Manhattan, un attacco di panico, un cavaliere web conference e i girasoli

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21 maggio, 6:11 PM

Portami il girasole ch’io lo trapianti

nel mio terreno bruciato dal salino,

e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti

del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,

si esauriscono i corpi in un fluire

di tinte: queste in musiche. Svanire

è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce

dove sorgono bionde trasparenze

e vapora la vita quale essenza;

portami il girasole impazzito di luce.

Io: Chi è?

G.G.: Montale. Tacciano tutti gli altri!

Io: Sono in un letto di Manhattan e vedo gli alberi dalla finestra, c’è un sole incredibile e…

G.G.: Non si può vivere con il pensiero che quando dormiamo non onoriamo la vita. Noi giriamo con la terra. Siamo un tutt’uno.

Io: Un bacio con schiocco!

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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17 risposte a Manhattan, un attacco di panico, un cavaliere web conference e i girasoli

  1. mitedora ha detto:

    ecco! la vita con la sua coda in ombra_luce. come i girasoli, sì? germogli bene, tu!!

  2. AlexG ha detto:

    a Manhattan non riuscii a dormire che poche mezz’ore a notte, saremo pure tutt’uno 🙂 , eppure gli occhi sgranati rifiutavano di spegnersi.

  3. rodixidor ha detto:

    perchè 21 giugno?
    ci credi se sabato andrò alla presentazione di un libro dal titolo: “Svanire” ?
    bello saperti a Manhattan … ma ci sei?

  4. bakanek0 ha detto:

    Hello, international woman! Fotografie bellissime e soleggiate, girasole e terra che gira (e noi con lei), e tu, giramondo…un bacio con lo schiocco a te 🙂

  5. odinokmouse ha detto:

    Ricordarsi che siamo la muffa di un pianeta inconcepibilmente antico, appendici d’acqua e sale che possono staccarsi dal suo corpo solo per il tempo di salto, porta a voltarsi agli altri come girasoli e che voltarsi e il portarsi si confondono. La pelle non abita il corpo; c’è una differenza sostanziale tra brulicare sulla Terra pensandola la nostra casa e farlo sapendo che siamo noi, che il legame è troppo intimo e indissolubile da considerarsi entità distinte. Bella la sintesi di questo ricordo anche nel titolo. Il porgermi da Manhattan il dono di un tuo post.

  6. gelsobianco ha detto:

    Un bacio con lo schiocco, cara A!
    So che non vuoi tornare!
    Girare… Girare…
    Torno a leggerti e a guardare le fotografie… con più calma!
    Smack
    A

  7. BlogPeloso ha detto:

    che meraviglia TUTTO 🙂

  8. fabrizio ceciliani ha detto:

    belli gli scatti e testi interessanti

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