La coscienza di sentirsi coinvolti e la tristezza dell’€™impossibilità di agire

Duchamp playing chess with Eve Babitz.

Marcel Duchamp playing chess with Eve Babitz

“L’aspetto competitivo del gioco non ha importanza, ma la cosa in sé è molto plastica e questo è probabilmente quello che mi ha affascinato nel gioco… Il gioco è un’altra espressione mentale, intellettuale che ha dato qualcosa in più alla mia vita e alla mia personalità» . Marcel Duchamp

Ti regalerò una scacchiera, e impareremo a giocare.

Ci trovavamo a passare in via Nazionale, per caso, avevamo fatto un giro del cavolo cercando un parcheggio. Eravamo presi dalle chiacchiere, io dai suoi racconti, aveva fretta di spiegarmi come si erano svolti i fatti, le azioni dell’incontro cui aveva da poco partecipato, da bravo cronista facendo scorta di particolari, me li riportava con ogni dettaglio. Di colpo sono bloccata per strada, non capisco, un particolare attira la mia attenzione, un flash, ferma.  Mi giro verso la scalinata ripida alla mia destra, di corsa dirigendomi dentro il portone antico, di lato c’è una signora con il fazzoletto in testa e una lunga gonna, il viso segnato da un’infinità di anni vissuti in molto meno, chiede l’elemosina con una mano e con l’altra apre e chiude l’anta di legno, regalando un timido sorriso. Lo afferro per la giacca: “Aspetta! …dai, seguimi…” Erano mesi, giorni, che meditavo su l’opera custodita in quel luogo, senza però realizzare l’idea di passare a vederla. Forse il pensiero di lui, il nostro agire corrisposto, conduceva ad associare la mia emozione a quella espressiva dell’opera… L’arresto marmoreo dell’estasi… potrebbe essere!

“Dai!” l’invito a seguirmi. Mi accompagna, da uomo generoso prende istintivamente delle monete dalla tasca della giacca e le pone nel bicchiere della donna, osservandomi senza porre domande, con fiducia silenziosa. Ma credo che si stesse chiedendo: “…questa che ha ora? una crisi mistica?”. Entriamo, io felice all’idea di trovarmi difronte a Lei, e la sacralità del luogo conferisce all’attimo un significato mistico. Pace. Buio. L’odore delle candele che bruciano impreziosisce l’atmosfera.  Ridevo. Rido.  “Che bella!” (…la chiesa!…?)dice.  Non fa domande. Cerco l’edicola. “Ecco, bene!” mi giro e lo vedo lontano, in penombra, è rimasto in fondo alla navata della chiesa, con un’aria tra il perplesso e il tranquillo. Aspetta. “Alle tue stranezze ci sono abituato”, avrà pensato sicuramente.  E no! questo, caro, non te lo aspetti. Ti stupirò! “Che fai lì? seguimi, ti mostro una cosa”, così lo conduco davanti alla statua tenendogli la mano sulla spalla. “Guarda!  è L’Estasi di Santa Teresa, del Bernini. Orgasmo puro. Piacere dell’agonia”. Risponde: “Bernini… sì!”. Proseguo: “Per gli storici dell’arte è orgasmo eterno.  Lui è riuscito a bloccare l’immagine di una passione, un’eccitazione, in fondo per un animo sono pur sempre tormento. Immagina quando ero alle scuole superiori e la prof ha dovuto fare lezione su quest’opera, non ti dico le risa di tutta la classe…”.

Non so cosa abbia pensato in quel momento, io ero felice, eccitata di condividere quell’esperienza con lui, e non ho badato a osservare la sua mimica facciale.  Forse. Era un pochino smarrito, stupito, contento, non so. Non ha fatto domande, ha sorriso, questo sì.  “Hai notato il viso della santa?” e mi veniva da sorridere ancora, “Si!”, usciamo in silenzio, l’uno accanto all’altro, insieme. In strada ricomincia a parlare, di ogni cosa e ogni luogo… nessun commento sull’accaduto. Ci guardiamo negli occhi prima di lasciarci, un bacio sulle guance e siamo di nuovo lontani.

Image for La coscienza di sentirsi coinvolti e la tristezza dell’impossibilità di agire

Santa Teresa d’Avila, Gian lorenzo Bernini, Santa Maria della Vittoria in Roma

Mina – Sono come tu mi vuoi (1967)

Annunci

Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
Questa voce è stata pubblicata in amore, arte, cuore, diario, farfalle, fotografia, luce, pensieri, sorriso, Uncategorized, vita e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

48 risposte a La coscienza di sentirsi coinvolti e la tristezza dell’€™impossibilità di agire

  1. egle1 ha detto:

    Quando la coscienza di esser coinvolti di manifesta con una gioia di condivisione, diventa una coscienza allargata e comincia a creare anch’essa altra bellezza.
    Forse è solo la gioia di porsi testimoni di emozioni e pensieri nostra che diventa immensa.
    Per agire occorre che pensieri e emozioni non solo vengano accettate ma innaffiate , e a qualcuno basta qualche goccia ogni tanto.
    baci bella donna

    • germogliare ha detto:

      Per questo giro con il contagocce, ma ci sono soggetti a cui bisognerebbe affondare la testa in una vasca di emozioni e neanche ci sarebbe la certezza di smuoverli. Potrei sempre organizzarmi con un idropulitrice da borsetta. Santa Teresa è a Roma… di passaggio…a un tiro di schioppo. Bella tu, dolcezza!

  2. rodixidor ha detto:

    Non vale giocare a scacchi così, impossibile concentrarsi 😉

  3. flampur ha detto:

    .. e comunque non ho capito come sei arrivata da Via Nazionale a Santa Maria della Vittoria trovandotela sulla destra.. eh eh..

  4. guido mura ha detto:

    Non è facile condividere esperienze estetiche. Non so nemmeno se sia possibile, perché ognuno ha la sua esperienza. Bernini è un autore importante nella mia vita. Gli sono debitore di un buon esame di Storia dell’arte e di una delle mie prime pubblicazioni, per le celebrazioni berniniane. Certo procura emozioni, perché il discorso emozionale è alla base della sua poetica, ma può provocare estasi o sgomento, sensazioni troppo personali, come tutto quello che attiene ai rapporti con l’infinito.

    • germogliare ha detto:

      L’esperienza individuale, riferendoci allo stato emozionale, dovrebbe essere comunque condivisa, se vissuta in coppia. Insomma, di fronte a un’opera d’arte, di indiscusso valore artistico ed espressivo, non si può restare indifferenti. Allora, se indifferenza non è, è repressione dei sentimenti, e non c’è cosa peggiore per un uomo in una società democratica, reprimere i suoi sentimenti. 😉
      .

  5. Nicola Losito ha detto:

    Beh, completiamo l’opera. D’accordo che il viso di Santa Teresa D’Avila rappresenti l’emblema del più puro orgasmo, ma che mi dici dello sguardo sorridente e furbetto dell’angioletto?
    Che sia stato lui a… 😀
    Molto gradevole, come sempre, il tuo post. Non so giocare a scacchi ma con Eve Babitz avrei provato anch’io a improvvisare qualche mossa.
    Ciao.
    Nicola

    • germogliare ha detto:

      Eh, sì, l’angioletto con la sua lancia…mmmmm, direi che non ci nasconde qualche segreto…
      …tu come Eve?! messo a nudo per una mossa a scacchi?! oddiosanto, questa sarebbe una notiziona 🙂
      Stammibene. Ciao

  6. tilladurieux ha detto:

    Quanto le piace Duchamp Germoglia?

  7. bakanek0 ha detto:

    L’attimo perfetto, in cui si sente il battito del cosmo, in sintonia con l’emozione, l’arte, la bellezza, l’altro. Un attimo. Buona giornata, fossette.

  8. il barman del club ha detto:

    a volte si vorrebbero condividere le proprie emozioni, le proprio passioni per trascinare l’altro/a nel bellissimo mondo in cui si è sempre vissuto. Non sempre è così… e ci si rotea intorno come la Terra e la Luna (bellissime senz’altro a vedersi, ma sempre distanti, sempre lontani… eppure vicini, basterebbe poco). Capisco la tua estasi… l’ho vissuta anch’io tante volte davanti a un’opera d’arte, e tante volte da solo. Spesso è così e si è felici lo stesso…

    • germogliare ha detto:

      felici, sì, però manca… manca qualche cosa perché quella felicità ci appaghi totalmente. come se fossimo feli(senza)ci… Se capisci la mia estasi…

      • il barman del club ha detto:

        si cerca sempre di condividere: avvolte ci si riesce a volte no; c’è chi sa giocare e chi no; c’è chi vive lo stesso e chi non ci riesce; c’è chi vive da solo e chi no. Lo so, un gioco è bello quando si è in due: ma spesso si perde, qualche volta si vince…

  9. penna bianca ha detto:

    Aver voglia di giocare e saper stare al gioco. molta più profondità di quello che sembra.

  10. scudieroJons ha detto:

    “Duchamp – si legge nella sua biografia – passò la maggior parte della settimana del viaggio di nozze a studiare problemi di scacchi, e sua moglie per la disperazione si vendicò alzandosi una
    notte mentre egli dormiva e incollò tutti i pezzi alla scacchiera. Divorziarono tre mesi dopo.”
    Max Ernst fu molto più furbo, perché giocava con la moglie Dorothea Tanning.
    Ciao : )

    • germogliare ha detto:

      Caro il mio Scudiero, hai presente (so di sì) la foto di Max e Dorothea che giocano, simil quella che ho postato sopra, bene, avrai notato come Max regge con una mano il gioco e con l’altra la cornice che contiene, come fosse una tela, lui e Dorothea.
      Duchamp ha sempre considerato il gioco piacere per sé (comunque a me piace anche per il suo sano egoismo : ) )
      Baci

  11. Guido Fabrizi ha detto:

    Il gioco è la cosa più seria della vita.:-) G

  12. Lillopercaso ha detto:

    Santa Teresa colpisce ancora. Che donna! O è merito del Bernini?
    Mi è indispensabile condividere. Dato che sto molto da sola, ho trovato un trucco per condividere tutto, sempre: mi dico che è tutto un continuo elaborare dati, dentro di me, e che il risultato è quello che condividerò nei momenti opportuni.
    B-) Furba, eh!

    • germogliare ha detto:

      Bernini è stato ispirato dalla Santa, certi risultati avvengono per un giusto peso di impegno. Vedi mia Lillo, anche io faccio come te, immagazzino e sempre per prossima-futura condivisione, anche i silenzi hanno molta importanza. E non si tratta di perché si è molto soli o no, è invece una questione di essere o meno predisposti all’elaborazione dell’accaduto, per chi invece non può essere passivo. Baci e abbracci

  13. flampur ha detto:

    Non per nulla Santa Teresa non fu posta in San Pietro… troppo imbarazzata ed imbarazzante… se organizzate una GNAMmata mi piacerebbe partecipare!! ;))

  14. ventisqueras ha detto:

    beh, è certo che hai agitato le acque del gioco con due emblematiche versioni, facciamo tre, con Mina….il gioco è parte della vita stessa, tutto piacevole qui gratificata anche dai commenti
    :-)(

    • germogliare ha detto:

      ho provato ad agitarle le acque ma come avrai letto: il maschio è rimasto impassibile; la Santa Teresa, pietrificata; Duchamp con la donna, seppur nuda, continua a giocare a scacchi; mentre Mina canta: sono come tu mi vuoi…. ci sarebbe da piangere 😦
      Baci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...