Nella mutazione evolutiva siamo destinati a cercare all’infinito

Francoise, Bernard Plossu

Francoise, Bernard Plossu

Inevitabilmente sarebbe accaduto o avremmo fatto in modo che accadesse, di ritrovarci soli. Lo sapevamo entrambi senza dircelo.

Ero con lui in un’altra città, per la mostra di un amico comune. Serata carina, tranquilla, tra amici, Giulio, come al solito, in modo molto inequivocabile, concentrava su di sé le attenzioni di tutti e su di me mutamente le proprie. Dopo, sul tardi, al finire dell’incontro, si propose di accompagnarmi alla stazione. E come se le strade, quasi vuotate dal traffico, fossero sue, se ne impossessava, guidando anche sui marciapiedi; facemmo un giro turistico, con la velocità che le poche ore della notte sanno regalare. Ogni posto della città era riconducibile a una storia che lui conosceva bene (studio approfondito della materia, per ammaliare turiste in transito, pensavo, penso!). Era la prima volta che mi trovavo fisicamente così vicina a lui, da sola, di notte. Avvertivo in me un disagio che mi portava a presagire che qualcosa sarebbe accaduto proprio quella sera. Certo, … stupida! non ci voleva l’indovino a predirlo! La notte, le stelle, le luci della città, un po’ di vino, l’euforia di una bella serata, lui garbato ed io carina, arrendevole… tutto fluiva come nella trama di un film. Ancora. Altre volte avevo distinto la sua aura su di me e questo non mi lasciava di certo indifferente.

Asia,  Isaacs Gary

Asia, Isaacs Gary

Salii gli scalini del treno, le sue labbra sfiorarono appena l’angolo della mia bocca, in un tenero saluto. Non eravamo soli.

Mentre tornavo a casa, sembrava che viaggiassi in preda ad un dormiveglia, ero come

inebetita. “Cos’hai!”, “…niente! sono stanca. E’ stata una giornata faticosa, non trovate?”. Realizzai che le cose erano cambiate e due giorni dopo lo aspettavo. Lo avrei rivisto.

Quando cucini, per la preparazione di un piatto ogni ingrediente è indispensabile, al fine di realizzare quella pietanza con quel preciso carattere.  L’equilibrio delle spezie, degli odori, nella giusta misura è fondamentale, nel palato non devono esserci odori prevalenti, ma la piacevolezza di una gustosità globale. L’identificazione di ogni elemento, separato dagli altri, deve essere riconoscibile. Una zuppa di pesce è ottima quando riesci a sentire il gusto singolo di ogni pesce, immerso in un sapore unico. E non una cosa che sa di pesce, a metà tra un brodo di pomodoro e una peperonata! Bah!

Marit Beer

Marit Beer

Quel contatto di labbra fu la giusta spezia, che permise la mutazione del mio essere in donna, nella mia vita dopo, nessuna cosa fu più uguale a prima. Ogni mio proposito, ogni mia convinzione cambiò percorso. Un tumulto madornale. Il colore s’impossessava completamente di me. Io stargli accanto, confrontarsi con lui, aveva creato turbolenza al mio modo di esistere, sino allora la mia vita era stata di una gestione semplice, ora era diventato tutto molto complesso, avevo il fiatone. Dovevo correre.

Da una certa forza ci si allontana quando non si è in grado di tener testa, non per ragion veduta, certamente per la consapevolezza dell’impossibilità di adattarsi a un uomo con un carattere indiscutibilmente forte; io sarei fuggita.

Yann Tiersen – L’absente

I- Il cielo disegnato con la biro blu

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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63 risposte a Nella mutazione evolutiva siamo destinati a cercare all’infinito

  1. rodixidor ha detto:

    Non pensavo fossi una che fugge, ma questa è forse solo una scelta letteraria

  2. tramedipensieri ha detto:

    Sarà che siamo pure destinati a cercare ma…siamo anche “destinati” a restare se l’altro non è indiscutibilmente forte o ci soffoca…
    Ci si adatta naturalmente…così come da evoluzione 🙂

    Nel caso su citato la fuga è giustificata…si può chiamare anche in altro modo oltre che fuga?

  3. tilladurieux ha detto:

    Anvedi Yann Tiersen! Peccato non abbia ancora cambiato il pc.
    Sa, cara Germoglia, mentre leggevo pensavo che in effetti non mi piacerebbe sentirmi in qualche modo “modificata” da un uomo, che non apprezzerei una mia evoluzione così fortemente condizionata da 1 persona e tutta una serie di blablabla e considerazioni un po’ da pseudofemminista del cazzo, un po’ da individualista spinta… poi mi sono accorta che con le parole mi sarei data addosso da sola. Non posso testimoniare contro di me.
    E comunque, ribadisco, sento energia in questi riepiloghi di vita. E colore, tanto colore.

    • germogliare ha detto:

      Yann Tiersen, solo cosette buone per Noi, mia cara!!!
      Tilla, ci sono uomini (ma anche donne), in cui la qualità caratteriale predominante è: l’egocentrismo. Ha presente il tipo? Bene! In un rapporto a due con un soggetto simile, io o lei, ad esempio, dovremmo per forza modificare le nostre qualità, reprimendole, a favore dell’emersione dell’altro. Non è sano, per niente.
      Non trova che tutto questo colore si sia mischiato troppo? A me, a volte, sì.

  4. gelsobianco ha detto:

    Lasciami godere le tue parole, le immagini postate, il video con la musica di Yann Tiersen.
    Che meraviglia tutto!
    *Torno, Germoglia cara.*
    Tu lo sai ormai. Tu meriti.
    Vado a dormire con un pezzeto di te in me.
    Ti sorrido
    gb

  5. Egle1967 ha detto:

    Il fiatone mi giunge quando intorno a me tutto rimane fermo.Aria di un sentire che si fa assente e’ a volte quello che manca..e fuggo , sempre seguendo l’istinto perche’ ci sono silenzi che vogliono riempire spazi che ancora non sento comuni e sento la forzatura ..non e’ giusto il tempo..il ritmo..e ho bisogno di ritrovare il mio per poter stare…il meglio tra due persone forti si forma lentamente, ci vuole pazienza ed anche distanza…e’ quasi una danza.
    Ti aveva dato quel movimento necessario per rivedere te stessa solo con un bacio accennato…il resto forse ti avrebbe trovato impreparata, come un alunna con il suo insegnante..e con un ceto tipo di persone, esserlo diventa pericoloso…
    Baci !

    • germogliare ha detto:

      La pericolosità. Hai centrato il punto, perché certi meccanismi possono diventare pericolosi. Proprio come in una danza impazzita, si rischia di cadere. Quando in una coppia, l’equilibrio è perennemente altalenante, come se fosse quella la regola per esistere, in cui è esclusivamente uno solo a deciderle quelle regole, capisci bene che non può durare, se non assoggettandosi all’altro.
      Baci

  6. lapodelapis ha detto:

    anche fuggire è cercare. altrove. bello leggerti

  7. harleyquinn86 ha detto:

    È molto bello e il titolo dice tanto, tutto. Evolviamo continuamente verso l’infinito e alcune persone passano nella nostra vita ad accelerare questo processo, e il battito cardiaco.

  8. bakanek0 ha detto:

    Leggendo, con la musica che hai scelto in sottofondo, mi sono sentita molto triste e inquieta. Questo sfuggire, sapendolo da subito, perché l’unica possibilità di storia sarebbe stato un modificarsi della protagonista per adattarsi all’uomo. Succede, e si sceglie ciò che, in quel momento, ci sembra giusto per noi. Coinvolgente e, al mio sentire, più monocromatico piuttosto che vigoroso gioco di colori (il mondo che io percepisco dai tuoi scritti).
    Bello.

    • germogliare ha detto:

      Questa storia la farei con i toni dei grigi, qualche tratto nero, pochissimo bianco, ma tanti tanti grigi mischiati. Ah, un tratto di rosso carminio.
      Per arrivare a quei colori che conosci te, sono dovuta passare da qui.
      Ti bacio

  9. massimobotturi ha detto:

    credo si tratti, in fondo, della paura o del desiderio, di rimandare ciò che si immagina travolgente

  10. lillopercaso ha detto:

    Capisco, davvero. Ma se nell’evoluzione la fuga è giustificata, o contemplata, allora ogni altra cosa, una scelta vale l’altra. Forse è questo il ‘monocromatismo’ .

  11. penna bianca ha detto:

    Tanto tempo fa lessi un libro “Elogio della fuga” di Enri Laborit. Questo tuo bel post me l’ha ricordato

  12. stileminimo ha detto:

    La fuga è buona cosa se serve a prendere le giuste distanze per guardare l’insieme; io lo definisco anche “allontanamento momentaneo”… o definitivo se quel che poi si vede non ci è congeniale, diciamo così. 🙂 E’ coinvolgente tutto ciò! Anche il modo di cucinare la zuppa di pesce! 😀

    • germogliare ha detto:

      Mi trovo spesso a riflettere sulla similitudine della cucina di un piatto con lo svolgersi di episodi di vita 😉 e considerando che la zuppa di pesce richiede tanti tipi di pesci, la trovo un esempio perfetto. Chi non ha mai incontrato nella vita un Rombo, una Pescatrice, una Coda di Rospo, una Triglia, Un Gambero, una Cozza, un Vongola o un Salmone, o uno Scampo, ad esempio? 🙂 .. dalle tue parole capisco che di fughe ne sai, brava brava! Per me la fuga è quella dopo l’allontanamento definitivo.
      Divertiti!

  13. il barman del club ha detto:

    di questo tuo scritto mi hanno colpito due cose: il paragone con l’esatta preparazione di una pietanza, e il brivido che può dare un bacio, anche se di sfuggita; l’ebrezza di gustare lentamente un’emozione così intensa che dev’essere perfetta, perché anche l’amore è
    un’opera d’arte. E’ vero, certi capolavori ti creano affanno e mutano il tuo senso più intimo e ci si sente impreparati, spaventati come Standhal in mezzo alla bellezza: a tanta bellezza…
    Ma si, iniziamo con una cena, magari un’ottima zuppa di pesce, e se preparata bene, si potrà gustare pienamente…

    • germogliare ha detto:

      spiegavo a Stile la motivazione del paragone con la zuppa di pesce. Mi ha colpito la tua lettura perfetta di ogni passaggio.
      Senza barare sugli ingredienti e niente congelati… come nell’opera d’arte, a dare emozione è la passione impressa nell’opera, così è nella pietanza. La passione come spezia, ma non la passione come esaltazione 😉

  14. lillopercasol ha detto:

    Ecco, sì, come quella zuppa di pesce. Fai le cose per bene fin dall’inizio, perditi ma non tradirt, andrà comunque bene!

  15. lillopercasol ha detto:

    Mi hai chiuso la bocca! Allora… Forza!

  16. egle1967 ha detto:

    Questa è la danza di cui parlavo prima…(se rinasco , voglio rinascer riccio)

    I ricci,quando sentono freddo,cercano di stare il più vicino possibile,
    si cercano,si stringono,si abbracciano per accumulare calore.
    All’inizio stanno bene ma a poco a poco,cominciano ad accorgersi del dolore provocato dagli aculei dell’altro sulla pelle e cercano di allontanarsi.
    Poi sentono di nuovo freddo e si riavvicinano,cercando di sopportare il dolore
    ma di nuovo si feriscono e si ristaccano,poi sentono di nuovo freddo e si riabbracciano ripetono più volte questi tentativi ,sballottati avanti e indietro tra i due mali….

    Mi sembra un’immagine perfetta di molte relazioni.

    Invece ci sono alcuni ricci che imparano a sprigionare più calore interno
    e a porsi a giusta distanza dagli altri ricci,in modo da stare
    abbastanza vicini per sentire il calore e abbastanza lontani per sentirsi liberi e non sentire il dolore
    e godere della vicinanza.
    la giusta distanza qual’è?

  17. lillopercaso ha detto:

    Egle, brava, proprio questo!

    (Germoglina: e tu estremamente ironica!)

  18. flampur ha detto:

    Forse racchiusa tra parentesi la soluzione finale: (Cosa non si fa per vivere bene!!!). Si gratta via un colore, si fugge inconsapevoli, si aggiunge un pizzico di farina alla carbonara; ci si evolve anche in prudenziale retromarcia… è quel “cosa non si fa” la chiave di volta…

  19. Erre ha detto:

    Comprensibile e giustificabile. Ora devo solo imparare anche io…

  20. LuceOmbrA ha detto:

    Temevo di leggere di una falena destinata a bruciarsi e invece è una bella farfalla luminosa e forse solo curiosa. E’ anche vero che volte bruciarsi serve a imparare a volare più in alto, sorriso…

    • germogliare ha detto:

      “solo curiosa”, quanti significati può contenere questa tua supposizione! curiosità verso la conoscenza di sé stessi, gli altri, il presente, il futuro, curiosità per il gioco. Ma prefissarsi di respirare aria pura, eppure in volo, non è gioco. un sorriso…

  21. Moralia in lob ha detto:

    Non te l’ho mai detto, ma i tuo post sono veramente un piacere…
    Buona serata

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