Uomini che odiano le donne. Di meditati abissi e tradimenti

Abbiamo immaginato una storia a due voci, due donne che narrano, ognuna con i propri ricordi dolenti, l’esperienza con l’uomo menzogna, l’uomo criminale, manipolatore.  Sabotatore della femminilità più pura. Che, da bestia carnivora, agisce nascosto dietro la maschera di vittima, nella sua totale mediocrità.  In sorellanza, la storia resta aperta a chiunque voglia aggiungere un capitolo! Bakaneko & Germogliare.

Benoit Courti

Benoit Courti

G.- Lui: “Lancio i dadi per vedere a chi tocca. Ho molto successo con le donne dedite all’arte visiva e della vita, soprattutto se in crisi esistenziale. Vado in scena con la mia solita faccia di bronzo.”

B.- Lui: “Non ho volto, solo tratti sfuocati che sono ricordo di uomo. La mia anima nera sceglie per me: i dadi, come tutto, sono solo fumo negli occhi”.

Bruce Weber

Bruce Weber

G .- Il tatto delle tue mani, sento affondare le unghie nella carne. Come colla il tuo sudore si appiccica a me, e non riesco a staccarmi, mentre la musica delle tue corde mi blocca alla trasparenza delle idee, che dicono corri via, ma non riesco.

B.- Ti vedo, e già so che non voglio. Sorridi, ma sono i tuoi occhi a parlare per te. Gridano fame, e io sono il cibo del giorno, la tua razione di segreti e pelle con la quale ingozzarti. Mi suoni la nota del disappunto, e ti lascio rubare bocconi di me.

Constantine Gedal

Constantine Gedal

G.- Nooooo, i figli no, sono cosa sacra per una madre. Non c’è cattiveria maggiore che un uomo possa farle ed è usare il suo sperma per sporcarle l’utero o solo il nome del suo sangue.

B. – Come osi promettere figli? Credi sia modalità vincente per conquistar femmine? No, è il tuo modo per sottomettere.

Dusdin Condren

Dusdin Condren

G.- “Non si tratta di un’avventura come tante. E’ amore”, dicevi, e per convincermi segnasti il mio corpo con lividi, così che, per giorni ancora potessi portare il ricordo di te. Li fotografai. Tu, ora lo sai.

B.- Indispettito, no, furioso, pretendi eco ai tuoi “Ti amo”. Stringi con troppa forza le mie braccia incrociate. Mai te lo dirò!

Bruce Weber

Bruce Weber

G.- Quante immagini hai collezionato? Dillo, bastardo! Rubare gli sguardi dell’anima, con centinaia di obiettivi, di ogni focalità sono le tue lenti, e non t’importa se al sole sviluppano la fiamma, grande, di amianto è la tua pelle, la tua non si ustiona.

B.- Collezioni le nostre cicatrici, le nostre ferite ancora aperte, e imprimi nel tuo occhio spietato e mai sazio l’immagine che più ti masturba: il sangue che spilla, la lama che impugni.

Burcum Baygut

Burcum Baygut

G.- “Mai più”, dici. Ma dubito che possa succedere una cosa simile. Oppure, “Quando conta esserci non ci sono mai”.  Lo sai. E. Penso che la bestia che è dentro di te, sappia cosa sia la solitudine, quella che toglie il sonno e anche il respiro.

B.- E qui io ribatto: son solo parole! La bestia conosce soltanto la fame…

Manuel Vason

Manuel Vason

G. – “Abbiamo una battaglia da vincere”. Il caso è nostra alleata, è spesso fertile il terreno femminile e sa germogliare nella sorellanza, di questa vita e di passate. Dai, a passo sostenuto, spalle dritte e petto in su.

B. – Tutte uguali, tanto che, anch’io, fatico a riconoscere il mio corpo svuotato di me. Qualcuno sussurra: “Son qui, sono io!”. E ti riconosco, amica mia cara. Sei quella che ride. E rido con te. Andiamo!

Sergei Bizyaev

Sergei Bizyaev

G.-Lui: “E alla fine se n’è andata anche lei, lasciandomi tra le mani il mio trofeo, adesso, modello in posa per il suo segno, ma non ha pennelli in mano, questa volta”…

B.- … Ora sei un bersaglio immobile, paralizzato dalla verità. Un involucro privo d’umanità. Non resto a guardare chi ti finirà.

Carey Mulligan singing New York, New York in Shame, regia di Steve McQueen, 2011

Michael Fassbender: “Sono le azioni che contano, non le parole.”

continua…

Ringraziamenti. A tutti coloro che ci hanno permesso l’acquisizione copiosa di materiale. Anche senza saperlo. 1+1=3 o 4 o 5 o 6 o 200 e chi più ne ha più ne metta!

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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98 risposte a Uomini che odiano le donne. Di meditati abissi e tradimenti

  1. tilladurieux ha detto:

    Ma che brave queste signorine! Un bacio ad entrambe.

  2. penna bianca ha detto:

    Bisogna sempre parlare di queste cose perché non hanno tempo né redenzione. Brave

  3. tramedipensieri ha detto:

    Interessante dialogo….brave! Parlarne aiuta…
    Buon inizio settimana 🙂

  4. iraida2 ha detto:

    Bello spunto la “sorellanza”, bisognerebbe parlarne, anche se io credo che non sia mai esistita e non esista.
    Le donne solidarizzano poco tra loro. Il maschio, loro terreno di scontro, le pone ancora e sempre in una competizione senza quartiere.
    Per il resto un bell’esperimento, complimenti!

    • germogliare ha detto:

      E allora parliamone. Capisco il tuo pensiero, ma io la conosco bene la sorellanza, così come conosco la competizione femminile. La prima, però, è ciò che porto qui ad esempio, perché quando si ha a che fare con traditore seriale, non c’entra niente la voglia di accaparrarselo. C’entra la comunanza che guida a tornare a vivere, e solo chi ha vissuto la nostra stessa esperienza può capire e aiutarci. Questa è la sorellanza, la condivisione sincera di un dolore e la gioia attrattiva di vita. Non è certo un saluto distratto.
      Buonecose e felice di saperti qui

  5. bakanek0 ha detto:

    Grazie ancora per questo nuovo post a due teste, due cuori e quattro mani. Al contrario di iradia2, io credo che ci sia grande solidarietà tra donne. Ora ribloggo!

    • germogliare ha detto:

      Baka, non generalizziamo, altrimenti sembra che vogliamo mettere su una grande famiglia. Tutt’erba un fascio! naaaaa. La sorellanza non è per tutti, noi abbiamo studiato per questo traguardo. Alla prossima!

      • bakanek0 ha detto:

        No, la grande famiglia no! Tutte donne? Giammai! Fortunatamente, non tutti gli uomini odiano le donne, e io sono una donna che ama molto l’uomo (uno in particolare) 😀

  6. bakanek0 ha detto:

    L’ha ribloggato su La voce nascostae ha commentato:
    Germogliare mi ha invitata a scrivere con lei nel suo blog. Il risultato, è questo dialogo a due voci. Grazie, e viva la sorellanza!

    • germogliare ha detto:

      …e noi sappiamo che non sono tutti così, anzi, questo descritto nel post, tra testo e commenti, è una tipologia rara. Perchè invece se ne incontrano di meravigliosi 😉
      Mia Martini – Gli uomini non cambiano

  7. silevainvolo ha detto:

    Avete accordato bene lo strumento dell’immaginare parole di immagini, brave! la sorellanza c’è se siamo noi a dargli senso e carne

  8. Elena ha detto:

    Bel dialogo!!! Mi piace questo “accordo” Baci

  9. Nicola Losito ha detto:

    Sono un uomo vecchio e mi metto in ascolto…
    Nicola

  10. AlexG ha detto:

    solo una mia fisima, non è la sorellanza che salverà la razza dalla follia, solo la coscienza di avere ognuno un remo nelle mani.

    • germogliare ha detto:

      (…solo una, non di più!) la sorellanza è affetto, comprensione, è l’altro braccio che tiene il remo. punto! magari, quella che fa ridere quando piangiamo, spalancandoci la finestra quando manca l’ossigeno. per salvare la razza ci vuole un esercito di maghi.

    • bakanek0 ha detto:

      mi permetto: non si sta cercando di salvare la razza, stiamo solo raccontando una storia. La solleranza è sostegno, una reciproca carezza che tocca la medesima ferita…

  11. Pandora ha detto:

    bello, ma proprio bello questo dialogo “accordato”
    complimenti!

  12. ludmillarte ha detto:

    come mi piace questa ‘sorellanza’! e poi ‘New York New York’ cantata così (abituata alla versione dirompente)… e chi l’avrebbe mai detto! fantastica anche così. tutto è relativo: bisogna fare i fatti, indubbiamente, ma le parole sono importanti. a volte addirittura è meglio limitarsi alle parole senza passare ai fatti. in ogni caso il post contiene parole, significati, punti di vista importanti (oltre alle preziose immagini) forse anche al fine che certi fatti non si verifichino. complimenti a entrambe 🙂 rimango in attesa…

    • germogliare ha detto:

      si, però ti devi vedere il film, è essenziale per il bagaglio culturale di una ragazza, e McQueen merita alla grande.. Le parole meglio dei fatti, uhm! differenziamo le azioni in base alla necessità. Quando le prime si fanno importanti, cariche di peso, ad esse devono seguire i fatti, ma quando le une e le altre, seguono percorsi differenziati e anche contorti, beh, che cosa te ne fai delle parole, esse si sparpagliano e perdono il significato. Volevamo buttare un sasso nello stagno. Tu lo hai raccolto… 🙂

      • ludmillarte ha detto:

        appena ho un momento lo guarderò, grazie 🙂 a parole sensate che definiscono obiettivi da realizzare devono seguire azioni svolte al meglio. la mia osservazione era sulla citazione ‘non parole, ma fatti’ e ho pensato che anche le parole sono importanti…poverine 😉 attendo altri sassolini da raccogliere.

      • germogliare ha detto:

        Assolutamente sono importanti le parole, è solo che, c’è chi sa usare solo quelle, si riempie la bocca o fa il copiaincolla. Quando i confini tra le persone sono definiti, che siano essi lontani, come tra me e te o vicini come in una coppia, l’uso dev’essere sempre corrispondente. Per onestà d’animo.
        Buonagiornata 🙂

      • ludmillarte ha detto:

        dicevamo la stessa cosa sin dall’inizio 🙂 buona giornata a te

  13. massimolegnani ha detto:

    Efficace anche cosi’, ma avrei preferito che una delle due assumesse l’ingrato ruolo di maschio carnefice.
    Un abbraccio a entrambe
    brave
    ml

  14. massimolegnani ha detto:

    Cioe’ dovrei fare la parte del cattivo? No, no, va bene cosi’, dai, donnexdonne, un maschio stonerebbe.
    🙂

  15. egle spano' ha detto:

    Lui: il mio cuore non ti ha mai tradito, per me era solo sesso, conquista , compensazione
    (Ed io penso la porta che si lascia aperta per scappare in caso di…)
    Io: “sapresti che mi avresti fatto del male e la verità è che non te ne fregava un cavolo!”

    Lui: Non riesco a capire come posso averti fatto del male, visto che il mio amore non è mai cessato e diminuito.
    ( Ed io penso: come due binari separati. Per sempre ..mumble…come fa a dire di amare se non mi vede e non mi “sente”?)

    E. Lui: se mi avessi detto subito che non mi amavi più, non ti avrei permesso di entrare nel mio cuore .

    Io: ho smesso di amarti proprio perché non hai avuto il coraggio di abbattere l’ultimo muro. Ho aspettato sei anni . Hai finto di abbatterlo quando ti ho detto che stavo smettendo di amarti. I tempi sono importanti. Si smette di scommettere se si continua a perdere. E i sentimenti non sono una merce di scambio.

    Lo scambio di esperienze aiuta a capire, il confronto aiuta a comprendersi. Uomini e donne.
    Benvenga allora la sorellanza o la fratellanza.

    Benvenga il dialogo.
    Abbiamo tutti storie troppo personali da non essere spersonalizzate?La rabbia che nasce alla consapevolezza di esser state tradite e manipolate è fortissima.
    Chi non l’ha provata?

    Ed anche se c’è stato un barlume di amore , è rimasto sulla soglia..ed io penso che chi non abbia la consapevolezza della propria essenzialità , rimanga sempre sulla soglia. Ad aspettare che l’altro decida al suo posto…nooo, questo non fa per me, non fa bene all’amore, non è amore…e per amore intendo amore per la vita , per tutto ciò che fluisce intorno a noi, senza opporre paure , senza opporre giudizi e ci vuole coraggio e forza per non aver paura , per superarla con il cuore, non solo razionalmente.

    Uso e possesso…questo è quello che vedo, lo sento , lo tocco, lo respiro ed ora a 45 anni lo riconosco immediatamente. Bastano poche frasi …e cio’ che un uomo pensa e prova eccotelo li’.

    E a me non basta.

    Ed io a sperare che si possa cambiare, con un sentire di onnipotenza ingenua che non mi appartiene affatto…in silenzio si aspetta, testimoniando con il proprio comportamento , non forzando la mano, ne pietendo .

    Ed è sostanza, invece, che deve essere messa in superficie, per chi non sa altro che vedere quella.
    Chi non vede la sostanza deve sbattere il muso contro una forma che né è il suo specchio sperando che la forma diventi sostanza.

    C’è da dire che a volte noi chiudiamo gli occhi , pazienti …ma questo non è un male perché in questo modo si conoscono i propri limiti e le proprie debolezze, bisogni ecc. però…però…quanto fa male!
    Si va fino in fondo, non tutti ne sono capaci , ma farlo significa vivere in profondità e cercare la verità , quale essa sia.
    E non ci si puo’ colpevolizzare perché non avevamo capito, il bisogno di amore e rispetto che alimentano la nostra autostima è forte , è legittimo.
    E un rapporto affettivo “manipolato “ procura una ferita che è lunga di cicatrizzare. La pura prende il sopravvento
    La violenza psicologica è invisibile e impalpabile , nascosta, spesso, da parole che tenti di decifrare , per le quali attendi conferme nei comportamenti..con pazienza, con passione..
    I manipolatori fan di tutto per colpevolizzare la vittima e affermare se stessi a tutti i costi e diventano artisti nel fare carte false pur di trasformare la realtà a loro vantaggio.
    Sofisti.

    • bakanek0 ha detto:

      Entro in scena, sono certa che germogliare mi perdonerà e ti dirà lei la sua risposta.
      Dici parole ed esprimi pensieri che condivido con tutta me stessa. Non posso fare a meno di ringraziarti.

    • germogliare ha detto:

      e dicono che certi legami non esistono!
      con un soffio di vento arriva fin lassù…

    • Pandora ha detto:

      Dici cose Egle che sono vere come pugnalate: rapporto affettivo manipolato, violenza psicologica velata e impalpabile, frasi ambigue che possono contenere più significanti e lo strisciante sadismo di chi le pronuncia, che gode del fatto di far nascere ambiguità di comprensione. Una forma distorta di pulirsi la coscienza, la frase contiene sempre una duplice verità, sta a te saperla decifrare, se non sei abbastanza acuta nel farlo, meriti la punizione della menzogna. Finché ne siamo invischiate, anche se intuiamo, non riusciamo a ribellarci, ma a lungo andare la rabbia dentro di noi per essere continuamente raggirate e ferite e offese nel nostro sentimento e nella nostra intelligenza, cresce e qualcosa, ad un certo punto, si rompe nella nostra parte più profonda. Da lì in poi non potremo più accettare di subire gli stessi giochini perversi. Da lì in poi l’urlo dentro di noi esplode. Potrà anche apparire silenzioso, ma pur sempre urlo sarà. Urlo sofferto ma denso della nostra consapevolezza di non voler più sottostare a questo gioco. E’ l’amore per noi stesse che solo ci può salvare e anche se la ferita è profonda e brucia, dalle nostre viscere, dalla nostra pancia, uscirà fuori quella forza inconscia capace di curarla. E’ duro, doloroso, spietato, quello che si prova ma si deve attraversarlo fino in fondo.
      L’inganno genera solo rapporti malati.
      L’inganno subito dal bambino, formerà un uomo malato.
      L’inganno tradisce la fiducia.

      • germogliare ha detto:

        A Pandora, Egle e tutti. Saper decifrare la frase o le azioni del soggetto manipolatore, richiede solo chiarezza d’animo e pensiero, distacco emotivo. Tante volte la verità la si sa e anche totalmente, ma la si nasconde a se stesse perché ci si vuole aggrappare a una qualche speranza di vedere il mondo migliore, il Lui metà. In fondo, coloro che cadono in questi tranelli, anche quelle con una grande testa pensante, sono, come dice il Lui a cui do voce: “…donne in crisi esistenziale”, e chi non lo è, specie di questi tempi, chi non ha problemi riguardo all’immagine esterna di sé e le aspettative sognate? Ed ecco che il Lui entra in scena, facendosi paladino della donna da glorificare e ottenuta la di lei reverenza, il capo chino al suo passaggio, Zac, passa ad altra preda, tenendo sempre il recinto in osservazione perenne, non sia mai detto che qualcuna scappi. La stupidità femminile non passa di qua, non è essa a farci tenere gli occhi chiusi, se non la coscienza di saper di esserci illuse, ancora. Perché, in fondo, c’è una parte di noi che resta per sempre fanciulla e l’amore è quella parte che lo rincorre, così nascondiamo la cruda realtà coprendoci gli occhi con le mani, fino quando il caso si manifesta. Io parlo di sorellanza, perché qui metto insieme due donne a sostegno l’una sull’altra, il caso le ha unite e condotte alla scena del crimine, ma casualmente si apprestano a legarsi ad altre donne con il medesimo vissuto e se insieme si condivide il problema, insieme si sorride anche, insieme lo si esorcizza, e la sorellanza colma quel vuoto che permette a tutte di tornare a riprendersi la vita e cancellare lividi.

      • egle spano' ha detto:

        PANDORA: E le tue sono ancora più vere . mi sento capita e compresa e questo è bello. L’ambiguità ha il preciso obiettivo di pulirsi la coscienza, di non prendere le responsabilità verso se stessi, di tenersi aperti una via propria di fuga e tenere legato l’altro. E non è vero che siamo bambine sognanti, è che c’è il tempo per capire che il cuore vada sorvegliato con la ragione , prima di farsi male, un male inutile che la leggerezza di un amore compreso non richiede.
        Si impara per fortuna e le ferite spesso vengono guarite da uomini meravigliosi che sanno amare..oppure ce le se guarisce da sole, ma l’amore è sempre li’ , e grida anch’esso di poter essere dato…

        Io l’ho attraversato fin in fondo e ora mi sento rinata.

        Riscontro e condivido il pensiero che l?inganno subito dal bambino , forma un adulto malato..ma non giustifico, perché la vita te ne da di occasioni per crescere e capire…e forse se non li fa è erchè non si vuole.

        ti ringrazio per le tue parole, perchè mi sono sentita davvero capita!

      • egle spano' ha detto:

        Germogliare: hai ragione, non è stupidità, è solo voglia di amare e ci si prova in tutti i modi, toccando, definendo ogni volta i nostri confini.. il nocciolo prende forma e consistenza.
        Un bacio !

      • Roberta ha detto:

        sottoscrivo… ogni singola parola. Non avrei potuto scrivere meglio quel che penso. 🙂

  16. giolic ha detto:

    Credo che Il confronto sia utile per comprendere anche che non tutti gli uomini sono cosi, per fortuna, che esistono molte forme di manipolazione e di dialogo e vari gradi di egoismo, cosi come molte situazioni in cui entrambi possono essere feriti dal reciproco comportamento. Ma se io donna scelgo di dare tempo con pazienza e amore, è perchè lo voglio, per la mia voglia di far funzionare il rapporto e la capacità di mettere tutta me stessa nel dono che faccio di me, non perchè lui mi manipola, anche se ne approfitta. E dato che ho la capacità di comprendere che, se il suo modo di fare nel tempo non cambia, la sua natura è quella, posso anche comprendere che il mio valore di donna è importante tanto da non doverlo far calpestare nè sminuire dal suo comportamento. Il dolore che nasce dalla delusione e dalla rabbia fa fare e dire molte cose ma a volte la verità è che scegliamo noi se accettare o meno e per quanto tempo la situazione. I segnali ci sono sempre, fin dall’inizio. RIconoscerlo a se stesse è doloroso e difficile da accettare, e ci vuol tempo per perdonare e perdonarsi. Ma è una lezione che impari e che ti servirà nel futuro. La paura resta lo stesso e probabilmente chi ne pagherà lo scotto in termini di tempo e fiducia, sarà la persona che arriverà dopo, ma sono dell’idea che l’unica cosa da fare è mantenere intatta la capacità di donare e di amare e andare avanti, forti dell’esperienza, e come dice Calvino “Cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

    • germogliare ha detto:

      Ho riletto più volte il tuo commento, Ti ringrazio per questo. Raccogli ogni punto che pensavamo nello sviluppare questo post. Con Bakaneko abbiamo vestito e svestito i nostri personaggi più volte, proprio perché, ragionandoci su, dopo l’idea di attaccare l’uomo manipolatore, in difesa della donna tradita, nei discorsi, emergeva il lato coinvolto e partecipe, in cui l’amore donato è stato presente, prima di diventare rabbia e fuga, allora abbiamo limato. Ma ci siamo tenute sulla storia al limite, quella crudele, che ha dosi differenti e rispecchia tante realtà. Qui parliamo di uomo traditore ma sappiamo benissimo che le parti possono essere invertite. E’ la coppia, quella certamente non sana, dove lui dice “Ti amo” logorando la parola e svuotandola di significato, e dove lei chiede “Amore” come l’elemosina. Quella senza speranza di futuro, a cui si resta aggrappati fino a quando non si trova un appiglio per risalire. E quindi sì, questo post l’abbiamo pensato anche come appiglio, per una sola persona che, leggendolo tutto, nei commenti, trovi il coraggio uscire dal labirinto e prendersi il meglio da venire.
      Buonecose

      • bakanek0 ha detto:

        Il vostro confronto verbale è già esaustivo. Volevo solo ricordare che il titolo del post non è: “Tutti gli uomini odiano le donne”…e ci mancherebbe! Saremmo spacciate! 😀
        Raccontiamo una storia limite, che sentiamo e abbiamo desiderato narrare nel comune sentire.

      • gelsobianco ha detto:

        Purtroppo sia il predatore che la preda sono persone estremamente fragili!
        Quasi sempre hanno alle spalle storie di violenza.
        Andrebbero aiutati entrambi in un modo giusto ed efficace.

        Resta da considerare che di questa realtà le vittime più innocenti sono i figli i quali, se non curati adeguatamente, diverranno, a loro volta, prede o predatori.

        Ho scritto in due parole un qualcosa che richiederebbe molto tempo per essere analizzato profondamente.

        Le parole di Calvino sono giustissime, ma la difficoltà sta proprio nel fatto che prede e predatori non sanno riconoscere che cosa non è inferno.
        Prede e predatori vivono nell’inferno perchè sanno vivere solo in questo.
        Bisogna aiutarli e riuscire a fare vedere loro la non “sanità” della loro situazione.
        E non è semplice!
        Tutt’altro!

        Un abbraccio
        gb
        Parlo di preda e predatore in un rapporto di coppia naturalmente!
        Ci sarebbe da scrivere veramente tanto!

      • gelsobianco ha detto:

        E’ chiaro che, nella maggior parte di situazioni del genere, “la vittima” vada subito tutelata sottraendola al “carnefice”, che il “carnefice” sia messo in un luogo in cui non possa nuocere ad alcuno, nemmeno a se stesso.
        La dificoltà è proprio nel fatto che, spesso, la vittima difende il suo carnefice!
        Ed allora bisogna fare tutto un lavoro per riportare la vittima ad una stima di se stessa.
        E, secondo me, va aiutato anche il carnefice, pur dovendo questi pagare per ciò che ha fatto.
        gb

      • germogliare ha detto:

        Vittima-Carnefice. Eh, sì… punti di vista, sono solo punti di vista…per me!
        Tanto è già stato scritto, ma c’è sempre da aggiornare la cronaca…
        Un abbraccio.
        Millennium – Uomini che odiano le donne Lisbeth Salander

      • gelsobianco ha detto:

        Vittima-Carnefice…
        Sono realtà che si incontrano tutti i giorni sui giornali, nei pronto soccorsi e nei tribunali…
        Sono realtà con cui fare i conti.
        Sono realtà che bisogna cercare di comprendere profondamente al meglio per riuscire ad evitare che avvengano altri fatti analoghi.
        Vittima-carnefice… spesso i ruoli si scambiano…
        E non è con la vendetta che tutto si risolve. No. Assolutamente no.
        Cara A., questa è materia su cui bisognerebbe sempre studiare di più…
        Un abbraccio stretto
        A.

  17. ilboscosospeso ha detto:

    E’ il rincorrersi di un legame, il vostro, tra immagini e immaginazione…

  18. odinokmouse ha detto:

    Meno male che questi uomini si annusano anche se parlano sottovento. Brave, molto bello.

  19. gelsobianco ha detto:

    Veramente brave entrambe!
    Ritorno con più calma!

    Gli occhi di Carey Mulligan mentre canta…
    gb

    Mi è rimasto impresso questo commento
    AlexG scrive:
    giugno 24, 2013 alle 12:18 pm
    solo una mia fisima, non è la sorellanza che salverà la razza dalla follia, solo la coscienza di avere ognuno un remo nelle mani.

    Poi spiegherò il perchè!

  20. biobioncino ha detto:

    caspita.. certo che ne usciamo sempre con le ossa rotte noi uomini !! :roll:) kiss :lol:)

  21. scudieroJons ha detto:

    Secondo me un essere umano, uomo o donna, piò provare odio, o almeno insofferenza per un altro essere umano, uomo o donna, senza che la differenza di genere c’entri molto. Fanno scalpore alcuni fatti perché nell’intimità si trovano più spesso un uomo e una donna e non due uomini o due donne. Ti faccio un esempio.
    Poco fa leggevo un articolo di Ritanna Armeni e mi è venuta voglia di strozzarla, benché in genere mi sia molto simpatica. Ecco l’articolo:

    Una difesa – libertaria, femminista e da sinistra – di Berlusconi

    Messaggioda Florian » oggi, 11:28
    Hanno fatto un danno enorme alle donne

    di Ritanna Armeni

    Diciamolo subito: il punto non è quello che avverrà dopo la sentenza e la condanna di Silvio Berlusconi o quali saranno le ripercussioni sul governo e sulle larghe intese, il punto è quello che è già avvenuto, quel che le decisioni dei giudici di Milano significano per il paese oggi, un minuto dopo la lettura della sentenza.

    Una sentenza non ha solo un valore in sé. Non è indirizzata solo all’imputato. Certo Silvio Berlusconi è il condannato, ma dietro quei sette anni di carcere per costrizione e prostituzione minorile, dietro quell’interdizione perpetua dai pubblici uffici c’è la condanna di un intero mondo, di un modo di vivere il proprio privato, ci sono le “Olgettine”, le cattive ragazze che ricevono doni e denaro, le feste a sfondo sessuale, i divertimenti osé, le danze scabrose. Era bello quel mondo? Era squallido sicuramente, mette tristezza, fa capire tanto sui rapporti fra il potere e il sesso. Il problema è che in uno stato di diritto, in un stato che non arroga a sé il potere di dettare la morale e il comportamento sessuale dei propri cittadini, non può essere oggetto di condanna in tribunale. Invece nel processo non ha avuto alcuna importanza il fatto che, a cominciare da Ruby, quelle ragazze abbiano negato di aver avuto rapporti sessuali. Anzi la minaccia ora è l’accusa di falsa testimonianza. Non è possibile che chi ha partecipato ai giochi e alle danze non si sia prostituita, hanno, di fatto, affermato i giudici. Non è possibile che non si sia prostituita la minorenne Karima El Mahroug che ha fatto come loro. Puttane e bugiarde. Questo sono quelle ragazze e le loro parole al processo ora sono rinviate alla procura perché le esamini ulteriormente. Perché trovi ulteriori colpe contro di loro.

    Non considero delle “erinni” le donne giudici di Milano che hanno letto la sentenza, non considero una “strega” Ilda Boccassini. Non mi piace il modo in cui i tanti oppositori della sentenza oggi le apostrofano, ma hanno sicuramente fatto un danno enorme alle donne. Non solo a quelle cattive ragazze che hanno tutto il diritto di essere cattive, cattivissime e anche puttane. E che non sono considerate incapaci di intendere, ma solo furbe maliziose e bugiarde. Ma anche alle altre. A quelle che pensano di essere dalla parte giusta. Perché, come la storia e la cronaca insegnano, in uno stato etico sono le donne le prime a rimetterci, buone o cattive che siano. Sono loro che in uno stato che decide il comportamento morale si trovano a rinunciare alla loro libertà. E il fatto che in tanti e in tante oggi siano felici per la condanna di quel mondo, si sentano finalmente liberate dallo squallore, dal cattivo gusto, dall’odore di stantio che da esso emana la dice lunga non solo su chi ha pronunciato la sentenza, ma anche su quella diffusa mentalità che fa il doppio errore di giudicare immorali e quindi illegali i comportamenti diversi dai propri. Possibile che un’idea di libertà, di legalità separata dall’etica, oggi debba essere rappresentata solo dalle “cattive ragazze”?
    ………………………………..
    Se avessi di fronte l’Armeni, proverei a spiegarle.
    Le tre donne giudici e la pm Boccassini non hanno voluto sanzionare lo stile di vita di Berlusconi o quello delle donne che si prostituivano con lui.
    I magistrati hanno riscontrato nella telefonata fatta da Berlusconi da Parigi alla questura di Milano, per far rilasciare indebitamente una presunta ladra senza documenti, un abuso di potere. Precisamente il reato di concussione, che è tanto più grave quanto più è alto il grado o la funzione del pubblico ufficiale che lo commette. Chiedendosi poi il movente che spingeva Berlusconi a un comportamento così imprudentemente illegale, gli inquirenti hanno ipotizzato che Berlusconi volesse evitare che Ruby, trattenuta in questura, parlasse dei rapporti che aveva intrattenuto con Berlusconi. Indagando su questo, gli inquirenti hanno scoperto che esisteva un vero e proprio traffico organizzato di donne per rifornire Berlusconi. Come si sa la prostituzione non è un reato, e le donne non sono passibili di sanzioni, ma organizzare e sfruttare la prostituzione è reato, e chi dà incarico a qualcuno di portargli a casa le donne, se gli portano una minorenne può incappare nel reato di induzione alla prostituzione minorile. Inoltre non è nemmeno necessario fare sesso perché il reato si configuri: basta solo che la minorenne sia presente durante scene che alludono alla pratica sessuale.
    I giudici di Milano hanno stabilito che nessuno può impunemente prendere una minorenne dalla strada e farne un giocattolo sessuale. E nessuno può esercitare pressione sui funzionari di polizia per far uscire i ladri di galera o mandare una minorenne a casa di una prostituta. Con questa sentenza i giudici di Milano, per combinazione tutte donne, hanno reso un grande servigio alle donne e hanno fatto riacquistare un po’ di dignità all’Italia in campo internazionale. Hanno dimostrato che nonostante tutto le nostre istituzioni soni affidabili. Anche se faticosamente la giustizia sta facendo il suo corso.
    io mi immagino mentre dico queste cose a Ritanna con tutta la calma che riesco a raccogliere, però forse un po’ la odio per aver scritto quell’articolo.
    Ma non per il fatto che è donna. Se fosse un uomo l’odierei di più.

    • germogliare ha detto:

      Scudiero, noi ci seguiamo da tanto tempo, beh, su internet, per i blog, girano uomini e donne veri come nella realtà non virtuale, e quindi, se falsi, falsi ovunque (ma anche no). Una conoscenza, un legame può distinguersi dalla via che l’alimenta? certamente sì, ma il rispetto per l’altro, che sia uomo o donna è uguale in qualsiasi percorso seguito. Il rispetto, l’onestà, questi sono i dati fondamentali nei rapporti umani, per il resto tutto è relativo. Così, la nostra conoscenza mi permettere di ricevere da te quest’aggiunta importante per il post. E se tu fossi donna, per me sarebbe uguale, anzi ti dirò, no, non sarebbe affatto uguale, perché avere un apporto maschile, in questo caso, da forza e fiducia al mio credere nell’uomo. Perché i bastardi possono essere confinati (uomini o donna che siano).
      “Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un casino.” L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez
      Ciao : )

  22. bakanek0 ha detto:

    “il rispetto per l’altro, che sia uomo o donna è uguale in qualsiasi percorso seguito.”
    “Perché i bastardi possono essere confinati (uomini o donna che siano).”
    Quoto queste tue due frasi, GERMOGLIARE, amica mia, perché rispecchiano il mio intento nell’aver scritto con te questa storia. Non ho mai pensato di stigmatizzare una categoria, credo che il bastardo di cui scriviamo rappresenti non una generalizzazione, ma una possibilità, un elemento disturbatore e disturbante, e non certo la prassi. Colpisce, e vuole far male. E noi ne scriviamo! Questo è tutto, almeno per me.

  23. luceombra76 ha detto:

    Lui: “Apri il tuo cuore lascia che io ti aiuti…”
    L’altra: “Capisco cosa vuol dire essere innamorati…”
    Lei: “No tu non capisci un bel niente e quello che hai vicino a te e che ora rinnega nostro figlio che abbiamo perso, fino a prima mi baciava e mi diceva ti amo. Mi dispiace per te, se sei intelligente vedrai che prima o poi le menzogne verranno a galla. Ora lasciatemi in pace.”
    Lei…terza incomoda senza sapere di esserlo.
    Ecco…
    Brave e coraggiose, donne meravigliose voi due…

    • bakanek0 ha detto:

      “Pare che le emozioni si sentano col cuore, non è così, si sentono sulla pelle.”
      Ti cito…
      Grazie. Con tutto il cuore.

    • germogliare ha detto:

      -“Per un certo tempo regna il silenzio, finché dall’acqua si alza un’altra onda gigante che si arrotola su se stessa con un suono fragoroso che incute paura. Ed è seguita da un’altra più piccola che segue le orme della sorella maggiore e così il mare continua a tuonare: “Io sono vivo!
      Ed è bello che l’uomo percepisca questa musica naturale e anche la melodia delle foglie mosse dal vento oppure il canto del vento nello spazio infinito”-
      Mary Haskell a Khalil Gibran, 22 maggio 1922
      C’è chi “usa” le emozioni proprie e altrui, come il fazzoletto per pulirsi il naso. C’è chi vive di emozioni, lasciando segni nel proprio e altrui animo.
      Grazie… meravigliosa tu nel coraggio di rivelarti nei pensieri

      • luceombra76 ha detto:

        Grazie a te, a voi per avermi accolto…meravigliose e luminose…
        Ho capito quanto rara e preziosa sia la sorellanza, quella vera.
        Se una donna da sola è già una forza della natura, due sorelle sono un mondo intero…
        Sorriso…

    • Pandora ha detto:

      ti ammiro per il tuo coraggio amica, e so che parlarne è il solo modo per superare certi dolori. la perdita di un figlio è una ferita che si cicatrizzerà molto lentamente e anche dopo tanti anni ne sentirai il dolore pulsante ad ogni cambio di stagione.è sempre doloroso ma lo è ancora di più quando sei sola ad affrontarlo. ti sono vicina, come può esserlo empaticamente, solo chi ha vissuto il tuo stesso dramma sulla sua carne.
      Pan

  24. il barman del club ha detto:

    “tutti finiamo prima o poi e tutto finisce” bisogna solamente capire cosa c’è da ricordare, se ne vale la pena: se un attimo o un’infinita serie di anni, se tutto esiste nella presenza o addirittura esiste ancor di più nell’assenza. Lolli diceva che “ci disperdiamo per poi ritrovarci uguali”, e quando ci ritroviamo si ama e si odia alla stessa maniera, ci amiamo e ci odiamo dall’inizio dei tempi. Bisogna ricordare solo il bello… mentre si colpisce il bersaglio!

  25. germogliare ha detto:

    ricordiamo ciò che al momento si adatta meglio al nostro stato, ciò che la nostra schiena riesce a sostenere, e questo si modifica nel tempo. così la presenza e l’assenza fluiscono in noi, toccando alle volte i piedi e altre il cervello, passando per il cuore, e altre volte ancora trovano l’uscita dalla bocca con un urlo o con sospiro. E ti ringrazio per quest’ultima frase, “Bisogna ricordare solo il bello… mentre si colpisce il bersaglio!”, perché è guida per la pace in sé da riconquistare e lo stimolo ad eliminare il dolore.

  26. melodiestonate ha detto:

    evviva le donneeeeeee

  27. Roberta ha detto:

    vorrei spezzare una lancia a favore del carnefice…
    la sincerità, il rispetto, la comunione d’anima, la reciprocità, l’essere dono di sè, e infine l’Amore (non ultimo per importanza, ma primo per impegno e grandezza) sono “talenti” difficili da possedere e altrettanto difficili da gestire. Presuppongono un lungo percorso formativo e di emancipazione, intellettiva, psicologica e etica, che tutti gli esseri umani sono in grado di concludere, ma che di fatto appartiene a pochissimi eletti. E’ più facile essere carnefici, richiede sicuramento un notevole dispendio di energie, ma quanta vita di più costa essere delle belle persone! D’altro canto la vittima ha il notevole vantaggio di imparare dal dolore, e livido dopo livido, arriverà il giorno in cui saprà distinguere tra carnefici e amici, e FORSE smetterà di farsi male.
    Non mi sento di condannare questo piccolo uomo che odia le donne, ma lo commisero, perchè mi fa una grandissima pena, e gli auguro di avere presto il coraggio di scegliere di usare le sue risorse e le sue energie per evolversi verso l’uomo migliore che potrebbe essere.
    e poi W W W la sorellanza! 😉

    • germogliare ha detto:

      “La felicità nasce dal rispetto dell’altro. Bisogna rispettare l’altro e non pensare mai che l’altro sia una proprietà. Questa è una regola assoluta. L’amore, anche il più disperato il più assoluto non dà diritto al possesso dell’altro. Mai. Naturalmente la felicità nella vita, che è piena di momenti e situazioni drammatiche, difficili, dure, non è che sia tanta, però certamente c’è una “non-infelicità”. Perché la felicità è rara, forse è più percepibile la serenità, che ognuno dovrebbe raggiungere, perché la felicità è troppo lontana. Senza contare che una persona si accorge della felicità sempre dopo, quando è passata, invece la serenità mi pare una meta raggiungibile e che tutti abbiamo diritto di provare.” Dacia Maraini, per la presentazione de “L’amore rubato”

      …tempo al tempo. Colpito e affondato!
      …in sorellanza 🙂

  28. mitedora ha detto:

    Testo a più voci sulla sorda crudeltà di chi salassa cuori vivi per nutrirsi d’egocentrismo. Uomini così possono generare creatività se le donne sono intelligenti e ATTENTE. Ne stimolano la catarsi. In altre, ahimè, ne aumentano il senso di inadeguatezza, la insufficiente autostima. Ma, la vita è così. Lascia che ognuno faccia il suo percorso. C’è chi mastica amaro e si accontenta del fiele. C’è chi diventa sorella d’ogni donna e volta pagina. Ché fuori c’è luce e aria buona. Un abbraccio. Dora

    • germogliare ha detto:

      E oggi c’era da sistemar la legna, che noi, regine di campagna, abbiamo il camino per riscaldarci d’inverno. E la pelle dura, non delicata come l’omo di città, che delle volte ci dice che siamo come elefanti in un negozio di cristalli. In quanto a delicate dolcezze siam maestre solo se a sfiorarci sono bocche morbide e non denti cariati. In sorellanza mi stringo.

    • bakanek0 ha detto:

      Voltare pagina, ché fuori c’è luce e aria buona.E’ così che deve essere!
      Questo luogo è diventato un meraviglioso scambio di forza e idee, sorrisi e complicità. Bello, davvero. Grazie anche a te, Dora.

  29. marionblues ha detto:

    Il commento di Mitedora potrebbe essere la chiosa perfetta e non mi sentirei di aggiungere altro.Mi spiace di una cosa solamente.Questo post voleva porre l’attenzione su uno degli aspetti d’ombra più diffusi del mondo maschile (anche quello femminile ha i suoi,ma non è di questo di cui si parla ora, qui).Ci sono delle personalità maschili difficili da comprendere e accettare.Una certa forma di egoismo o di narcisismo è risaputo essere più pertinente al mondo maschile( vedere manuali di psicologia che parlano di narcisismo o il libro Il cervello della donne BUR) e questa attitudine è stata agevolata o se vogliamo grandemente promossa dalla cultura che depone a favore di un maschilismo diffuso.Gli uomini godono di crediti di giustificazionismo inesauriti
    ( vogliamo scendere ad un livello basso?qui da me vale ancora la regola che se due si separano la colpa comunque in qualche modo sarà di lei); le donne devono faticare per uscire da pregiudizi millenari. E comunque al maschio seduttore, Don Giovanni per antonomasia, sono permesse e giustificate indifferenza, distanza, e menzogna, ingredienti necessari per mettere in atto per la sua recita.
    Tornando al concetto iniziale mi spiace vedere come da una situazione di grande verità e accoglienza di una donna nei confronti dell’altra riusciamo a spostare il problema: in questo caso spostarlo dal suo nucleo. Il problema non è la sorellanza che può esserci (per fortuna accade) o non esserci (sappiamo essere nemiche anche di noi stesse): il problema era parlare d’altro.
    Io comunque credo nella sorellanza, e sono fortunata: in questo blog ci sono donne a cui devo dire grazie.

    • bakanek0 ha detto:

      Mi permetto di rispondere prima di germogliare: è che mi piace ciò che dici, in particolare l’aver centrato il nocciolo del nostro post. Accoglienza e verità di una donna nei confronti dell’altra. Con semplicità, affetto e comprensione delle reciproche ferite.
      Io ringrazio te!

    • germogliare ha detto:

      Ecco, avrei voluto che questo pensiero fosse arrivato alla pubblicazione del post, sarebbe stato da guida ai commenti… con Baka è stata una scelta pensata quella di non fare riferimenti espliciti a un individuo definito, e lasciare alla libera interpretazione l’argomentazione. E poi, si sa, ognuno legge accostandosi con la propria formazione, e riconosce le forme comportamentali sapute. Chi non ha mai incontrato un bastardo laureato non può identificarlo. Ed è un bene. Così. Chi non è composto di cedimenti e fratture non può riconoscerle celate al visibile. Volevamo parlarne. Volevamo farci individuare nella complicità della sorellanza e nel sorriso.
      E poi, ancora, beh, sia quel che sia ma in questo post ci sono arrivate centinaia di visite, e probabilmente anche qualche omino di città che va in giro a lasciare lividi, e preso dall’enfasi della gloria si sarà appuntato qualche medaglietta sul petto e anche si sarà roduto il fegato pensando di non potersi manifestare e dire saltellando, “So Io So Io So Io!!!”. Però, accidenti quanta bella gente s’incontra qui, e vera tanto da venir voglia di invitarla a casa per far festa.
      E tu lo sai.
      A presto con abbracci

      • marionblues ha detto:

        Grazie a entrambe.Parliamone,parlatene ancora.E non tanto per leccarci le ferite,ma per saper dare nome alle cose:è importante. ognuno riconosce e legge la vita a seconda della formazione, dell’esperienza, del carattere,ma alla fine cosa resta se non una grande sofferenza? E’ da quella che dobbiamo guarire,aiutarci a guarire…Io credo che le donne siano brave a fare questo.Gli uomini mi sembra che stiano lì, con i piedi nel cemento,incatenati ai loro privilegi, alle facili prerogative regalate dalla nostra mentalità e cultura,ma sono fermi a guardarsi l’ombelico in mancanza di risposte.Certo è comunque che questo immobilismo è di gran lunga preferibile alla rabbia che usano come modalità di reazione alla loro afasia, al loro mutismo…

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