabato.
    I

  4. tramedipensieri ha detto:

    Trovare un proprio segno, un’identità personale che non sia copia o ricalco…è molto difficile. E torniamo alla conoscenza di sè stessi e alla ricerca per poter esternare il nostro essere. Tu hai scelto di farlo attraverso il disegno, con delle linee, tratteggi e punti, macchie…in un gioco intimo con te stessa.
    Bellissimo post…

    buona giornata
    .marta

    • germogliare ha detto:

      Marta, io ho deciso di farlo con la vita, in genere, qui è con il segno che forma un disegno e dentro ci sono macchie, punti e linee. In altri percorsi racconto di altre azioni. Ognuno di noi si deve solo fermare a riflettere e cercare, per vedere dove può condurre la scoperta per il proprio “segno”.

  5. stileminimo ha detto:

    E’ meraviglioso leggerlo così. No?

  6. penna bianca ha detto:

    A volte trovare la propria strada, la propria line è faticosissimo. Non credo sia solo questione di equilibrio. A volte passa per il caos. Bel post (ma vivi ancora a Firenze? )

    • germogliare ha detto:

      Infatti. Ma, tant’è che c’è chi non sa fare altro nella vita che cercare la verità e la pace, e queste passano per il caos, certo. Vuoi mettere, però, la soddisfazione del superamento? Arrivare alla conoscenza della pienezza del colore puro?
      (no, ho cambiato tante città. Sono in Abruzzo)

  7. Moralia in lob ha detto:

    Impressioni molto interessanti… Amo molto chi cerca di trovare un suo timbro espressivo, una linea personale per discernere cosa può essere detto e cosa invece può essere riportato.
    Un saluto

    • germogliare ha detto:

      Grazie!… siamo lo specchio della nostra conoscenza-esperienza e ci riveliamo all’esterno con qualsiasi azione o dimostrazione visiva. A noi si avvicina chi ci riconosce o si riconosce in noi.
      Buonecose

  8. Pannonica ha detto:

    Che belle cose che hai scritto.. Ci vuole sensibilità e desiderio di conoscere se stessi per intraprendere certe “ricerche”.
    Ho la sensazione che chi cerca sia destinato a non fermarsi mai perché, alla fine, il bisogno di provare e di mettersi alla prova diventa una costante (con delle belle e anche meritate pause, ogni tanto 😉 ). E’ così anche per te?

  9. gelsobianco ha detto:

    Resto incantata dalle immagini che hai postato!
    Incantata!
    Il tuo post è veramente qualcosa da assaporare, prima, nella sua totalità, poi, nei suoi tanti particolari che si scoprono poco per volta!

    Un abbraccio
    gb
    Il tuo è un blog che “segna”, germogliare!
    Sono sempre estremamente sincera!
    Si può cogliere la mia totale sincerità in ogni commento che lascio nel web…
    Non ha importanza se, talvolta, incontro blogger che non stimolano per nulla o che non accettano un vero contradditorio… forse per loro modo di essere o per mancanza di qualcosa…
    Lì, mi rendo conto che è molto complesso lasciare qualcosa di valido… anche se, poi, in definitiva, anche lì, sono sempre me stessa!

    Da te, con enorme modestia mi avvicino, tento di farlo, a tutto ciò che tu comunichi.
    Grazie sempre, cara!

    • germogliare ha detto:

      Divento rossa e ti ringrazio. Sai, in questo posto ci metto dentro quello che sento al momento di dover buttare nel mare dell’etere, sperando possa essere raccolto da qualcuno, per condivisione. E nel sapere che almeno una persona ha preso, si nasconde il mio piacere.

      • gelsobianco ha detto:

        e tu, forse, non puoi immaginare quanto le tue parole mi diano vivo piacere…
        condividere… ecco… condividere!

        grazie per la splendida immagine!
        la tengo in me con tutte le emozioni che mi suscita.

        un sorriso, cara
        gb

  10. Egle1967 ha detto:

    L’arte appartiene all’eternità ed io sono ancora non paga di guardare le opere di Schiele.. Si che e’ stato da poco scoperto il suo primo autoritratto datato 1907″? Cosi diverso dai suoi successivi che non mi stupisce che ci siano voluti anni per accreditarlo .
    La prima cosa che ho disegnato , dopo molte copiature , e’ stata una cascina, con il molino senza steccati, dove tutto poteva entrare, non c’erano porte , solo archi e finestre aperte…e c’era un disordine rassicurante….
    Hai espresso molto bene il senso della ricerca di ciò che si vuol dire, di cio’ che si vuole esprimere.
    Un abbraccio!

    • germogliare ha detto:

      Schiele, quanto è moderno? contemporaneo? nella sua breve vita è riuscito a fare un percorso in cui ha anticipato la sua maturità artistica.
      Vogliamo esaminare i tuoi disegni? 😉 Anche io ho avuto un periodo dedicato alla muratura, case, che sembravano pugnali…c’era sempre un albero però.
      Oh!… la lettura di un percorso, a volte, è più semplice di quello che si creda.
      Abbracci stretti

  11. Guido Fabrizi ha detto:

    Che splendido percorso…Guido

  12. Elena ha detto:

    Vorrei tanto saper disegnare, mi basterebbe un minimo….ma son proprio negata! Complimenti a te!

  13. il barman del club ha detto:

    Schiele è senza dubbio uno dei grandi artisti dell’espressività moderna, con quelle carni che si contorcono su stesse come dei granchi sgusciati dalla loro corazza. Io anni fa lo vidi proprio nella sua Vienna in un’antologica fatta molto bene, e ne rimasi contagiato a tal punto che ho inseguito ogni sua riproposizione. E’ incredibile come una breve vita possa darti così tanto… complimenti per il tuo percorso perché anche il più piccolo segno possiede una grande anima !

    • germogliare ha detto:

      Questo del segno che incide il tempo anche con una breve vita, dovrebbe tornarci in mente ogni volta che vediamo sprecare anni e anni di una lunga esistenza, magari con infiniti scarabocchi… grazie! credo che in ogni cosa che facciamo lasciamo un po’ della nostra anima (…se ne abbiamo). Saluti!

  14. macchiedicielo ha detto:

    Bellissimo post!!!… Anche io studio all’accademia di belle arti, e capisco la tua difficoltà nel cercare il tuo segno!
    Buon lavoro e buon fortuna!!

    Alessandra.

    • germogliare ha detto:

      Macchiedicielo, mi sa di finestre aperte sull’universo. L’ Accademia, per me sono passati alcuni anni. Ora che l’irrequietezza del misurarsi, ha lasciato il posto al piacere dello sperimentare, è facile raccontarsi. Grazie di cuore.
      Auguro io a te tanta fortuna!

  15. parolesenzasuono ha detto:

    è sempre bello leggere i percorsi tortuosi di Anima, per emergere—

  16. ilpescedierwin ha detto:

    Hola! Il tuo blog mi pare proprio interessante! Ti seguo 😉

  17. lillopercaso ha detto:

    Schiele è il segno dei segni! L’avevo vista anche io quella mostra a Firenze. Tu eri quella morettina magra… quasi corrucciata dalla concentrazione…

    Ho letto questo post con il cuore, ci devo tornare su col cervello. A presto, cara.

  18. lillopercaso ha detto:

    Eccomi di nuovo. Da questo tuo scritto emerge il significato del tuo essere ‘Germogliare’; leggo che anche i tuoi ospiti sono indotti a cercare, o continuare a cercare, il loro segno e il loro germogliare; e anche io, che lo vedo avvizzito. Per farlo, so che dovrei rinunciare al pc per un po’ di tempo. Ultimamente, sono i fatti e le persone tangibili che mi mancano assai. Che però, molto spesso, sento meno ‘vere’ di voi, amici immaginati.

  19. lillopercaso ha detto:

    La canzone è proprio bella. Conoscevo il testo per averlo letto (o forse sentito recitare?) da qualche parte… forse su qualche blog, ma non il tuo, non ti conoscevo.

    Ps: amiche mie, non ‘immaginarie’ ma ‘immaginate’ , m’impegno per guarire ed esser pronta a primavera.

  20. melogrande ha detto:

    E’ bellissimo questo percorso di autoconsapevolezza che descrivi passo passo, lo sforzo di “disciplina”, la lotta per dare forma (“ordine”, dici tu) al tumulto interiore.
    Una lotta che si traspare bene nel segno forte, quasi violento di Schiele.
    Ma credo che tutta l’ arte nasca in questo modo.

    • germogliare ha detto:

      Per arrivare all’armonia bisogna passare per il caos (senza disperde l’energia).
      In Schiele i corpi sembrano che si siano appena fermati nella posa, come se pochi secondi prima dell’osservazione si muovessero ancora, i muscoli contratti dall’azione.
      L’arte che comunica e che resta, “deve” obbligatoriamente passare per questo percorso di conoscenza interiore e di ricerca, deve avere una storia su cui poggiare le basi, materiale per edificarsi e stabilità per restare.

  21. Nicola Losito ha detto:

    Non so se hai già superato il tuo blocco creativo riguardo al disegno, di certo hai aperto anche un’altra strada: la scrittura. Hai tracciato con le parole uno splendido ritratto di te stessa, delle tue paure e delle tue consapevolezze. Davvero complimenti.
    Nicola

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