6 aprile 2013. L ‘Aquila-Roma per non dimenticare

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La Vergine Annunciata. La Vergine Addolorata. Delicate, minute. Le immaginavo molto più grandi; il colore della pelle quasi identico al pallore di Donatella. Quasi  sue sorelle potrei dire. Così, il disegno dei capelli raccolti e scuri a incorniciare il viso, e, anche, qui, la somiglianza. Infatti, lei era scura, una volta, e aveva i capelli lunghi; gli occhi fissi, lo sguardo che sa guardare dentro l’animo altrui. Sa d’intensità di pensieri, di cose viste, riviste e accadimenti come pesi sulle spalle. Si  ha l’impressione che dentro quell’apparente strato di legno ci sia un’anima vibrante di vita, triste, assorta, quasi sconfortata. Perché quando si seppelliscono tanti morti, i tuoi, quando si è sperimentato il crollo delle  mura di protezione, non c’è molto da auspicare riguardo la consolazione. Si sentono le macerie sfiorare il corpo, impolverare la superficie. Si è  salvi per miracolo, qualcuno ci ha protetto bene, con strati e strati di cura, il destino ci ha messo tra gli eletti per tramandare la storia che non va dimenticata. Ed eccoti a dimora. Al chiuso di una casa sicura, inviolata. “Eccovi” a dimora, perché siete due, Il Dolore e La Speranza; l’una conforta l’altra, e ancora il caso ha voluto che foste entrambe a sopravvivere al terremoto. Che non accada si debba perdere la Speranza e mai dimenticarsi del Dolore. Le visualizzo ancora, e ho dinanzi a me quelle mani, scorticate dal tempo o da un annaspare verso la superficie che dà la vita; un dito è rotto, e Il Dolore paga pegno per chi si è salvato da quel terribile evento e da quel ricordo prolungato, impossibile da migliorare.

25 ottobre 2010. L’incanto dell’attimo della vestizione si è amalgamato alla magia del tempo meteo. Il caso, non ho mai creduto alla casualità ripetutasi due volte. Donatella mi chiama appena dopo la performance, è emozionata, mi riferisce ogni dettaglio in modo concitato. Mi racconta di quella chiesa considerata casa, che aveva governato per generazioni intere ogni evento della sua famiglia ora lì, sventrata, snaturalizzata. Mi descrive, minuziosamente, gli sguardi e i gesti degli operai, smarriti di fronte ai suoi movimenti; e quel cielo greve, a piovere lacrime fredde, a convogliare in quel cratere nuovo, dentro quella chiesa antica. Racconta del suo sgomento, nuovo, di vedere le sue Vergini bagnarsi e le vesti impaludare. Mentre. Invece. In un attimo. Le nuvole si aprono, lasciano la luce emergere e il cielo celeste, limpido a regnare. Tutti che si guardano, la condivisione, l’azione di comunione si realizza e Dolor et Spes è storia.

Donatella Giagnacovo, Dolor et Spes, Chiesa Santa Maria Paganica L’Aquila. NuovaMetaStudio Roma, 6 aprile 2013

Come sapete solo lontana e non potrò esserci, ma vi consiglio sinceramente di andare.

 

nuovometastudio via dei cluniacensi 107 Roma.

dal 6 Aprile al 10 Aprile 2013

INAUGURAZIONE MOSTRA

SABATO 6 APRILE 2013 ORE 12

DOLOR ET SPES

DONATELLA  GIAGNACOVO

riscontri:

luca cococcetta daniela colagrande fabrizio colagrande paolo di pietro sergio maritato

riscontri a voce alta di:

christian caliandro cecilia casorati umberto palestini adina pugliese gianluigi simone

a cura di sabrina vedovotto

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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11 risposte a 6 aprile 2013. L ‘Aquila-Roma per non dimenticare

  1. lapodelapis ha detto:

    torna. noi si aspetta.

  2. stileminimo ha detto:

    mi piacerebbe…. e odio i condizionali quando si tratta di partire. Ma così è…

    e sì, noi si aspetta…

    • germogliare ha detto:

      quando mi sono decisa a partire è stato proprio per un condizionale. Io: …mi piacerebbe. L’altro: tu non ne sei capace! hiiiiii. Io: tu dici? domani faccio il biglietto…e fu così che… ritorno e voglio una festa… 🙂

  3. Egle1967 ha detto:

    Sono troppo lontana, ACC…lontana da te, da Roma ma vicina con il cuore!
    Grazie a. Ti scrivo presto…

    • germogliare ha detto:

      Egle…Uffa uffa uffa… oggi ancora sotto zero e neve del nord, urge sole, e mo mi passa!
      Attendo, eh dajeee. Baci
      ps
      “caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’, da quando sei partito c’è una grossa novità…” continua…
      pss
      … ma più vicina a me o a Roma? 🙂

  4. AlexG ha detto:

    ti vengo a trovare in estate, ho bisogno di fare un giro tra quelle macerie.

    • germogliare ha detto:

      mhhh, sarà! se vuoi. Io faccio fatica a tornarci. So che è scontato dirlo, ma la realtà è altra cosa rispetto a ciò che viene trasmesso all’esterno. Nel frattempo… buona coltivazione!

  5. gelsobianco ha detto:

    Se riesco… il 6 aprile (quante coincidenze!)…

    Non credo neppure io alla casualità che si ripete per due volte
    Si resta sbigottiti, frastornati!
    Si cerca un perchè, ma…
    Dolor et Spes

    E’ facile condividere ciò che tu comunichi così visceralmente, cara A!
    Immagino che, per te, sia un dolore tornare lì.
    Chissà, forse, potremmo dividere l’emozione.

    Ti abbraccio
    A

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