Seduta per riposare in modi metropolitani

Seduta persa

Seduta persa

Bella in mostra, Karen Finley al Whitney museum

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Riposo in vetrina

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Eh, provaci a sederti!  The old couple di Sarah Lucas

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Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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19 risposte a Seduta per riposare in modi metropolitani

  1. egle1967 ha detto:

    riposare è un arte ma anche dormire a New york !
    bella donna, non riesco a postare fotografie , ti lascio il link.

    la prima fotografia da un senso di …vita..speranza, attesa…mi piace la ruota della bicicletta …

    il privato diventa pubblico?
    bella idea..sai mi viene in mente quel detto..quando sei solo comportati come se ci fossero ospiti e quando ci sono ospiti comportati come se fossi solo …

  2. egle1967 ha detto:

    La città è il luogo in cui si manifesta una realtà che va oltre il pubblico e il privato.
    E l’uomo cerca di riappropriarsi di una dimensione comunicativa, in un contesto in cui il “privato” è fortemente influenzato dal pubblico. E’ il teatro di una lotta , se vuoi , tramite la rappresentazione di una realtà che a volte è invisibile a molti.
    La città in se’ stessa, bisogna riconoscerlo, è brutta.
    e cio’ che la rende vivibile è la coscienza propria di chi la vive e la rende visibile agli altri.
    Forse sono andata fuori tema , ma è quello che mi è venuto in mente , guardando le fotografie.
    ciao bella donna

    • germogliare ha detto:

      Egle carissima, ad ognuno la sua/propria seduta! E proprio nel contesto metropolitano, in cui l’intimità del riposo si fa pubblico, emerge quella forza del sé (non per tutti è così) che riesce a tutelare il rilassamento privato. Sarebbe stato troppo facile mettere l’immagine di una panchina in un parco. No, solo la potenza della nostra energia interna fa sì che possiamo racchiuderci in noi e dormire, anche davanti a una vetrina nel centro di New York.
      Felicesettimana, bella tu!

  3. tilladurieux ha detto:

    La mia preferita è la prima. Mi fa venire proprio voglia di sedermi lì, fumarmi una sigaretta e guardare la gente che passa.

    • germogliare ha detto:

      Immagino la scena! E mentre la sedia solitaria e sperduta nessuno la nota, con te seduta sopra, lo sguardo beffardo, le gambe accavallate e il piede a penzolare, si girerebbero tutti.
      Le tengo il posto!

  4. bakanek0 ha detto:

    C’è anche un divano? Mi conosci, fossetta, son gatta pigra…bacio anzi tre o cinque.

  5. guido mura ha detto:

    L’importante è stare comodi, anche su quelle della mostra (magari a qualcuno piace). Mi piace la lettrice sotto il Wall street journal; un po’ come mangiare un hot dog sotto le insegne di un famoso ristorante a cinque stelle o dormire in sacco a pelo sotto le finestre del Grand Hotel.

    • germogliare ha detto:

      Sì, hai colto la sottigliezza, Guido, ma non mi stupisco vista la tua raffinata capacità di lettura e scrittura (aggiungo!). Il confronto tra le diverse sedute, infatti, mi faceva pensare a quanti siano gli svariati gusti per sentirsi “comodi”, tra questi, sicuramente c’è chi troverebbe perfetto una delle sedie del Whitney museum.

  6. stileminimo ha detto:

    La città vista come luogo dove fermarsi un attimo non mi dispiace; meno mi piace la città come luogo dove correre senza saperne il motivo e in che direzione. Cogliere i siti dove fermarsi è possibile non è mica da tutti. E infatti tu sei speciale.

  7. germogliare ha detto:

    Anche il luogo più caotico e affollato può nascondere delle preziosità per riposarsi, perché nasce da dentro il sapersi raccogliere e contenersi. Vedi l’omino in vetrina. E gli occhi, cara la mia Stile, beh, il saper osservare è anche frutto di esercizio, ma questo tu lo sai bene, dalle montagne la vista è anche più ampia che dalla valle. Un saluto!

  8. Lillopercaso ha detto:

    Amo le città grandi!
    Io sono di quelle che mettono il giornale sul bordo del marciapiedi e ci si siedono sopra (non di norma, ma all’occorrenza). E poi sto come al cine. Fondamentale dimenticarsi del cellulare.

    • germogliare ha detto:

      La tua immagine è perfettamente simile alla mia 🙂
      Mi piace molto assentarmi dal resto del mondo e osservare la vita che avviene, la gente, la città, con i colori e le azioni che si mischiano. Sì, proprio come al cine.

  9. LuceOmbrA ha detto:

    Ah la gente…è un così tale spettacolo!

  10. sherazade ha detto:

    Ogni fotografia varrebbe una storia.
    Sheragraziedellatuattenzione 🙂

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