Storie di cancer e dintorni. Un giorno, a Villa d’Este

era luglio del 2014, oggi come ieri…e sono felice! qualche cicatrice in più, qualche chimica assunta in più, i capelli lunghi, le persone a me care sempre strette. Ora vado. Altro giro di giostra! Olè olè olè

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villadesteSe pensi che le cose possano andare peggio, tu fermati e lasciati coinvolgere dal sorriso contagioso di chi ti è vicino. Va bene! Benissimissimo. Olè olè olè. Tiè!!! (con gesto figurato)

E poi arriva un’altra possibilità che qualcuno chiama miracolo, ma è solo un’altra possibilità che io chiamo risultato dell’amore condiviso per la vita.

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We Were Evergreen – Eighteen // Mahogany Session 

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O tu, cuore, dimmi che mi passa per la testa?

Jessica Harrison, Karen, 2013

“In un modo o nell’altro l’amore ti derubava sempre di qualcosa: una sorgente di equilibrio interiore, un piccolo nocciolo duro di onestà.”

 

 

 

 

 

 

 

 

Jessica Harrison, Mairi, 2010

 

“Imparare a sopravvivere, non importa a costo di quante precauzioni e vigliaccherie, di quali paure e brutti presentimenti, non è la stessa cosa che essere infelici. È troppo interessante.”

Alice Munro, Chi ti credi di essere?

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Siamo nelle mani di burattinai. Voglio le forbici

Tina Modotti, Hands of the puppeteer, Mexico 1926

“Metto troppa arte nella mia vita e di conseguenza non mi rimane molto da dare all’arte.” Tina Modotti

Ph. Flor Garduno, Hoja Elegante 1998

 

 

 

 

 

 

Ci sono donne che per il loro peso intellettivo risultano gravose a sé e alla società.

 

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A mio padre, bastardo!

Nata da quello sperma fecondato nella vagina di mia madre. Padre! Chiamarlo padre non potrei, chiamarlo padre è un’offesa per tutti i padri. Perché un padre è colui che ti sostiene, che si occupa di te, che ti lega a sé come un piccolo albero a un palo per poterlo far crescere dritto. Lui, che sullo stato anagrafico è mio padre, lui no. Mi ha sempre, ripetutamente, sin da piccola: derisa, insultata, maledetta e definita un’incapace. Perché? Non lo so. Ero troppo piccola per potermi dare delle riposte. E. Crescere con questo enorme fardello di perché non è stato facile. Non è facile vivere. Lui, mio padre? Non mi ha mai accettata. È stato un dolore atroce! A volte insostenibile. Ma tant’è che vale la pena vivere, e io ne ho sempre più una gra voglia, che mi bastano le grandi e piccole soddisfazioni dei miei giganti e di coloro che non mi abbandonano mai. L’amore vero è sempre incondizionato. Lo dicevano i nonni. I tuoi genitori. Legati a me. Che tua madre non ha voluto più figli perché tu eri cattivo.

Padre, Tiè! Ma… Vaffanculo!!!

Il mio cancro sei solo tu. Mi sono piegata ma mai spezzata. Sono una guerriera, io, le battaglie, anche le più gravi, ad oggi, le ho sempre vinte. Io, e tu? Tu sei solo… solo un bastardo solo!!!

Con serenità, tua figlia Adina

Ovunque Proteggi -Vinicio Caposella*

*dedicata a nonna Adina e nonno Ernesto

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Il bello di poter godere del risultato. Storie di giganti e di madri

Un mosaico è metafora di vita. Io mi specchio nei miei. Colorati e splendenti. Così, in poco più di una settimana: dei pezzetti di piastrelle e vetri taglienti, abbandonati al tempo e alle intemperie; dei ritagli di legno e conchiglie lasciati in cantina; vecchie colle e stucchi non ancora seccati; sotto l’ombra della grande quercia; con la tempra trovata; a far da sottofondo la musica della natura e della radio; come per magia si amalgamano, dando vita ad attuali conformazioni.  Ah, cosa sa regalare l’armonia! Ah, che soddisfazioni sanno regalare i figli. Grazie, miei giganti! Grazie per la laurea. Grazie per il diploma.

The Best Of Carole King

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Non ammazzarmi, ti prego!

Ph. Dara Scully

Fino a giugno le statistiche sulla violenza alle donne riportavano che ogni due giorni ne veniva ammazzata una, siamo a luglio, l’evoluzione, la cronaca ci dice che ogni giorno una donna viene ammazzata.

“Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che avete tarpato, per tutto questo: in piedi, signori, davanti ad una donna.” William Shakespeare

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aggiornamento salute e divagazioni varie

 

Carissima dott.ssa… (A, C e D)*, la penso sempre con grande affetto, spero che la sua vita proceda con serenità.

Dovevo scriverle da tempo ma ho voluto aspettare l’evolversi degli eventi per poterla contattare con notizie più che positive. Sto bene! Ho una nuova energia, qualcuno mi dice, vedendomi, che sembro finalmente tornata quella di una volta, non è così, sono sì, esternamente (mi vedo anch’io) Adina di una volta, ma dentro, allora, ero piena di rabbia mista a paura, ora no, ho un’acquisita serenità e godo di momenti di sana gioia. Non sempre… ci sono ancora momenti in cui emergono i dolori dell’anima (poco mi hanno spaventata quelli del corpo…lei lo sa), ma tant’è che non sarebbe vita, l’importante è imparare a conviverci e gestirli, ed io, con l’aiuto di coloro come lei e dei miei cari, che vi prendete cura di me, ce la faccio con successo.

Ecco, questo volevo dirle, per augurarle una felice estate.

In allegato trova l’aggiornamento clinico.

Per la depressione, aumentata notevolmente verso Natale, a causa della nuova lesione cerebrale, si sono consultati i medici di Milano e dell’Abruzzo, infine, le due psicologhe, la dott.ssa E, la dott.ssa F, hanno deciso sotto mia ripetuta richiesta di darmi un farmaco, e la dott.ssa G del gruppo  di lavoro del dottor B mi ha prescritto Exefor  37,5 mg. Lo predo da poco più di un mese, la chimica aiuta e il cervello aiuta la chimica.

Un abbraccio

Adina

 

Cara Adina,

Mi fa davvero piacere leggere le sue parole.

Come dice lei, la chimica aiuta …. infondo noi oltre che anima siamo anche chimica, e molta chimica!

Auguro anche a lei serenità e momenti gioiosi per questa estate.

Prosegua pure con Exefor ma solo per un periodo poi riduca o sospenda.

Sono certa che ce la farà

A presto

(A, C e D)

*naturalmente il testo è stato personalizzato e la risposta riportata è una summa di quelle ricevute.

 

Carissima dott.ssa E, la penso sempre con grande affetto, spero che la sua vita proceda con serenità, e che il suo Daniel cresca in salute.

Sto bene! Ho una nuova energia, qualcuno mi dice, vedendomi, che sembro finalmente tornata quella di una volta, non è così, sono sì, esternamente (mi vedo anch’io) Adina di una volta, ma dentro, allora, ero piena di rabbia mista a paura, ora no, ho un’acquisita serenità e godo di momenti di sana gioia. Non sempre… ci sono ancora momenti in cui emergono i dolori dell’anima (poco mi hanno spaventata quelli del corpo…lei lo sa), ma tant’è che non sarebbe vita, l’importante è imparare a conviverci e gestirli, ed io, con l’aiuto di coloro come lei e dei miei cari, che vi prendete cura di me, ce la faccio con successo.

Ecco, questo volevo dirle, per augurarle una felice estate.

L’ultima pet tac non presenta tracce di malattia. Per la depressione,  infine, come saprà,  la dott.ssa F e la dott.ssa G del gruppo  di lavoro del dottor B mi ha prescritto Exefor 37,5 mg. Lo predo da poco più di un mese, la chimica aiuta e il cervello aiuta la chimica.

Un abbraccio e un bacio sulla fronte al suo bimbo

 

Gentilissima sig.ra Adina,

grazie del pensiero e della sua mail con gli aggiornamenti e le divagazioni varie, come dice lei.

Sono contenta che questo mese (da quando ci siamo sentite a giugno) sia passato con una nuova energia e con più serenità. Da quello che mi dice, sembra che sia diventata un’ Adina migliore (forse più presente e consapevole) che con più serenità vive i momenti di gioia e affronta i momenti difficili e di dolore.

Grazie, anche a lei auguro una buona vacanza!

Quest’estate noi faremo poco e nello stesso tempo faremo tanto. Con Daniel stiamo ritrovando la bellezza del piccolo grande mondo e la gioia di scoprire, imparare e anche meravigliarsi.

un caro saluto

E

 

Sara Gazarek performs “Tea For Two”

 

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L’attesa e la pesca

Arriva un tempo in cui le barche ferme al porto ritornano a uscire e salpare di nuovo il  mare. La pesca sarà ricca, perché l’attesa ha insegnato all’equipaggio la conoscenza del valore delle sue acque.

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Ad ogni modo

Sono gli elementi che convivono con la nostra presenza a rendere lo spazio sospeso nel tempo. 

Anthony and the Johnsons – Kiss My Name 

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Piccoli passi a piedi nudi 

Lascio qui le scarpe. Strette. Esce la presenza. Vuote. I piedi vanno liberi senza costrizioni. Nudi. Ne hanno fatta di strada insieme. Tanta. Ora è  il tempo dell’abbandono. Cambio. Strada. Rinnovo. Vita.

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