Non riuscivo a sostenere i loro sguardi*

Leonard Cohen – Almost Like the Blues

Ho pochi rimpianti nella vita, sicuramente uno è quello di essermi persa nel 2013 l’occasione d’assistere a uno dei concerti in Canada di Mr. Cohen, già molto anziano e sempre più affascinante ed elegante.  Ero lì a pochi chilometri da lui. Sotto il suo cielo e nella sua terra. Emozionata come un’adolescente.  Per una mia stupida incapacità nell’impormi, o, nella sciocca ingenuità che mi avessero organizzato una “SURPRISE” come amano fare alcuni abitanti del luogo. Nulla! Tante scuse per non accompagnarmi e altrettante per far sì che non andassi. Qualche lacrima quella notte e qualche lacrima il giorno che la speranza di poter partecipare a un tuo concerto è svanita. Grazie! Bye bye Mr. Cohen.

*QUASI COME IL BLUES

Ho visto gente morir di fame
Si uccideva, si stuprava
I loro villaggi erano in fiamme
Tentavano di fuggir via

Non riuscivo a sostenere i loro sguardi
Fissavo la punta delle mie scarpe
Era sarcastico, era tragico
Era quasi come il blues*
Era quasi come il blues

Devo morire un po’
Tra un pensiero omicida e l’altro
E quando finisco di pensare
Devo morire molto di più

Si tortura e ci si ammazza
E poi ci sono tutte le mie critiche negative
La guerra, i bambini scomparsi, Signore
E’ quasi come il blues
E’ quasi come il blues

Così lascio che il cuore mi si ghiacci
Per tenerne fuori il marciume
Mio padre dice che sono eletto
Mia madre dice che non lo sono

Ho ascoltato il loro racconto
Sugli zingari e gli ebrei
Era bello, non era noioso
Era quasi come il blues
Era quasi come il blues

Non c’è alcun Dio nei cieli
E non ci sono inferi sotto noi
Tanto dice il grande professore
Di tutto quel che c’è da sapere

Ma ho ricevuto l’invito
Che un peccatore non può rifiutare
Ed è quasi come la salvezza
E’ quasi come il blues
E’ quasi come il blues

Leonard Norman Cohen (21 Settembre 1934 – 7 Novembre 2016)

Famiglia Cohen-Shaar Hashomayim Cemetery in Montreal(GIOVANNI CAPRIOTTI / FOR THE TORONTO STAR)

Famiglia Cohen-Shaar Hashomayim Cemetery in Montreal (Giovanni Capriotti/ FOR THE TORONTO STAR)

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Informazioni su germogliare

Io mi ricordo di ieri. Vigorosamente penserò a domani, alla gioia condotta da un giorno nuovo. Io mi nascondo dietro al bianco e nero. Minuziosamente raccoglierò le sfumature dei colori, per farne scorta. L’anamnesi mi appaga e mi strazia.
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6 risposte a Non riuscivo a sostenere i loro sguardi*

  1. il barman del club ha detto:

    diciamo che sei anche tu come il blues: almeno, quando ti sei persa Cohen… una grande occasione svanita! Peccato! Ma non farti prendere dai rimpianti… Dai! La vita ti offrirà altre occasioni per non metterti in disparte: altre piccole bellezze per regalare ad uno stato d’animo quella gioia che cerchiamo in nei momenti migliori. La poesia e la musica non ti abbandoneranno mai: questa sarebbe la vera perdita… Però la prossima volta insisti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • germogliare ha detto:

      …sorrido! Solo una manciata di rimpianti, me li concedi…dai?!
      C’è un detto:”Ogni lasciata è persa”…. La prossima volta? Ho messo giudizio, non insisto neanche, vado. Andrò e basta!!!

  2. il barman del club ha detto:

    Così mi piaci !!!!! Ti capisco però… ti capisco. Certe occasioni non capitano tutti i giorni.
    Bello il testo che hai scelto… anzi, direi bellissimo! Queste parole le senti come il fuoco, e ti marchiano per non dimenticarle.

  3. guido mura ha detto:

    Lo “stato attuale” delle cose, cara germogliare, è un ritorno al pensiero primordiale dell’uomo, che è fondamentalmente una belva, raffinata è vero, ma sempre feroce. Gli artisti, quando non sono ottenebrati da visioni ottimistiche e da filosofie panglossiane, questo lo intuiscono. E’ sempre meglio guardare fisso in faccia la realtà che costruircene un’altra a nostra immagine, chiudendo gli occhi.

    • germogliare ha detto:

      Caro Guido, dovrebbe essere così ma la stragrande maggioranza della popolazione preferisce fare come le scimmie, “non vedere il male”, “non sentire il male” e “non parlare del male”. L’artista, il letterato, o chi più ne ha, ne metta, comunque colui che sente la responsabilità di farsi portavoce dello “stato attuale”, con il suo metodo/tecnica/lavoro, non può che generare una documentazione.

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