Toc toc (…bussa piano)

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Helena Almeida Ovue me – Listen to me – Ascoltami

Helena Almeida

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“La sofferenza è una. Si parla della sofferenza come si parla del piacere, ma se ne parla quando non ci dominano, quando non ci dominano più. Ogni volta una nuova sensazione, e noi dobbiamo riconoscere che li avevamo dimenticati. Sono nuovi, perché noi lo siamo; ogni volta diamo noi un’anima e un corpo un po’ modificati dalla vita. Eppure la sofferenza è una. Non conosceremo di lei, come non conosceremo del piacere, se non qualche forma sempre uguale, e ne siamo prigionieri. Bisogna spiegarlo: la nostra anima, immagino, non ha che una tastiera ristretta, e la vita, per quanti sforzi faccia, non ottiene mai che due o tre povere note. Ricordo l’atroce insipidezza di certe sere, quando ci si appoggiava alle cose come per abbandonarvisi; e le mie orge di musica, il mio morboso bisogno di perfezione morale, che non era forse se non una trasposizione del desiderio. Ricordo certe lacrime versate quando, a ben guardare, non ce n’era ragione; e mi accorgo che tutte le mie esperienze del dolore erano già racchiuse nella prima. Ho potuto soffrire di più, non ho sofferto diversamente; e del resto ogni volta che si soffre si ha l’impressione di soffrire di più. Ma il dolore non ci rischiara affatto sulla sua causa.”
Alexis, Marguerite Yourcenar

Helena Almeida Seducir

Helena Almeida Seducir

 

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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23 risposte a Toc toc (…bussa piano)

  1. massimobotturi ha detto:

    lei è divina, e se a te piace

    beh

    🙂

  2. Egle1967 ha detto:

    Nel bene e nel male , la memoria delle emozioni ci abbandona e viviamo per lo più’ di ricordi e di aspettative …la sedimentazione di cio’ che insegna il dolore e’ lenta , ed io credo che ogni volta sia diverso perche’ qualcosa l’abbiamo compreso…qualcosa di noi , intendo…
    Bacibelladonna

  3. lapodelapis ha detto:

    non sembra ma la sofferenza, come il piacere, può essere una cosa molto sofisticata.

  4. guido mura ha detto:

    A dire il vero, dolori e piaceri sono di tante specie, così come la pazzia. Credo che siano proprio di natura differente e che differenti siano le sensazioni che ne derivano. Esistono dolori fisici, che in alcune circostanze e per alcune persone possono trasformarsi in piacere, così come in alcune sofferenze morali ci si può crogiolare; ma vi sono altri tipi di sofferenze da cui mai si potrebbe ricavare una forma di piacere.

    • germogliare ha detto:

      E poi ci sono le capacità diverse delle persone di sopportare la sofferenza, perché di diversa essenza sono fatte, entranbe. Ma ciò che intendo come possibilità di evasione per meglio vivere la sofferenza, è un filo di sottile piacere, diverso, che, però, qui identifico con l’immagine Seducir, perché una donna sofferente non dimentichi mai l’energia della seduzione..

  5. bakanek0 ha detto:

    Scegli sempre immagini molto coinvolgenti. Mi fai venire la curiosità di conoscere di più. Ciao, fossette!

  6. Guido Fabrizi ha detto:

    Più si è vergini al dolore, e più si pensa di soffrire…

  7. mitedora ha detto:

    la sofferenza è la stanza della verità.

  8. il barman del club ha detto:

    tutte le ferite lasciano tracce di sangue…

  9. Nicola Losito ha detto:

    Ciao cara germogliare,
    ho una notizia, spero simpatica, per te. Ti ho nominato per il Shine On Award. Se il premio ti interessa e vuoi partecipare alla kermesse troverai le semplici regole da seguire nel mio post settimanale di Lunedì 20 Gennaio 2014.
    Un cordiale saluto.
    Nicola

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