Leonardo Da Vinci, di pensieri e di vigne

L’uomo ha grande discorso del quale la più parte è vano e falso, li animali l’hanno piccolo ma è utile e vero; e meglio è la piccola certezza che la grande bugia.”

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La penitenza dell’acqua

Trovandosi l’acqua nel superbo mare, suo elemento, le venne voglia di montare sopra l’aria, e confortata dal foco elemento, elevatosi in sottile vapore, quasi parea della sittiglieza dell’aria, e, montato in alto, giunse infra l’aria più sottile e fredda, dove fu abbandonata dal foco. E piccoli granicoli, sendo restretti, già s’uniscano e fannosi pesanti, ove cadendo la super(bia) si converte in fuga, e cade del cielo; onde poi fu bevuta dalla secca terra, dove, lungo incarcerata, fe’ penitenza del suo peccato.”

Il ragno e l grappolo d’uva.

Trovato il ragno uno grappolo d’uve, il quale per la sua dolcezza era molto visitato da ave e diverse qualità di mosche, li parve avere trovato loco molto comodo al suo inganno. E calatosi giù per lo suo stile filo, e entrato nella nova abitazione, lì ogni giorno, facendosi alli spiraculi fatti dalli intervalli de’ grani d’uve, assaltava, come ladrone, i miseri animali, che da lui non si guardavano. E passati alquanti giorni, il vendemmiatore còlta essa uva e messa coll’altre, insieme con quelle fu pigiato. E così l’uva fu laccio e ‘nganno dello ingannatore ragno, come delle ingannate mosche.”

Le foto dell’anteprima sono state scattate presso “La Vigna di Leonardo Da Vinci nel giardino di Casa Degli Antellani” di fronte a Santa Maria Delle Grazie dove c’è il “Cenacolo“. Nel relativo link potete trovare tutte le notizie, è fatto molto bene, e anche l’accoglienza, come il luogo magistralmente tenuto, valgono una visita. Camminare nella storia ed essere immersi nell’ambiente è preferibile!

Dal sito www.vignadileonardo.com : “Leonardo da Vinci si trasferisce a Milano, alla corte di Ludovico il Moro, nel 1482. Sedici anni dopo, nel 1498, Ludovico regala a Leonardo una vigna. Una vigna di forma rettangolare, larga 59 metri e lunga 175 metri, estesa nella direzione dell’attuale via de’ Grassi: una vigna di quasi sedici pertiche, oltre un ettaro di terreno. Parte della vigna di Leonardo si trovava qui, nel perimetro dell’attuale giardino di casa degli Atellani. Leonardo da Vinci muore in Francia, ad Amboise, il 2 maggio 1519. Nel testamento ordina che la sua vigna, mai dimenticata, sia suddivisa in due lotti uguali: l’uno a Giovanbattista Villani, il servitore che l’ha seguito fino alla fine; l’altro all’allievo prediletto, Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì. Villani cede il proprio lotto a un monastero; Salaì, che qui aveva costruito una piccola casa, viene ucciso con un colpo di schioppo proprio in questi paraggi, il 19 gennaio 1524. Dopo la sua morte Francesco II Sforza, ultimo duca di Milano, dona il lotto a Giovan Francesco Stampa, un cugino lontano di Barbara Stampa, moglie di un figlio di Giacometto.Sulla Vigna di Leonardo cade l’oblio per quattro secoli, fino ai giorni in cui Portaluppi avvia il cantiere di casa degli Atellani. È in questo periodo che l’architetto Luca Beltrami, grande storico di Leonardo, verifica sugli atti e i documenti rinascimentali la possibile esatta posizione della vigna, proprio in fondo a questo giardino. Ed è in questo periodo che Beltrami identifica e fotografa la vigna di Leonardo e del Salaì, incredibilmente ancora intatta, prima che venga distrutta da un incendio e dalle urgenze dell’urbanistica. In questi ultimi anni la Fondazione Portaluppi e gli attuali proprietari della casa hanno promosso una ricerca intorno al sito della vigna di Leonardo. Scavando nell’area riconosciuta da Beltrami sono stati individuati i camminamenti che regolavano i filari della vigna, seppelliti sotto le macerie dei bombardamenti del 1943. Grazie al materiale organico ritrovato il professor Attilio Scienza, massimo esperto di dna della vite, è riuscito a risalire al dna del vitigno coltivato da Leonardo: la Malvasia di Candia Aromatica. Sulla scorta di questi risultati, in fondo al giardino di Casa degli Atellani, nel luogo in cui la riconobbe Luca Beltrami, nel rispetto del dna identificato del vitigno e secondo i filari originari, nel 2015 è stata ripiantata, ed è rinata, la vigna di Leonardo da Vinci.”

La verità sola fu figliola del tempo.

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Leonardo Da Vinci

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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8 risposte a Leonardo Da Vinci, di pensieri e di vigne

  1. 65luna ha detto:

    Mi piace sempre leggere informazioni su questo grandissimo genio! Grazie,65Luna

  2. tramedipensieri ha detto:

    Ma che meraviglia questa “casa”! Stupendissima ….!

  3. lapodelapis ha detto:

    l’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. così il tempo presente. (leonardo, tav. 34 v.)

  4. ilmondoatestaingiù ha detto:

    Milano riserva angoli nascosti, sconosciuti ai più, che ti rimandano nel passato. E’ il carattere di questa città, schiva, attenta ad apparire il meno possibile, ma colma di ricchezze, materiali ma talvolta anche umane

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