Un martedì di maggio, un brindisi e una folata di vento dal mare

papavero_giallo_ap

Osservavo quel braccio pallido, steso sul lenzuolo.  Lo immagino estraneo, altro dal mio corpo. La manica della camicia copriva allo sguardo il cerotto che tratteneva la parte di fuoriuscita dell’ago nella vena. Un meccanismo di raccordo blu, inseriva il tubicino giallo che saliva su fino a ritrovarsi in altri incastri di condotti blu, e terminare a legarsi alle sacche di plastica trasparente. In questo, lo scorrere di liquido fatto giallo alla vista, che scendeva a gocce lente lente. Mentre. Le chiacchiere si distribuivano intorno e sopra il mio letto. Ora anche un piatto con i pasticcini mi passava sulla testa e insistentemente proteso verso il naso, dall’unica mano maschile del gruppo.  E la modulazione vitale delle voci amiche, musica. Eh, voilà!!! Facciamo ‘na festaaaaa. E’ qui la festa! stanza 1, letto 3, quello vicino alla finestra, da dove si vedono i pini giganti e la gente piccola piccola che va fare le analisi (e altre cose che non so).

Affettuosità, qui. Tutto questo starsi vicini, vale un cuore che non batte più. Sì, perché la mia amica della gita a bologna, ha saltato quest’appuntamento comune con la chemio e tutti gli altri salterà, sì, si è stancata di questo gioco e ha preferito abbandonare il campo.

Un martedì di giugno, un brindisi e una folata di vento dal mare (1)“Vi saluto, belli!”, c’ha detto a tutti. Beh, in realtà, lei lo voleva dire, stava lì per dircelo ma si è addormentata prima di poterlo fare. Accidenti a te! Accidenti. Potevi almeno lasciarci con una pernacchia, prima, o darci ad ognuno un bacio di addio.  E ora te la ridi, a vedere tutta questa bella gente nella camera che è stata nostra per qualche volta, ed io che devo spiegare alla signora dell’altro letto: “Scusi, sa, ma non è sempre così, oggi è un caso che i miei amici si siano ritrovati tutti qua. Spero che non la stiamo disturbando!” E sorride la signora, sorride compiaciuta, ignara.  Ma torniamo a Bomba. Parlavamo di cuore, sì perché l’affetto sincero e incondizionato arriva salendo le scale anche senza ascensore, anche con il fiatone, anche quando in quel reparto, in quella stanza, fino a pochi giorni fa si curava la propria sorella. Così è la dottoressa degli alberi, con il viso bianco, gli occhi lucidi ma comunque le labbra a segnare un sorriso sincero. Seduta in fondo al letto, toccando con il fondoschiena i miei piedi, mi accarezza le caviglie, cara, “Dopo si va a mangiare il pesce, Eh!”, “Sì!” Io. “…e con una bottiglia di prosecco, c’è bisogno di bollicine!!!” prosegue l’infermiera bolognese. E la donna dai capelli rossi che è sempre a esaminare il nostro sangue, comincia a cercare un ristorante da prenotare, “Siete aperti?  non arriviamo prima delle 14:30”. “E poi il gelato, fondente alle scorze d’arancia e pistacchio, lì dove lo fanno buono!” aggiungo. Cin cin Gabri, cin cin a te e ai tuoi occhi qui.

 

Barbra Lica – The Food Song

 

Annunci

Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
Questa voce è stata pubblicata in amicizia, cuore, diario, donne, emozioni, farfalle, felicità, fotografia, germogliare, luce, musica, pensieri, riflessioni, sorriso, terremoto, Uncategorized, vita e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Un martedì di maggio, un brindisi e una folata di vento dal mare

  1. lapodelapis ha detto:

    è salutare salutarsi.

  2. roceresale ha detto:

    Vale poco ma capisco. E apprezzo lo spirito, di chi lascia il gioco e di chi resta a provare a capirne di più.

  3. sherazade ha detto:

    Mi unisco anch’io ‘cin cin’

    sherazade

  4. il barman del club ha detto:

    i sorrisi e le mani diventano enormi quando gli auguri sono fusi con la nostra anima…

  5. francescagarrisi ha detto:

    la fusione del blu raggiante del mare con il giallo abbagliante di quei fiorellini dà il senso dell’intero post.

    si sta bene qui da te. tornerò a leggerti 🙂

  6. guido mura ha detto:

    A volte si ha voglia di andare. Talvolta invece è necessario resistere, se ti devi occupare di qualcuno, come succede a me con mia madre. Un saluto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...