Mi ero sempre immaginato il Paradiso sotto forma di una biblioteca*

Felice, Gemma, Luca e Mario, il meglio di Per Altri Occhi, senza la regia

Felice, Gemma, Luca e Mario, il meglio di Per Altri Occhi, senza la regia

*J.L. Borges, La Cecità

L’arte si fa “Utile” attraverso le azioni che conducono a un benessere sociale, di denuncia o di coinvolgimento. Ecco:Come vedere, pur non vedendo “– metafora della cecità e del guardare oltre. Sono tanti i modi per osservare e altrettanti quelli per cui una buona vista non basta per percepire ciò che abbiamo di fronte. Emerge che la disabilità è soprattutto un fattore mentale.

Per Altri Occhi

L’arte sociale è condivisione, non importa quale linguaggio si usi, l’importante è il confronto, e attraverso l’arte abbiamo agito per smuovere gli animi, nei giorni trascorsi sul territorio teramano. Con Felice Tagliaferri, Mario Santoni, Luca Casella e Gemma Pedrini, di “Per  Altri Occhi”, Silvio Soldini e Giorgio Garini, i registi che poi ritroviamo ancora con Felice in “Un Albero Indiano”, prodotto dalla CBM Italia.

Un Albero Indiano

 

L’Arte Utile, da “Per Altri Occhi” a “Un Albero Indiano” -.  Solo uno degli appuntamenti, dove è stato proiettato “Per Altri Occhi”, ciò che rappresenta l’abbecedario di “Come vedere, pur non vedendo”; in prima visione in Abruzzo, “Un Albero Indiano”, a conferma della possibilità che l’arte parla un linguaggio universale ed è utile, fattivamente utile, così riferisce. E come accade in intimità, tra amici, ci siamo raccontati, accolti dal direttore de L’Arca, Umberto Palestini.  Ho spiegato che il progetto, all’Interno del mio libro in uscita: “L’Arte è Utile- comunque bella”, è il modo per potermi confrontare sul comprendere l’arte contemporanea, democraticamente accessibile a tutti, che si occupa del sociale e del relazionale, partendo dalla mia terra. Un dialogo con parole semplici, passando per la disabilità fisica che “chi la vive per azione diretta riporta come arricchimento”, dalle parole di Loredana Fanini, e “si fa investimento”, prosegue Gino Natoni.  Vincenzo De Nardis, in nome della Tercas, riconferma la dovuta possibilità di proseguire nel credere in azioni come queste. Silvio Soldini e Giorgio Garini si fanno tutt’uno nel riportarci le emozioni della loro decennale collaborazione, in cui si distinguono per saper raccontare la vita mai banale e che con altri occhi diventa straordinaria. Il primo, documentario sulla cecità, li ha fatti incontrare con Felice e la sua vitalità, e poi legati insieme alla CBM Italia per il documentario girato in India. E raccontano di come sia iniziato l’interesse per la cecità, la ricerca di personaggi che facessero scaturire positività, e del viaggio in India, del muoversi in un ambiente in cui loro sapevano dove mettere i piedi, anche tra i villaggi sperduti, mentre dovevano quasi correre dietro a Felice, che attraverso i profumi, conosceva un mondo mai incontrato prima. Silvio Soldini: “C’è sempre tanto da imparare da chiunque sia diverso da noi e a volte il viaggio diventa una scoperta continua”. La dimostrazione? Tutto ciò che con Giorgio Garini hanno registrato e che Felice, voce narrante di “Un Albero Indiano” riafferma: “ Non servono le parole per insegnare l’arte”.  Massimo Maggio (direttore CBM) riporta la reale concreta testimonianza di quanto lo smuovere l’opinione su un problema possa in termini numerici aiutare a una soluzione, i casi dei bambini guariti dalla cecità, quando dell’acqua sporca basta a piegare le ciglia all’interno per renderli ciechi: “Oggi gli insegnanti che hanno seguito il corso di Felice, grazie al sostegno di CBM Italia, hanno avviato un laboratorio di lavorazione della creta permanente”. Durante i saluti, pensando a voce alta dico che: Va be’, avrei voluto le folle a partecipare a questi momenti, ma sono contenta di aver buttato un sassolino nello stagno. Cecilia Casorati, curatrice, che ha speso una vita a far in modo che l’arte contemporanea sia per tutti, mi corregge e sostiene, dicendo: “Eh, no! Non è un sassolino, è un germoglio che crescerà” . Spiegando come un’azione può segnare il tempo anche solo con un gruppo di persone, quelle giuste, che hanno lo stesso sentire, lo stesso credere.

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Felice Tagliaferri ci ha guidati in tutte le giornate, portando il suo “Cristo Rivelato”, deposto per farsi toccare, così da arricchirsi di noi e a noi ridare ciò che altri hanno lasciato, con le mani e chi con gli occhi. Nella Chiesa di San Domenico ancora per alcune settimane, prima di essere trasportato in altri luoghi, Cesena, Padova e poi i Musei Capitolini. Solo elemento scultoreo- marmoreo, in un ambiente che nella sua sacralità e rigore, illumina lo spazio, insieme all’oro che s’illumina dall’altare. Qui si sono esibiti, nell’ultima sera, i musicisti, Gemma, violoncello, e Luca, canto e piano, eseguendo anche brani scritti “Per Altri Occhi”. E come accade quando l’alchemica armonia s’instaura, i pezzi fuori programma si sono susseguiti fino a chiudersi quando i saluti pieni di commozione erano oramai dovuti. Quale occhio bisognava avere per percepire la musica che riempiva la Chiesa o avvolgeva il “Cristo Rivelato”?

Perché i documentari? Il racconto visivo e verbale è ciò che più facilmente coinvolge e avvolge il fruitore di qualsiasi età. Hanno partecipato le scuole, all’incirca 600 ragazzi, più gli insegnanti, alcuni di loro hanno realizzato con Felice un laboratorio con la creta, sul concetto del tattile, come, con più tempo, hanno fatto gli studenti dell’ultimo anno del Liceo artistico, creando un pezzo e rendendo visibile ciò che per loro non è, un cuore o un cervello, ad esempio.  E poi, gente nelle sale comunali, centri per anziani, e lì domande e risposte sulla meraviglia di stupirsi; come dice Gemma, nello spiegare come vivere la normalità: “Basta solo amarla la vita”. Lei e Luca, regalano musica per ringraziare, Luca mostra le foto che fa durante i suoi viaggi e anche da quest’Abruzzo ne riporterà di belle, in cui ha impresso la percezione dell’odore che arriva dal mare e si raffronta con il vento della montagna; Mario, con battute sulle sue avventure sportive, sulla neve e sull’acqua, il campione delle 100 flessioni; Felice, la sua magnetica energia espressiva, che gira il mondo con la sua scultura e il suo pensiero, gioca con tutti, stimolando nelle riflessioni: “Davide è sempre Davide, con un braccio o due, una gamba o due, è lui comunque, quello che conoscete come il vostro compagno, non importa lo stato fisico, e questo dovete capire”; e Callisto e Tobia, i cani guida, provano che fidarsi dell’altro è fondamentale per proseguire un cammino, metafora o non metafora, che sia un cane o un essere umano.

E poi, l’ospedale pediatrico, una manciata di bambini e una manciata di ciechi, a far festa, a cantare e ballare mentre nessuna barriera impediva di sorridere, i bimbi non hanno capito bene che gli animatori erano non vedenti, viceversa essi sentivano i piccoli all’altezza delle loro gambe e timidamente intrecciarsi tra di loro. Una festa normale, all’apparenza e anche nel profondo.

Nella cena al buio, il disorientamento dei normovedenti è stato accolto dall’accoglienza degli ipovedenti, facendoci da guida, con la mano sulla spalla a catena. Mettersi nei panni dell’altro anche se per poche ore, è rendersi conto che anche prendere una forchettata di pasta o versarsi del vino al buio può essere difficile, ma i nostri protagonisti, ci hanno come sempre messo a nostro agio, e anche qui è stata festa.

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Il viaggio prosegue, insieme.”Uno da solo vale zero, è solo quando si unisce agli altri che può essere forte!” Felice

A.P.

P.s. Auguro Buon Natale a chi passa da qui, i mie compagni di viaggio e nuovi  che s’incontreranno. Ci tenevo a condividere questi giorni speciali, per dire a chi c’era: Grazie! E per chi non c’era: Guardate quanta luce può regalare il buio.

comevedere_adina_pugliese (43)P.s.s. Augurate voi  a me, forza, perché questo Natale rinascerò, e non è sempre una cosa facile, rinascere!

 

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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10 risposte a Mi ero sempre immaginato il Paradiso sotto forma di una biblioteca*

  1. gelsobianco ha detto:

    Oh, cara A…
    Hai tanto in te!
    Io so che ri_nascerai.

    Ti abbraccio forte, per ora.
    Sei nei miei pensieri.
    Ritorno presto da te! Tu mi conosci ormai.
    Ti sorrido
    A.

  2. massimobotturi ha detto:

    sento una carica vitale meravigliosa, e questo è impagabile

  3. Riyueren ha detto:

    Ti auguro ogni bene, mia cara.Sono sicura che sarà un Natale di vera rinascita.Ti abbraccio. ❤

  4. lapodelapis ha detto:

    quando rinasci non cambiare nome.

  5. egle1967 ha detto:

    Il Paradiso lo immagino sempre un luogo senza parole, fatto di odori, gesti, oggetti da toccare ..
    Quanto mondo non riusciamo e/o non vogliamo vedere dentro di noi e quindi anche fuori..
    Forse siamo troppo poco per contenerlo tutto..e non troviamo mai la giusta misura..
    Le rinascite sono dure , faticose e difficili, ma nell’attimo in cui senti che ce l’hai fatta..ecco quell’attimo vale tutta la vita..
    Un abbraccio …e adesso ti chiamo

  6. il barman del club ha detto:

    a Milano c’è una bellissima iniziativa intitolata “Appuntamento al buio” dove chiunque può scegliere fra diversi itinerari: una cena al ristorante, una rappresentazione teatrale, una serata al Pub; ma tutto viene vissuto assolutamente al buio, proprio per rappresentare il mondo di un non-vedente e per vivere un’esperienza diversa dal nostro modo di vedere la realtà. Conosco anche degli amici che traducono poesie in alfabeto Braille e che registrano audiolibri, questo per dire che a volte, guardarsi nell’anima, è come aprirsi e andare al di là delle nostre banalità quotidiane.
    Ti auguro buone Feste di cuore… e di “vedere” tanta serenità…

  7. Auguri, per il Natale e per la rinascita. Un abbraccio

  8. tramedipensieri ha detto:

    Forza e coraggio e buona rinascita!
    Un forte abbraccio e cose belle
    Tanta serenitá

    .marta

  9. Elena ha detto:

    Auguri con tutto il cuore!

  10. 65luna ha detto:

    Allora auguri per tutto! 65Luna

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