La componente maschile che mi completa

Londra_L'Aquila_adinapugliese

Il padre

Dedicarmi all’arte è sempre stata una passione e una necessita fisica, in seguito, anche il desiderio di essere madre ha avuto un ruolo fondamentale nella mia vita, e dopo, i miei figli si sono ricavati  un posto primario, assoluto.  Le figure maschili, però, hanno continuato ad esistere quale elemento vitale che permette di alimentare l’energia, in una zona del mio essere, in un punto preciso in cui convergono tutti i punti sensibili; capace di mutare con una forza incredibile, solo in un istante, i pensieri e le emozioni.

Gli uomini o&e l’amore?! …ho sempre fatto molta confusione.

Il primo amore delle bambine è rappresentato dal padre e sicuramente io ho amato tanto il mio. Di quell’amore profondo e unico, non corrisposto, di negata correlazione, doloroso, in cui passi tutta la tua adolescenza e gran parte della maturità a chiedere attenzioni che ti sono negate.  Cosa c’è che non hai fatto bene? E quale meccanismo devi instaurare al fine di essere amata da lui? Quanto devi diventare brava perché tu possa vedere, nelle sue espressioni, l’orgoglio nei tuoi confronti? Trascorri più tempo a ragionare ai modi di attuazione dei comportamenti e dei pensieri per quell’amore da formare, che a vivere le poche scorie che ne emergono. Ma essere accettata dal suo amore è fondamentale per la tua crescita di donna. Decidi quindi di attuare un piano strategico, per sopravvivere a quel fatto, in quella storia, puoi solo immaginare lui e lo spazio di movimento intorno a voi, altro, nuovo, di amarlo con gli occhi bendati.  Costruisci una storia e un personaggio e li fai vivere. Protagonisti. Solo voi due. Familiari, fidanzati, amici, sono comparse. Soli. Comparse, spesso mute.  Per un po’ funziona. In certi giorni funziona. Così tu riesci a vedere ciò che vuoi. Nei suoi occhi ci sono i tuoi, nel suo viso c’è il tuo. Spesso ti senti ripetere che: “Siete proprio uguali! Somigli a tuo padre e a tua nonna, come una goccia d’acqua. Non sembri figlia di tua madre, ma di tuo padre e tua nonna”. Queste affermazioni rafforzano la tua storia immaginaria. Ti fanno felice, è sempre stato un bell’uomo, fisicamente. E. Ti chiedi se l’avranno mai detto anche a lui, della somiglianza. Nulla. Fantastichi su un passato, un presente e un futuro inesistenti. Nessuna relazione con i fatti quotidiani. Se fosse morto e di lui ti restasse solo una tomba cui far visita, effettivamente ti saresti potuta illudere che qualcuna delle tue idee fantastiche potesse essere vera. Mentre. Dei momenti ti sei trovata a imbattere nella realtà, a sbatterci fortemente la testa, svegliandoti dal torpore, non te ne saresti neanche mai accorta, abituata com’eri a quei ritmi di sopravvivenza emotiva, se non per dei sostanziali particolari, sottili particolari. L’acidità del sudore che ti bagna le labbra, quando ti fermi dopo una lunga ricerca affannosa, un inseguimento spasmodico. Il calore di quel liquido che scorre lungo le tue gambe, lasciando un senso di libertà in basso al tuo ventre, dalla vescica, e il rossore delle guance che immediatamente infuocano il tuo viso, in un’espressione di disagio. Ferma, davanti al portone che non si apre e il cuore a tremila perché sai che sarai rimproverata. O. La cartolina degli amici tra le mani, trema, il postino ha sbagliato a darla a lui, ora la pagherai per quei saluti maschili. O. Quei marchi, quelle lacerazioni, strappi sulla tua pelle da cui fuoriesce violentemente del sangue. Non sempre sono visibili agli altri, ma tu sai e vedi che ci mettono sempre più tempo a rimarginarsi, fanno male! Eppure aspetti ancora un suo beneplacito! Sciocca! Dido’s Lament “When I am laid in earth”.

Chiedere e pretendere di essere amata per quello che si è, lo urli, con la voce rantolante, afona. Del personaggio costruito si è orgogliosi. Lui è forte, robusto, invincibile, intelligente. Il personaggio della realtà ci fa paura, lui urla con fermezza, ha le mani pesanti come macigni, è volgare, ignorante. Vergognandoci della nostra condizione, per proteggere anche il rapporto con il nostro mondo esterno, ci inventiamo una storia diversa, così teniamo gli altri fuori.

E la bambina cresce con questa impressione di amore; l’amore così costruito nella nostra mente, che è in grado di vivere una realtà differente (e diventerai sempre più brava, insegnando ad altri, con maestria, come si vive su diversi mondi). Se non trovassi una via di scampo che ti riconducesse ogni tanto alla realtà, sarebbe la pazzia, quella vera! Lo studio della storia dell’arte è cosa reale, ci sono date, nomi, testimonianze e beni tangibili, esiste un mercato dell’arte; può essere l’ancora adatta a te, cui aggrapparsi per trattenersi tra reale e immaginario, la giusta dimensione. Follia fatta economia, lavoro fatto piacere…non potevi fare scelta migliore. Complimenti!!! Con la sua grinta signorina li stenderà tutti! Lei diventerà qualcuno. Altro che parrucchiera o archeologa.

“When I am laid in earth” – by Henry Purcell – interpreted by Food of Love

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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55 risposte a La componente maschile che mi completa

  1. penna bianca ha detto:

    E’ dura guardare in faccia alla realtà e chiamare le cose con il loro nome ma mi sembra tu sia riuscita a farlo. brava Non è facile tirare fuori tutto questo. cao

  2. Elena ha detto:

    Mi è piaciuto tantissimo!!

  3. rodixidor ha detto:

    Mi piace il tuo coraggio

  4. bakanek0 ha detto:

    Hai scelto un accompagnamento musicale tragico, di figura femminile che ama, tanto da morirne…
    mi ha stretto il cuore…
    anche le tue parole, belle perché vere. Non tragiche, no, ma piene di cicatrici che sono memento e insegnamento. Ecco, questo ci ho letto…baci, anima di viaggiatrice!

  5. Nicola Losito ha detto:

    Un post importante, che fa riflettere sul comportamento degli esseri umani. Io sono padre di tre figli ormai grandi che spesso mi mettono in discussione. Ci amiamo molto, e per questo accetto le loro critiche. Di sicuro ho molto sbagliato nelle mie valutazioni e nel mio ruolo di genitore. Purtroppo dei propri errori ci si accorge quando è troppo tardi per recuperare.
    Nicola

    • germogliare ha detto:

      Nicola, ogni tanto bisogna cambiare vestito e allora ci si deve spogliare prima.
      Mettersi in discussione non è cosa facile per tutti, qualsiasi sia il ruolo, ma è di sicuro l’unico modo perché un rapporto diventi di amore eterno. il resto di eterno può solo contenere l’amarezza.
      Se ci si vuole accorgere che è troppo tardi. Ci sono dei valori che sono individuali.
      Grazie.
      Buonecose

  6. AlexG ha detto:

    vai dritta, così si fa, lo scoperchiamento delle “tombe” è l’attività più sana che uomo possa concepire nell’universo 🙂

  7. iraida2 ha detto:

    La foto è bella ed allusiva.
    Quanto al tuo vissuto: credo che sia una fortuna per noi che la mente umana, quando ce n’è bisogno, sappia mettere in moto meccanismi di autodifesa che ci consentono di sopravvivere anche alle esperienze più dure.
    Un grande abbraccio!!

    • germogliare ha detto:

      c’è chi pensa di essere immortale o invincibile e chi ruba il tempo per poterlo regalare ad altri. Ti abbraccio.
      “Sempre c’è un domani
      e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene,
      ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che rimane,
      mi piacerebbe dirti quanto ti amo,
      che mai ti dimenticherò.

      Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio.

      Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami.

      Perciò non aspettare oltre, fallo oggi,
      perché se il domani non arrivasse
      sicuramente compiangeresti il giorno che
      non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio
      e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.” G. G. Marquez

  8. parolesenzasuono ha detto:

    ” Troppo corpo, e lo spirito muore; troppo spirito, e il corpo muore. ”

    Carl Gustav Jung

  9. bettyboohhh ha detto:

    Conosco quello che descrivi per esperienza personale! Io ho una madre così.
    E’ dura ma si riesce anche ad uscirne bene!
    Bellissime le immagini.
    Un saluto

  10. ludmillarte ha detto:

    credimi, adoro mio padre, l’ho sempre amato e te lo scrivo mentre le lacrime scendono perché in ciò che tu hai scritto c’è comunque il desiderio infantile (indistintamente di tutti) di essere accettati, di piacere, di essere amati anche se si sbaglia, di non essere sgridati in modo che ci sembra ancora più brusco perché lo fa la persona per la quale stravediamo, della quale ci siamo innamorate e che non ci dona (magari solo per percezione nostra) le attenzioni che vorremmo. Lo ha fatto solo a modo suo. La sofferenza è tanta. Immaginare fa spesso bene. Fare i genitori credo sia l’esperienza più difficile e viva che possa capitare. bellissimo post 🙂

    • germogliare ha detto:

      Fare i genitori, è con questo impegno che tante responsabilità si vanno a collocare nel loro posto. E più i figli crescono e maggiore è il confronto, dove sono le differenze da colmare tra noi e loro. E non importa quasi più, di come ci si è arrivati a diventar sani e lucidi, passando per il tormento e la malinconia. Ma, quello di essere genitori come medicina non è la sola, esclusiva formula, invece, la disposizione a diventare altro, migliore, da ciò che si è vissuto fa la differenza, in serenità. Bella tu 🙂

  11. egle spano' ha detto:

    Anch’io credo che non avresti potuto fare scelta migliore, ma so anche che qualunque scelta tu faccia , la creatività non ti abbandonerà mai e sapersi reinventare non è da tutti..significa vedere, osservare e ricominciare da capo, oltre, non necessariamente altrove.
    Anche se l’altrove puo’ contenere un oltre più indossabile.
    Baci stretti

    • germogliare ha detto:

      Hai la sfera di cristallo? dimmi che vedi? E che, ho capito con il tempo, non c’è verso a voler cambiare, se si è impastati di vento e illusioni. L’oltre va sempre oltre, passi un confine e ne identifichi un altro ancora. Allora è meglio lasciarsi andare, inseguendo la pace, dovunque sia. Con abiti nuovi? Ma io sai che so’ testarda. Baci giganti

  12. Pannonica ha detto:

    “Tu sei, in fondo, un uomo benigno e mansueto […] ma non tutti i bambini hanno la perseveranza e l’intrepidezza di cercare la bontà finché la trovano”. (Kafka, Lettera al padre p. 6; 1988)

    ti abbraccio..

    • germogliare ha detto:

      “Se io voglio liberarmi dal particolare infelice rapporto che mi unisce a Te, devo fare qualcosa che non abbia con Te la minima relazione (…)”. Kafka, lettera al padre, p 52; 1985

      ti abbraccio…

  13. biobioncino ha detto:

    domani ti rileggo , sono troppo stanco questa sera, facio il secondo turno fino alle 22 e sono cotto , e questo tuo pensiero va letto con calma .. kiss :lol:)

  14. ancorase ha detto:

    Complimenti signorina! Con tutta quella grinta provi a risollevare gli altri più che a stenderli.

  15. massimolegnani ha detto:

    c’è un po’ di Edipo e un po’ dell’amico immaginario di infantile memoria in questo tuo anelare/reclamare negli anni l’affetto paterno.
    Dovessi dare io un titolo a questo brano lo chiamerei “l’assimilazione del padre”, leggendo ho la percezione di una fame (d’amore) che parte da molto lontano, tu fagociti, introietti, manipoli e assimili la figura paterna in un percorso molto sofferto. Naturalmente non conosco il contesto oggettivo, ma l’oggettività qui ha poca importanza, tuo padre può essere stato il migliore dei padri ma quel che conta è l’inadeguatezza d’affetti con cui tu hai vissuto il rapporto con lui.
    è un brano profondo, che la scrittura a tratti confusa contribuisce a rendere accorato.
    ml

    • germogliare ha detto:

      cosa sia. Negli anni mi sono posta un’infinità di domande, le risposte non le ho ancora trovate. Ma non m’importa, il fatto stesso di continuare ad avere lo stimolo verso la ricerca, nonostante tutto, permette al mio ego di sentirsi fiero. I tratti confusi nascondono dei tagli, quelli fatti per gravare meno la storia.

  16. mitedora ha detto:

    il modello d’AMORE esiste per poi essere DISTRUTTO. per ritagliarlo e smussarlo nella realtà. saremo pronti ad amare, quando, troveremo un’orma calda, una sensibile corrispondenza. lontani ( metaforicamente ) dal padre e dalla madre. vicine unicamente a ciò che siamo diventate. slegate dai modelli, pronte alla libera scelta. ti abbraccio. dora

    • germogliare ha detto:

      tu, che l’amore conosci e ne parli con sapiente maestria, sai bene che costa sacrificio e dolore, modellarlo per poterlo adattare alla nostra forma. che poi, qual’è la nostra forma, se siamo in continua evoluzione, per crescita ma anche perché le intemperie della vita modificano di continuo la nostra creta. mi abbraccio a te

  17. ventisqueras ha detto:

    la vita a muso duro
    grazie

  18. ioviracconto ha detto:

    I pochi ricordi che ho di mio padre, morto quando avevo 5 anni, oscillano fra il sogno e la realtà fantastica.
    Darei quel che mi resta da vivere per rivederlo, almeno una volta……

    • germogliare ha detto:

      Quando si riesce a imprimere il proprio essere vitale, in ciò che ci circonda, accade che chi ci si sopravvive può continuare a dialogare con noi e amarci anche quando saremo polvere.
      E’ un prezzo grande quello che sei disposto a dare, lui ti direbbe cosi…
      Un saluto.

  19. il barman del club ha detto:

    le rispettive metà che abbiamo dentro si completeranno sempre e soltanto in noi: maschio/femmina, uomo/donna, per inseguire e inseguirci dentro al mistero del completamento. Ognuno di noi felice della sua origine ma al tempo stesso sempre in frenetica curiosità per ricercare l’altro opposto al suo. A volte si entra in un fiume in piena, altre volte si rimane sulle alture a contemplare il fiume che scorre sotto di noi: come un sogno, come una splendida realtà…

    • germogliare ha detto:

      « Sono cieco e ignorante, ma intuisco
      che sono molte le strade » J. J. Borges
      maschio/femmina, uomo/donna + fiume in piena = completamento. E mi stupisco sempre, e sono felice quando i commenti completano il mio pensiero. grazie

  20. falconieredelbosco ha detto:

    dopo aver letto e ascoltato la tua musica ti lascio questa canzone che ascolto quando brucia la mia ferita di padre http://youtu.be/vnGp_M_iOA4

    • germogliare ha detto:

      eppure faccio fatica a credere che tu abbia problemi come padre. quando si è capaci di guardarsi dentro, i granelli di polvere negli occhi si tolgono da soli. Stammibene e trova un po’ di tempo per farti vedere in giro più spesso. Ti abbraccio

  21. ilboscosospeso ha detto:

    “impressione di amore” ed è tutto lì.

  22. odinokmouse ha detto:

    Dover ricorrere spesso a inventarsi storie su di noi e gli altri, ma anche solo su di noi, per eludere verità tanto ingiuste da essere inaccettabili, trovo sia una delle cose più tristi che tocca nella vita. Spenderla amando nell’illusione di essere amati e scoprire che era un amore più o meno finto, credo sia un tipo di incidente che fa tante vittime.

    • germogliare ha detto:

      E allora basta reinventarsi ancora, ulteriormente, e magari aprire un blog e scrivere scrivere scrivere, così da rendere utile quell’intreccio di vite vissute, facendole storie concrete, nerosubianco magariconfoto. Stammibene!

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